I presepi sono da sempre uno dei simboli della città di Napoli e del suo centro storico. L’arte presepiale vanta una tradizione plurisecolare, che proprio nel capoluogo campano trova alcuni degli esempi più straordinari. Oltre ai classici itinerari, tra San Gregorio Armeno e via dei Tribunali, vi è una piccola gemma nascosta proprio nel cuore del centro storico della città.

Si tratta del Museodivino, in via S. Giovanni Maggiore Pignatelli, una delle traverse di Spaccanapoli. Il museo ospita una collezione eccezionale: si tratta dei presepi in miniatura di Antonio Maria Esposito.

Antonio Maria Esposito con uno dei suoi presepi in miniatura

L’arte della miniatura come esercizio spirituale.

Antonio Maria Esposito fu sacerdote di Castellammare, lavorò alle sue opere tra il 1941 ed il 1999. I presepi e le miniature che lo avrebbero reso famoso, tuttavia, erano sconosciuti al grande pubblico.

Esse infatti, più che per l’esposizione, erano un esercizio spirituale. Le sue prime miniature furono realizzate dopo la morte di sua madre, che colpì l’artista profondamente. La prima natività della collezione fu infatti realizzata in una scatola per medicine appartenuta alla madre.

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Il presepe in miniatura realizzato nella scatola per medicinali della madre. Tutte le foto delle opere di don Antonio sono ©Giorgio Cossu/ Museodivino

Da qui ha inizio un percorso artistico complesso e affascinante, condotto tuttavia nella solitudine del suo studio. I contenitori sono i più vari: scatole, gusci di uova, bicchieri, geodi. Altrettanto si può dire per le tecniche di miniatura: i personaggi sono realizzati con gocce di vernice essiccata per mesi e successivamente rifiniti con scalpellini di sua creazione.

Oltre ai presepi la collezione del museo ospita una bellissima raccolta di 33 miniature della Divina Commedia in gusci di noce. Le scene sono per lo più relative all’Inferno e al Purgatorio: l’unica del Paradiso ritrae la contemplazione di Dante davanti ad un turbine di angeli.

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alcune figure dei presepi in miniatura realizzate con gocce di vernice. Tutte le foto delle opere di don Antonio sono ©Giorgio Cossu/ Museodivino

Non si conoscono con certezza le ragioni di tale scelta, forse mirate a dare una visione d’insieme della narrazione della Commedia. I brani del purgatorio che vengono rappresentati, infatti, sono legati a riti di purificazione e incontri con gli angeli, quindi all’elevazione dell’essere umano, culminante con la contemplazione degli angeli nel Paradiso.

Con un tale impianto rappresentativo il percorso mistico che la Divina Commedia invita a fare è tutto realizzato.

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Dante e Virgilio nella selva oscura in un guscio di noce. Tutte le foto delle opere di don Antonio sono ©Giorgio Cossu/ Museodivino

Il Museodivino: iniziative e progetti

Il Museodivino non è solo custode delle meravigliose opere di Antonio Maria Esposito. Grazie al continuo impegno della direttrice, Silvia Corsi, è divenuto anche un luogo d’incontro e di divulgazione culturale per la città.

Tra le iniziative va sicuramente annoverato l‘Autunno Manzoniano, un ciclo di incontri, seminari e discussioni su Manzoni e su I promessi sposi, tenutosi a Napoli nell’autunno del 2023 e che nella primavera del 2024 avrà una sua prosecuzione nella Primavera manzoniana.

Inoltre il museo è anche un luogo d’incontro per gli appassionati di teatro, grazie ai suoi interessantissimi laboratori. Il prossimo, che inizierà a fine settembre 2024, sarà legato alla recitazione ed interpretazione della Commedia, utilizzando la recitazione come strumento ermeneutico per cogliere nuovi aspetti del capolavoro di Dante.

  • Silvio Sannino

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