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“Tu scendi dalle stelle”: storia del canto simbolo del Natale napoletano

Chi non ha mai intonato la prima strofa di “Tu scendi dalle stelle“, il celeberrimo canto natalizio? Magari l’avrà fatto sistemando i pastori sul presepe, oppure addobbando l’albero illuminato, o ancora in chiesa durante la celebrazione del Natale. La storia di questo capolavoro della musica popolare è antica e ricca di protagonisti illustri.

Non tutti sanno che l’autore del “Tu scendi dalle stelle” è Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, dottore della chiesa di origini napoletane. Nato a Marianella, Sant’Alfonso dimostra il suo poliedrico talento cimentandosi in numerose arti: dalla pittura alla trattatistica, passando soprattutto per la composizione. Durante le sue missioni il fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore si serviva spesso e volentieri dei canti popolari che prelevava dalla tradizione locale riadattandoli (e arricchendoli musicalmente grazie alle sue indiscusse doti compositive) alle esigenze di evangelizzazione.

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Urna di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, conservata nella cappella laterale dell’omonima basilica di Pagani (SA)

Sant’Alfonso, infatti, riteneva che per arrivare dritti al cuore dei fedeli bisognasse servirsi di espedienti del genere, efficaci e comprensibili al popolo. È cosi che durante la sua vita si cimenta nella composizione di canti religiosi dagli argomenti diversi (Natale, Passione, Maria), alcuni dei quali vivono tutt’oggi nei luoghi che sono stati più interessati dall’attività del Santo e da quella dei suoi seguaci, i Redentoristi.

Ma torniamo al nostro “Tu scendi delle stelle“! Il canto fu composto e cantato per la prima volta nel 1754 durante una novena di Natale che Sant’Alfonso (all’epoca 58enne) predicò a Nola. Per la realizzazione della melodia Sant’Alfonso si servì di un antichissimo canto pastorale popolare riadattato per l’occasione.

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Fino a pochi anni fa era diffusa l’ipotesi che si trattasse di una trasposizione di un altro canto natalizio attribuito al santo dal titolo “Quanno nascette Ninno“. In realtà i più recenti studi, condotti soprattutto dal musicologo e fine conoscitore di musica alfonsiana Padre Paolo Saturno (il più autorevole esperto in materia!), hanno sfatato questa credenza. Secondo lo studioso l’autore del “Quanno nascette Ninno” sarebbe il sacerdote Mattia del Piano che pubblicò il brano nel 1779 nella raccolta “Il freno della lingua” ispirandosi a Sant’Alfonso (di cui era seguace spirituale e convinto ammiratore) solo per ciò che concerne la melodia, non il testo.

Come è facile intuire, dunque, il Tu scendi dalle stelle” fu composto ben venticinque anni prima dell’altro canto. Ecco il testo:

Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo,

O Bambino mio divino,
 io ti vedo qui tremar;
 o Dio beato!
 Ahi quanto ti costò l'avermi amato!

A te, che sei del mondo il Creatore,
mancano panni e foco, o mio Signore,

Caro eletto pargoletto,
 quanto questa povertà
 più m'innamora,
 giacché ti fece amor povero ancora,

Tu lasci il bel gioir del divin seno,
per venire a penar su questo fieno,

Dolce amore del mio core,
 dove amor ti trasportò?
 O Gesù mio,
 perché tanto patir? Per amor mio!

Ma se fu tuo voler il tuo patire,
perché vuoi pianger poi, perché vagire?

Sposo mio, amato Dio,
 mio Gesù, t'intendo sì!
 Ah, mio Signore,
 tu piangi non per duol, ma per amore,

Tu piangi per vederti da me ingrato
dopo sì grande amor, sì poco amato,

O diletto del mio petto,
 se già un tempo fu così,
 or te sol bramo:
 caro non pianger più, ch'io t'amo e t'amo,

Tu dormi, Ninno mio, ma intanto il core
non dorme, no ma veglia a tutte l'ore,

Deh, mio bello e puro Agnello,
 a che pensi? dimmi tu.
 O amore immenso,
 "Un dì morir per te" – rispondi – "io penso",

Dunque a morire per me, tu pensi, o Dio
ed altro, fuor di te, amar poss'io?

O Maria, speranza mia,
 s'io poc'amo il tuo Gesù,
 non ti sdegnare
 amalo tu per me, s'io nol so amare!

Le numerose trascrizioni hanno portato a leggere modifiche del testo che però non hanno inficiato sulla sua struttura principale.

Il “Tu scendi dalle stelle” è stato citato e interpretato magistralmente da moltissimi artisti italiani e stranieri del settore della musica, del teatro e del cinema. Indimenticabile la versione arrangiata da Eduardo De Filippo nell’opera teatrale tragicomica del 1931 dal titolo “Natale in Casa Cupiello“. In una delle scene Luca Cupiello, il figlio “Tommasino” e il fratello Pasquale storpiano il testo originale e inscenano una comica processione dei Re Magi (con tanto di stelle filanti e corone di carta!) portando in dono a Concetta, moglie di “Lucariello”, i loro regali di Natale.

Ma anche Luciano Pavarotti, Andrea Bocelli, Claudio Villa e tanti altri magistrali interpreti hanno reso omaggio al “Tu scendi dalle stelle“, canto tradizionale del Natale napoletano che infiamma i cuori e rende ancora più speciale questa festività!

Fonti

O. Gregorio, Canzoniere alfonsiano, Angri, Contieri, 1933.

P. Saturno, libretto in “Tu scendi dalle stelle. Natale con s. Alfonso e i Redentoristi” vol. 5, CD-ROM, Pagani, 2018.

N. Nicoletti, Sant’Alfonso e la vera storia di ‘tu scendi dalle stelle’, in 《Credere》, anno IV n. 52, 2016.

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