Oggi vogliamo accompagnarvi lungo una piacevole passeggiata per le vie del quartiere di Chiaia. Non si può non rimanere colpiti dalle sue singolari architetture. Palazzi, giardini e scalinate si susseguono con un ritmo incalzante manifestando una fantasia decorativa che è propria dello stile liberty di inizio Novecento. E gli edifici più affascinanti e suggestivi sono per la maggior parte opera di Giulio Ulisse Arata.

Giulio Ulisse Arata
Giulio Ulisse Arata, Archivio di Stato di Piacenza, Mappe, stampe e disegni di Piacenza

Giulio Ulisse Arata da Piacenza a Napoli

Arata nasce a Piacenza nel 1881. Architetto, editore e critico d’arte: una figura poliedrica e mai banale che meriterebbe ben più spazio di quanto la storiografia gli ha dedicato fin ora. Viene descritto così dal critico d’arte Decio Buffoni:

«…un giovane […] modesto e senza pose; che sul lavoro non sdegna di aiutare il manovale nel trasportare il carico di mattoni; che tra gli amici non parla mai di sé, né dice male dei colleghi; che interpellato da uno sconosciuto che contempla il suo nuovo edificio e lo definisce “la casa delle paure”, diventa del suo parere e ride con lui…»

Ma Giulio Ulisse Arata non è solo questo. Fin dalla gioventù esercita anche l’attività di consulente artistico supportando il collezionista e mecenate piacentino Giuseppe Ricci-Oddi, la cui collezione di opere d’arte contemporanea rappresenta oggi il fiore all’occhiello della pinacoteca comunale.

Arata giunge a Napoli agli inizi del ‘900 per svolgere il servizio militare. Ottiene alcuni lavori come decoratore e stuccatore che gli fanno acquisire sempre più notorietà.

Cartolina storica raffigurante la Palazzina Paradisiello, dal gruppo “Napoli Retrò”

Inizio del viaggio

Il nostro breve viaggio inizia dalla “Palazzina Paradisiello“, sita nell’attuale Via del Parco Margherita al numero 36, al limite tra i quartieri San Ferdinando e Montecalvario. È uno dei primi edifici realizzati da Arata, commissionato da Germano Ricciardi, socio dell’impresa Mannajuolo, Ricciardi & Borrelli. A dir la verità l’intervento dell’Arata è da riferirsi solo alla parte decorativa applicata su un progetto già definito da Gaetano Licata, cognato di Ricciardi. Venne costruita nel 1909 e nelle sue forme interne ed esterne condensa al meglio sia la tradizione napoletana che il pieno stile liberty.

Scendiamo dolcemente verso il mare e dopo circa 600 metri giungiamo in Piazza Amedeo, restando abbagliati dalla grandezza del Palazzo Cottrau Ricciardi. Tra gli edifici protagonisti del nostro tour questo è il più recente, costruito nel 1925 su commissione degli ingegneri Alfredo Cottrau e Francesco Ricciardi. E in effetti si può notare un certo distacco (anche se non del tutto netto) dal puro stile liberty. Risulta imponente con il suo portale d’ingresso costituito da bugnato e alte paraste che sorreggono una lunga balconata centrale. La simmetria architettonica e decorativa è impreziosita dalla cornice alla sommità e dalla balconata unica all’ultimo piano.

Giulio Ulisse Arata
Palazzo Cottrau Ricciardi

Da Piazza Amedeo giriamo a sinistra e ci addentriamo in Via dei Mille, aperta nel 1885 a seguito della demolizione di parte dello storico Palazzo Carafa di Roccella. Dopo circa 300 metri sulla sinistra ci imbattiamo nel Palazzo Leonetti che oggi ospita il consolato britannico e spagnolo. Giulio Ulisse Arata lo progetta e realizza tra il 1908 e il 1910, come ricorda una targa affissa. Anche questo edificio fu voluto dall’impresa Mannajuolo, Ricciardi & Borrelli, inizialmente pensato a scopo abitativo. Le decorazioni esterne in stucco e metallo, oggi dipinte di arancio, si succedono lungo tutto l’asse verticale pur non sacrificando lo sviluppo orizzontale dell’edificio secondo i differenti livelli.

Giulio Ulisse Arata
Palazzo Leonetti

Ultima tappa del nostro tour non può che essere il celebre Palazzo Mannajuolo, conosciuto dai più per la sua meravigliosa scalinata ellittica. Progettato tra il 1909 e il 1912 da Giulio Ulisse Arata e da Giuseppe Mannajuolo, è uno dei più riusciti esempi di stile liberty napoletano. È posto nel nodo tra Via Filangieri, Via dei Mille e i Gradini D’Andrea. Il corpo d’angolo, rivolto verso Via dei Mille, è di certo quello che dall’esterno attrae maggiormente l’attenzione con il suo sviluppo circolare reso ancora più dinamico dall’originale successione di stucchi, vetrate e metalli. Il prospetto principale è quello di Via Filangieri. Purtroppo però l’altezza dell’edificio e lo spazio ristretto non permettono di ammirarlo in tutto il suo splendore

Arata ha lasciato un solco profondo nell’urbanistica della città di Napoli lasciando altre testimonianze oltre a quelle descritte. La nostra passeggiata termina qui ma ci sono tante altre bellezze che meritano il nostro sguardo. Perchè come ogni cosa bella, il meglio deve ancora venire!

Giulio Ulisse Arata
Palazzo Mannajuolo

Fonti

  • R. Iossa, Milano 1914. Leonardo Dudreville e l’esposizione del gruppo “Nuove Tendenze”I, tesi di laurea magistrale, Università degli Studi di Milano
  • D. Buffoni, Architettura pittorica, in “La Perseveranza”, LIV, n. 213 (3 agosto 1913), n. p.
  • P. Thea, Giulio Ulisse Arata, in Nuove Tendenze. Milano e l’altro futurismo, cit., p. 70.
  • F. Mangone, Giulio Ulisse Arata. Opera completa, Electa Napoli, Napoli 1993.
  • www.palazzidinapoli.it

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