RAFFAELLO NOCERA INFERIORE

“Madonna d’Alba”: il quadro di Raffaello un tempo conservato a Nocera Inferiore

La “Madonna d’Alba” è uno dei dipinti più noti di Raffaello Sanzio, massimo interprete della pittura italiana di ogni tempo. Oggi il quadro è custodito alla National Gallery of Art di Washington. Ma i cittadini di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, saranno sicuramente felici di scoprire che un tempo questo eccezionale dipinto era conservato nella loro città.

madonna d'alba raffaello
Raffaello. Madonna d’Alba, 1510 ca., olio su tavola trasportata su tela.

Raffaello: un prodigio alla corte del papa

“Studiando le fatiche de’ maestri vecchi e quelle de’ moderni, prese da tutti il meglio, e fattone raccolta, arricchì l’arte della pittura di quella intera perfezzione, che ebbero anticamente le figure d’Apelle e di Zeusi e più, se si potesse dire o mostrare l’opere di quelli a questo paragone”

Così viene descritta l’arte di Raffaello da Giorgio Vasari nel celebre testo “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori”. Dopo il suo periodo di formazione a Urbino e l’esperienza a Firenze Raffaello si trasferisce nel 1508 a Roma presso la corte di papa Giulio II. Inizia a decorare le celebri stanze private del pontefice ottenendo sempre più successo, come dimostrato dalle numerose commissioni che gli giungono.

La commissione della “Madonna d’Alba”

La “Madonna d’Alba” venne realizzata presumibilmente nel 1510. Pare che fu commissionata dal vescovo Paolo Giovio per la sua chiesa episcopale di Nocera. Secondo altri studi, invece, l’opera fu richiesta da altri per poi pervenire nelle mani del vescovo nel 1528 in seguito a un legato.

Il dipinto fu conservato nel convento degli Olivetani di Nocera de’ Pagani. Si tratterebbe dell’antico complesso mariano di Santa Maria dei Miracoli che nel 1530 il condottiero Gianbattista Castaldo, Gran Capitano di Carlo V, trasformò nel convento dedicato ai monaci olivetani. Il complesso poi fu spostato più a valle a seguito di una frana nel XVIII secolo e nel 1973 quello originario fu elevato a Santuario Diocesano Mariano, meta tutt’oggi di pellegrinaggio.

santuario santa maria dei miracoli nocera inferiore madonna d'alba raffaello
Santuario di Santa Maria dei Miracoli di Nocera Inferiore. Fotografia di Andrea Gallo

La “Madonna d’Alba” rimase in questo luogo fino al Seicento per poi essere ceduta al marchese del Carpio, vicerè di Napoli che la portò in Spagna. Giunge poi nel 1793 nella città di Madrid presso la collezione del duca d’Alba (da cui deriverà il nome). Ma il lungo tragitto del quadro di Raffaello non termina qui!

Nel 1836 pervenne allo zar russo Nicola I, poi al collezionista e filantropo Andrew William Mellow che lo donò, insieme alla sua intera collezione, al museo di Washington dove è attualmente conservato. Insomma, un lunghissimo viaggio attraverso quattro grandi nazioni che però parte dalla piccola città di Nocera Inferiore.

Descrizione del dipinto

La “Madonna d’Alba” rappresenta il classico tema iconografico della “Madonna dell’umiltà“, chiamata così perché la Vergine non si trova assisa su un sontuoso trono bensì a terra, in mezzo alla natura. La forma del tondo è molto nota nell’ambito fiorentino (basti pensare al celebre “Tondo Donidi Michelangelo) ed è frutto della grande influenza che i maestri esercitarono nei confronti di Raffaello durante il suo soggiorno in Toscana.

Ciò che sorprende di più è la grazia con la quale sono resi i tre personaggi: la Madonna, il Bambin Gesù e San Giovannino. Le figure sono disposte secondo uno schema piramidale con uno sviluppo molto dinamico e sono immerse all’interno di un paesaggio di campagna in un’atmosfera bucolica.

Le copie di Nocera Inferiore

Della “Madonna d’Alba” sono presenti diverse copie, di cui almeno tre hanno a che fare con Nocera Inferiore. Un’ulteriore prova che l’originale sia effettivamente transitata in quelle zone nei secoli scorsi.

copia seicentesca della Madonna d'Alba di Raffaello conservata a Nocera Inferiore
Ignoto, Madonna del Duca d’Alba da Raffaello, copia sec. XVII, Nocera Inferiore, Pinacoteca S. Antonio.

Una di queste copie è custodita nella pinacoteca del convento di S.Antonio sul piccolo colle di S. Francesco. Il complesso fu costruito sul finire del XIII secolo per volere della famiglia Filangieri e costituisce una delle più interessanti espressioni dell’architettura gotica nell’Italia meridionale.

L’autore dell’opera seicentesca è ignoto ma ciò non ci impedisce di comprendere come l’originale di Raffaello abbia influenzato la cultura artistica locale e il gusto della committenza.

Madonna d'Alba museo archeologico nocera inferiore
Il convento di S. Antonio a Nocera Inferiore dove è custodita la copia seicentesca della “Madonna d’Alba” di Raffaello

A quanto risulta da studi, una seconda copia, piuttosto deteriorata, apparterrebbe ora a una collezione privata, forse proveniente da Palazzo Giovanardi. Lo studioso Carmine Zarra la descrive come una copia del dipinto di Raffaello, di diversa fattura e misura, più innovativa.

La storia della terza copia è invece legata a una triste vicenda. Fu realizzata da Elia d’Alessio, giovane pittore di San Cipriano Picentino allievo del grande Francesco Solimena. Fino agli anni Settanta del Novecento era custodita nella chiesa di S. Giovanni Battista nella frazione nocerina di Pucciano. Fu poi trafugata e di essa se ne persero le tracce.

Un quadro, una città, tante storie

L’arrivo a Nocera Inferiore della “Madonna d’Alba” ha dato il via a una serie di eventi che hanno coinvolto diversi personaggi in epoche diverse. Ed è bello pensare che nel territorio dell’Agro Nocerino-Sarnese siano ancora presenti tracce tangibili del passaggio del sommo pittore.

Gli abitanti di Nocera Inferiore (e non solo!) possono dunque sentirsi legittimamente legati a un filo invisibile che giunge fino all’altro capo del mondo. Più precisamene a Washington, dove è conservata la splendida “Madonna d’Alba”!

Fonti

  • G. Salierno – V. Piccolo, La pinacoteca (ed altre opere conservate) nel convento di S. Antonio, Nocera Inferiore, MediaCom, 1997
  • P. Giusti – P. Leone De Castris, La pittura del Cinquecento a Napoli, 1510-1540 forastieri e regnicoli, Electa, Napoli 1988
  • Luigi G. Kalby, Classicismo e Maniera nell’Officina Meridionale, Società Editrice Salernitana, Cercola 1974
  • G. Vasari, Vite de’ piu’ eccellenti pittori, scultori e architetti, Società tipografica de’ classici italiani, Milano 1811.
  • C. Zarra, Marco Pino e dipinti ritrovati, in “Quaderni dell’Agro”, nn. 3-4, 2012-2013
  • R. Alfano, Il restauro della copia della Madonna d’Alba di Nocera Inferiore, tesi di laurea
  • https://www.nga.gov/

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