Duplice omicidio a Pianura: la tragica storia di Gigi Sequino e Paolo Castaldi, vittime innocenti della camorra.

Napoli – 10 agosto 2000

In un caldo pomeriggio d’estate, il quartiere napoletano di Pianura fu scosso da un duplice omicidio tanto efferato quanto insensato. Due giovani, Luigi Sequino, detto Gigi, 20 anni, e Paolo Castaldi, 21 anni, furono assassinati a sangue freddo mentre sedevano in auto sotto casa. Ragazzi perbene, incensurati, vittime innocenti di un agguato di camorra nato da uno scambio di persona.

La dinamica dell’agguato ai Sequino

Gigi e Paolo, amici inseparabili fin dall’infanzia, si erano incontrati nel primo pomeriggio per discutere della vacanza che stavano organizzando in Grecia. Avevano parcheggiato la Fiat Uno di Paolo nei pressi della casa di Gigi, in via Napoli a Pianura, e stavano chiacchierando quando furono sorpresi da due uomini armati.

I killer non diedero loro il tempo di reagire, esplosero almeno sei colpi di pistola calibro 9, puntando direttamente ai volti dei due giovani. I proiettili colpirono Gigi alla testa e al torace, Paolo cercò istintivamente di proteggersi con le mani, ma fu colpito mortalmente anche lui.

Le indagini e la verità sconvolgente

Le prime ore furono confuse: i due ragazzi non avevano alcun legame con la criminalità organizzata. Le loro famiglie, note e stimate nel quartiere, erano sconvolte. L’intera comunità di Pianura si fermò. Poi, emerse la verità. Gigi e Paolo furono uccisi per errore.

Secondo gli inquirenti, i killer li scambiarono per due giovani affiliati al clan rivale dei Pesce. In quei giorni, infatti, la zona era attraversata da una faida tra i clan emergenti per il controllo delle piazze di spaccio. L’automobile di Paolo e la posizione in cui era parcheggiata sembrarono corrispondere a quella usata da due veri obiettivi dei sicari. Bastò questo per scatenare la violenza cieca.

Gli arresti e la sentenza

Nel 2004, a quattro anni dai fatti, furono arrestati tre uomini, i fratelli P. ed E. Pesce e il loro cugino L. Pesce. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, si basarono su intercettazioni ambientali, testimonianze raccolte nel quartiere e le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.

Nel 2008, la Corte d’Assise d’Appello confermò l’ergastolo per i fratelli Pesce. L. Pesce, giudicato con rito abbreviato, fu condannato a 18 anni di reclusione. I giudici definirono l’agguato “un atto di violenza brutale e ingiustificabile, espressione della logica criminale più efferata e disumana”.

La memoria che resiste

Nel corso degli anni, la storia di Gigi e Paolo è diventata simbolo della resistenza civile contro la camorra. Le famiglie, sostenute dall’ associazione Libera e dalla Fondazione Polis, non hanno mai smesso di battersi. Il quartiere di Pianura ricorda i due giovani con una fiaccolata ogni anno il 10 agosto, giorno dell’agguato.

Nel cimitero di Pianura, le tombe di Gigi e Paolo sono diventate luogo di raccoglimento e testimonianza. Nel 2021, l’allora sindaco Luigi de Magistris depose fiori: “Un gesto simbolico, per ricordare che Napoli non dimentica i suoi figli migliori, strappati alla vita dall’arroganza delle armi”.

Sitografia


Wikipedia.it

Diventa un sostenitore!

Storie di Napoli è il più grande ed autorevole sito web di promozione della regione Campania. È gestito in totale autonomia da giovani professionisti del territorio: contribuisci anche tu alla crescita del progetto. Per te, con un piccolo contributo, ci saranno numerosissimi vantaggi: tessera di Storie Campane, libri e magazine gratis e inviti ad eventi esclusivi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *