cittadini di Oplontis

Cittadini di Oplontis: i ragazzi e le loro origini.

Da dove veniamo e dove vogliamo (e possiamo!) andare?

Oggi i ragazzi del Liceo Pitagora – Croce di Torre Annunziata lo sanno. Lo hanno imparato durante un percorso lungo e articolato.

Un percorso iniziato nel 2023.

Era il 2023 quando iniziò a prendere corpo il progetto che ha visto la luce nel dicembre di due anni dopo, fino a concludersi nei giorni 25 e 26 settembre 2026.

Capofila del progetto, co-finanziato dalla Regione Campania, l’APS Storie Campane, guidata dalla Prof.ssa Anna Cozzolino.

Tenacia, passione e forse un pizzico di testardaggine, i formatori hanno educato (il verbo educare è stato usato proprio dai ragazzi nel momento in cui hanno raccontato la loro esperienza) i ragazzi alla gestione del patrimonio archeologico dell’antica Oplontis, nello specifico l’area nota come Villa di Poppea.

Poppea, chi era costei?

Nipote del console Gaio Poppeo Sabino del quale porta il nome e seconda moglie dell’imperatore Nerone, Poppea Sabina è descritta dagli storici come una donna estremamente affascinante ma fortemente ambiziosa e manipolatrice.

Diventata l’amante di Nerone fece eliminare chiunque si pose tra lei e l’imperatore, compresa Agrippina, fino a diventarne moglie.

I suoi giorni finirono proprio ad Oplontis nell’anno 65 d.C.

La storiografia e gli storiografi ostili a Nerone lo indicano come assassino della moglie: un calcio violento sferratole dall’uomo durante una lite a seguito del quale lei non solo avrebbe perso la seconda gravidanza, ma anche la vita.

La storiografia moderna, invece, imputa la morte della donna a cause naturali, seguite ad un aborto spontaneo, tanto da segnalare il dolore e la disperazione dell’uomo.

Infatti, Poppea non sarebbe stata cremata ma imbalsamata e divinizzata dallo stesso imperatore.

La morte é registrata proprio ad Oplontis.

La villa di Poppea ad Oplontis e gli Open day del 25 e 26 settembre 2026

Dichiarata patrimonio Unesco il 6 dicembre del 1977 e nota come Villa di Poppea, l’area archeologica di Oplontis si trova poco distante dalle più famosa Pompei ed Ercolano, a Torre Annunziata, in provincia di Napoli.

La struttura è fortemente caratterizzata dalle magnificenze che contraddistinsero l’età imperiale, affreschi e decorazioni straordinarie.

Dettagli della Villa

Denominata tecnicamente Villa A – per distinguerla dall’altra villa più rurale – denominata Villa B, ha una struttura che è sì quadrangolare ma estremamente complessa.

Eppure, i ragazzi del biennio del Liceo Pitagora – Croce hanno imparato a conoscerla tutta e ad amare ogni singola pietra, ogni angolo, ogni affresco. Ne conoscono storie ed aneddoti, sono stati formati per diventare narratori delle loro origini, delle loro radici e di quello che, sin dagli scavi del lontano XVIII sec. hanno riportato alla luce da cenere e lapilli della devastante eruzione che, tradizionalmente, si studia solo sui libri di storia.

I ragazzi hanno imparato che, prima del libro e oltre il libro, esiste una realtà indagata e – a tratti – ancora da indagare e lo hanno fortemente dimostrato durante i due giorni dedicati ad un vero e proprio open day dell’area.

Da segnalare anche che, nelle fasi finali del progetto, i ragazzi hanno invitato i compagni di scuola delle classi non partecipanti, a trascorrere una giornata laboratoriale (nello specifico venerdì 5 giugno 20026, che potremmo definire un laboratorio a porte aperte) per raccontare loro non solo il progetto ma anche tutto quello che hanno imparato sul loro territorio.

E’ stata questa, l’esplicazione della metodologia peer to peer, una trasmissione di conoscenze tra pari: i ragazzi hanno insegnato ad altri ragazzi, attraverso la condivisione delle esperienze quanto appreso.

Dettaglio con descrizione e targa dedicata

Ma come si è arrivati a tutto questo? Da dove sono partiti?

Cittadini di Oplontis: i laboratori

I laboratori sono iniziati a dicembre 2025, il venerdì pomeriggio, impegnando i ragazzi per circa due ore.

Si è partiti dal lavorare singolarmente fino a raggiungere alti livelli di collaborazione. Hanno scritto, disegnato, fotografato, editato, hanno lavorato in gruppo per l’obiettivo comune raggiunto con soddisfazione.

E poi hanno preso confidenza con l’area archeologica di Torre Annunziata, fino a conoscerla del tutto. Della villa, conoscono statuaria, affreschi e dettagli come il pavone e la maschera di Poppea.

Successivamente hanno imparato ad apprezzarla e ad amarla, hanno capito che con gli strumenti che la tecnologia mette oggi a disposizione si può fare tanto.

Sono stati registi, video editor, partecipando alla realizzazione del nr. 9 della Rivista dell’APS Storie Campane.

Cittadini di Oplontis: le associazioni coinvolte

Non solo Storie Campane, Sono scese in campo: Piccoli Passi Grandi Sogni, Art. 33 APS, Trees for Naples, P.A.S.E.

Tutte associazioni impegnate sul territorio che hanno portato le esperienze, le loro conoscenze, la loro voglia di fare ed enormi bagagli culturali.

Le associazioni si sono alternate nel corso dei diversi venerdì durante i quali hanno tenuto i laboratori, fino agli open day di settembre 2026.

Sì, è stato un percorso lungo un intero anno scolastico, ma – a detta dei ragazzi, i veri protagonisti – ne è valsa la pena!

cittadini di oplontis
Cittadini di Oplontis

Ieri, oggi e domani

Sì, ieri, nel glorioso passato che l’eruzione del 79 d.C. ha nascosto, ma non ha cancellato (la storia non si cancella!) e gli studi e gli scavi hanno riportato – e stanno ancora riportando – alla luce.

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Oggi, il presente dei nostri ragazzi.

Ragazzi dalla giovanissima età affacciatisi agli studi delle scuole superiori, classi prime che si sono trovate coinvolte in un progetto grosso ed ambizioso, lo hanno fatto loro, lo hanno sposato e, alla domanda “lo rifaresti?” all’unisono e con gli occhi sorridenti hanno gridato il loro “SI!”. Hanno toccato con mano la reale possibilità di un quotidiano scolastico diverso, fatto di percorsi multidisciplinari, dove le materie hanno assunto connotati insoliti: storia, geografia, letteratura, scienze, arte, musica, materie che hanno assunto caratteristiche che non avrebbero – probabilmente – mai immaginato. Studiare in loco, toccare con mano quello che si legge sui libri.

Domani. Quale domani? Non lo sappiamo.

Ma questi ragazzi – molti dei quali vedevano un futuro lontano dalla terra natìa – oggi, parlando al futuro, si vedono anche qui, nella loro terra, senza doverla necessariamente lasciare. Hanno capito e imparato che con la cultura si può lavorare, che esiste un amore verso il proprio territorio che può diventare un lavoro.

Hanno imparato che lavorare per la propria terra, rende ancor più forte il legame col proprio territorio, un territorio che sta raccontando e che continuerà a raccontare ancora a lungo.

Ci sarà sempre qualcuno che leggerà. E fino a quando ci sarà qualcuno che leggerà, ci saranno narratori digitali che racconteranno altre storie.

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