Il Grand Tour è stato un punto fermo della cultura del diciottesimo e diciannovesimo secolo. Si trattava di un vero e proprio rito di passaggio per i nobili dell’epoca, che dovevano compiere un tour nelle zone culturalmente più rilevanti d’Europa. Gli aristocratici provenienti dalla Francia, dalla Germania, dalla Gran Bretagna e chiaramente anche dall’Italia, si avventuravano nei territori limitrofi, creando una rete di conoscenze di inestimabile valore. 

Una delle mete più ambite era Napoli, che con la sua storia millenaria, il Vesuvio, le rovine di Pompei ed Ercolano (i cui scavi iniziarono proprio nel diciottesimo secolo) e bellezze architettoniche, rappresentava la culla della civiltà italiana. Basti ricordare la famosa frase di Johan Wolfgang Goethe che, trovandosi a Napoli alla fine del settecento, disse “Vedi Napoli e poi muori”. Una citazione ricca di significato e di ammirazione per questa città.

Per quanto l’idea di questa esperienza conservi un fascino romantico capace di ispirare in ogni epoca, è bene ricordare che nel periodo di massimo splendore del Grand Tour non esistevano comunicazioni istantanee, social network o internet. Per mantenere i contatti con casa ci si affidava alle lettere, che impiegavano settimane — talvolta mesi — per arrivare: tempi oggi quasi inconcepibili per chi vive nell’era digitale. Fortunatamente, per chi oggi vuole intraprendere un Grand Tour, non c’è bisogno di vivere anche quel tipo di esperienza ma è possibile godere dei comfort che il web offre. Persino recandosi all’estero, grazie a tecnologie come le eSIM di viaggio, si può restare sempre in contatto con i propri familiari. Sfruttando al tempo stesso utili sistemi di mappatura come quello offerto da Google.

L’Egitto romantico e il fascino del Nilo

Da città di valore come Napoli, si passò anche a nuove mete ambiziose, soprattutto nel diciannovesimo secolo, con l’inclusione dell’Egitto. Mentre da tutto il mondo raggiungevano il Regno delle Due Sicilie, l’aristocrazia napoletana si spingeva all’esterno, intraprendendo viaggi di formazione verso questa tappa fondamentale per gli studiosi.

L’Egitto aveva un ruolo molto importante nell’immaginario dei viaggiatori. Per i napoletani, rappresentava un luogo mistico, legato alla Magna Grecia e all’Impero Romano, con luoghi di immenso valore menzionati in antichi documenti. Aveva la stessa influenza anche sugli altri europei, come i francesi. Basti pensare che proprio durante la campagna napoleonica di inizio ottocento crebbe la fascinazione nei confronti del fiume Nilo.

Il viaggio prevedeva l’arrivo ad Alessandria d’Egitto e il Cairo, per riscoprire le proprie radici e i legami con il mondo che fu. Gli incredibili templi di Luxor e Karnak, le piramidi della piana di Giza, le tradizioni della cultura copta e quella islamica con la presenza di moschee e abitudini molto differenti creavano un crogiolo da vivere in pieno. All’epoca, però, viaggiare non era per tutti e non c’erano scorciatoie. Organizzare un viaggio di questo tipo richiedeva mesi di preparativi accurati e, naturalmente, non esistevano strumenti come le eSIM per viaggiatori in grado di semplificare le comunicazioni: ogni spostamento implicava pianificazione meticolosa e una buona dose di pazienza. Tutto si muoveva lentamente e le distanze da coprire erano notevoli.

Un Grand Tour moderno: l’Egitto oggi

Fortunatamente, i viaggiatori che oggi vogliono lanciarsi in quest’avventura possono farlo senza troppe complicazioni. Iniziare il proprio viaggio da Napoli può addirittura essere la soluzione migliore, grazie alla vicinanza geografica con l’Egitto. Non c’è più bisogno di prepararsi con mesi in anticipo, considerando anche la diffusione e popolarità della formula last minute.

I viaggi non sono più appannaggio dei nobili ma ci sono comunque dei preparativi che possono rendervi la vita facile quando siete in loco. La copertura internet è senz’altro indispensabile: utile per ricercare informazioni al volo, chiamare i familiari, spedire loro foto tramite social e comunicare in tempo reale. Si tratta di attività che richiedono l’uso di traffico dati, quindi non sempre gli operatori di telefonia hanno tariffe convenienti con svariati gigabyte. Per questo motivo chi vuole fare un Grand Tour in tutta serenità spesso opta per l’acquisto di eSIM di viaggio. Ovvero SIM elettroniche che possono essere attivate sul proprio smartphone digitalmente.

Con la possibilità di accesso al web, avrete già ridotto notevolmente i preparativi necessari per questo tour dell’Egitto. Consigliamo, però, di aggiungere alcuni altri dettagli alla vostra checklist. Nello specifico, per restare in tema e sentirvi come un nobile dell’ottocento, potete portare con voi letture specifiche. Una tra tutte, “Memorie sull’Egitto” di Amalia Nizzoli, testo scritto durante il suo soggiorno nel Paese all’inizio del 1800. Un modo perfetto per muoversi sulle orme degli antichi esploratori.

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