La chiesa dei Girolamini, un ponte fra Napoli e Firenze

La chiesa dei Girolamini, un ponte fra Napoli e Firenze

Chiesa dei GIrolamini

Bianca come una goccia di latte che rompe la pietra nuda degli ultimi palazzi di Via dei Tribunali, la Chiesa dei Girolamini è una delle chiese più belle di Napoli, figlia del legame che unisce le due capitali dell’arte, Napoli e Firenze.

Così bella da sembrare lo sfondo della scena di un teatro con protagonisti i turisti che passeggiano per Spaccanapoli, con la chiesa come una timida comparsa che, dietro le porte chiuse e l’aspetto austero, nasconde tesori capaci di meravigliare anche il cuore più insensibile: al suo interno ci sono infatti dipinti originali di Luca Giordano, Solimena e di decine di artisti toscani ed emiliani arrivati a Napoli solo per lasciare un eterno ricordo dell’amore verso l’arte nella sua forma più pura.
Ma la sua storia fu solo una lunga serie di sfortunati eventi: per 300 anni la Storia provò ad abbatterla, ma la chiesa dei Girolaimini non ha mai ceduto neanche un calcinaccio.

Progettata nel 1590, fu conclusa da Ferdinando Fuga dopo duecento anni di lavori, nel 1780. I preti non ebbero neanche il tempo di entrare nella chiesa che Napoleone li scacciò quando conquistò Napoli.
Durante l’Unità, nel 1866, la chiesa diventò “monumento nazionale” e furono rubati tutti gli oggetti d’oro e d’argento.
Gli americani nel 1943 la bombardarono e quasi riuscirono a raderla al suolo, ma i restauri la salvarono ad un passo dalla demolizione, che invece toccò alla Chiesa dei Fiorentini a Toledo.
Ma non cantiamo vittoria: quarant’anni dopo, il terremoto del 1980 lesionò gli antichissimi marmi in modo talmente profondo che si pensò di non poterli più salvare, ma la chiesa, per dispetto, tenacia o forse per la stessa pazzia che tiene in piedi la torre di Pisa, non crollò.

L'interno della chiesa
L’interno della chiesa

Trent’anni dopo, nel 2009, si conclusero i restauri e la chiesa dei Girolamini riabbracciò Napoli.
Non cantiamo vittoria: un anno dopo il rettore della struttura fu inquisito per la partecipazione in un enorme sistema di furti d’arte, che portò clandestinamente 250 libri antichi a Verona ed in altre città del Nord. Il Tribunale mise i sigilli all’intero complesso e la chiesa fu riaperta dopo qualche anno, mentre la biblioteca è ancora chiusa.
Un anno dopo, a Capodanno, una esplosione danneggiò di nuovo la sfortunata chiesa che di nuovo fu chiusa e poi riaperta definitivamente nel 2012, ma le porte della facciata rimangono sempre chiuse per decisioni dell’Amministrazione.

Ed oggi ogni giorno il bianco del marmo diventa il colore del dolore mentre migliaia, milioni di persone scivolano veloci per Via dei Tribunali senza degnare di uno sguardo quelle pietre sopravvissute a 500 anni di sfortune, sperando in un destino migliore del disinteresse dei turisti nei confronti di una triste facciata chiusa.

E’ aperta tutti i giorni e vi invitiamo a visitarla perché, nonostante l’aspetto trasandato, le bombe ed i ladri d’arte, la chiesa dei Girolamini resiste ancora, tenace, speranzosa di aprire tutti i giorni quelle porte che vorrebbe tendere come due mani, per abbracciare i napoletani che prova ad accogliere da secoli e che la sfortuna ha sempre allontanato.

-Federico Quagliuolo

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