L'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Napoli

L’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Napoli

Ex ospedale psichiatrico giudiziario napoli

Oggi vi racconto di una struttura che sono andata a visitare di recente in via Renato Imbriani numero 218, nel rione Materdei.

Sto parlando dell’ormai ex ospedale psichiatrico giudiziario di Napoli ricavato da una vecchia struttura conventuale, il monastero di Sant’Eframo nuovo.

Il convento fu costruito alla fine del XVI secolo e doveva essere sede dell’ordine francescano nel napoletano. Diciamo che le cose capitolarono quando cominciarono a nascere gelosie e rivalità all’interno dello stesso ordine e i due padri fondatori decisero di spostare altrove i loro progetti. I frati rimasti terminarono l’opera di costruzione agli inizi del 1600; negli anni successivi furono fabbricate la salita d’ingresso, la libreria, la cisterna, poi la struttura fu colpita da un incendio, fu ricostruita e le cose tornarono a proseguire come in ogni complesso religioso qualsiasi. Nel 1865 però l’appena nato regno d’Italia cacció i francescani dalla loro sede che diventò prima una caserma e poi dal 1925 un ospedale psichiatrico giudiziario anche se questa struttura asfissiante non era il massimo per i ricoverati. Sant’Eframo dava il nome al monastero e lo stesso nome è rimasto ad indicare quello che doveva esser un luogo non più di preghiera ma di riscatto.

Dopo aver fatto qualche ricerca ed aver chiesto informazioni anche ai ragazzi del collettivo CAU che da marzo hanno occupato la struttura, frequenti erano ai tempi gli episodi di autolesionismo, le condizioni igieniche appaiono e apparivano precarie, un piccolo giardino c’è ma gli spazi di socialità erano inesistenti. Al piano superiore ci sono le celle: la più piccola è grande tre passi per tre; alcune erano riservate ai casi “difficili” altre erano celle di isolamento, altre ancora più spaziose per gli “amici degli amici”.

Oggi, come vi ho anticipato, dopo esser stata chiusa nel 2007, la struttura è stata riaperta, occupata e prima che venga sgomberata vi consiglio di andarla a visitare, con tanto di giovane guida che vi accompagna nel percorso pronta a rispondere a tutte o quasi tutte le domande che porrete.

La strana atmosfera vi farà ascì pazz!

Mariagiovanna Guillaro

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