Palazzo Serra di Cassano: il valore di un portone chiuso

Palazzo Serra di Cassano: il valore di un portone chiuso

Palazzo Serra di Cassano: le origini

Palazzo Serra di Cassano è situato in Via Monte di Dio, ed è uno dei più famosi palazzi storici di Napoli. Attualmente ospita l’Istituto italiano per gli Studi Filosofici e un’associazione culturale, Interno A14, dai cui locali si accede a un percorso sotterraneo nella Galleria Borbonicapalazzo serra di cassano palazzo serra di cassano

La sua storia inizia nella prima metà del XVIII secolo, quando la nobile famiglia  napoletana di origine genovese dei Serra di Cassano ordinò a Ferdinando Sanfelice di erigere un palazzo proprio sulla collina di Pizzofalcone, a poca distanza dal Palazzo Reale. palazzo serra di cassano

Sanfelice, che in quegli anni era all’apice della sua carriera di architetto, ideò con entusiasmo il progetto, e nel giro di pochi anni il palazzo fu edificato.

La facciata che dà su via Monte Di Dio è decorata con un alto basamento in piperno, e varcato l’ingresso del palazzo proprio da questa strada si accede allo splendido cortile ottagonale.

palazzo serra di cassano
Lo scalone monumentale. Fonte: Wikipedia

Ma l’elemento di maggior pregio dell’edificio è senza dubbio lo scalone monumentale del palazzo. Il contrasto tra i colori del piperno e il marmo bianco fa di queste scale a doppia rampa e ad un corpo solo una delle testimonianze più felici dell’opera dell’architetto napoletano. Le sale interne sono decorate con stucchi rococò e arredamenti neoclassici. Molte di esse sono abbellite con dipinti di Daino e Tiarini e affreschi di Mattia Preti. palazzo serra di cassano 

Gennaro Serra di Cassano: il valore di un portone chiuso

Ma oltre al suo indubbio valore architettonico, il Palazzo ha anche un importante valore simbolico, scaturito dalla commovente storie di Gennaro Serra di Cassano.
La facciata che dà su via Monte di Dio che abbiamo già citato, infatti, non è la facciata principale.

palazzo Serra di Cassano
Gennaro Serra di Cassano

Questa affaccia sua via Egiziaca, ma il suo imponente portone  è tristemente chiuso. palazzo serra di cassano 

Per capirne il perché dobbiamo tornare indietro nel tempo, nel lontano 1799, anno della Rivoluzione Partenopea, gloriosa sì, ma dal triste esito.

Il giovane Gennaro, figlio del duca Luigi Serra di Cassano e di Giulia Carafa, quando scoppia la rivoluzione fa immediatamente propri gli ideali della neonata Repubblica Napolitana. Viene addirittura nominato Comandante in seconda della Guardia Nazionale. 

Gennaro e i suoi uomini saranno gli ultimi a soccombere, dopo una strenua lotta dal presidio di Capodimonte, alle truppe dell’armata sanfedista.

Il 20 agosto 1799, all’età di appena 27 anni, Gennaro Serra di Cassano viene condannato a morte. Il patibolo eretto in piazza Mercato vede gli ultimi istanti di vita del giovane patriota, decapitato e ucciso insieme agli ideali di Repubblica e libertà. palazzo serra di cassano 

Sulla città, che è appena stata privata della sua élite culturale e intellettuale, si stende un pesante velo nero di lutto.

Mentre le strade di Napoli sono ancora fresche del sangue dei patrioti, Luigi Serra di Cassano e Giulia Carafa, i genitori di Gennaro, decidono di chiudere per sempre il portone principale del Palazzo di famiglia.
Rivolto proprio verso il Palazzo Reale, questo portone, chiuso ancora oggi, rappresenta “un portone chiuso in faccia al tiranno” (Pietro Gargano) e una dignitosa protesta in nome della libertà.

Beatrice Morra

3 comments
  1. il valore di un portone chiuso? e il valore dei più dei 60.000 morti ammazzati da un esercito invasore che fu accolto a braccia aperte da un piccolo numero di borghesi napoletani che invece di fare una rivoluzione la volevano importare quella degli altri. per capire cosa hanno combinato i francesi nel 1799, che non avevano nessuna considerazione la repubblica partenopea che la definiro da operetta, leggete il link di seguito, basta che vedete il video con la cascata rossa e venite l’anno prossimo ad isola del liri il 12 maggio.
    claudio saltarelli
    pres. ass. id. alta terra di lavoro

  2. Non vorrei sbagliarmi, ma la resistenza di questi giovani repubblicani si attestò a castel sant’elmo, non a capodimonte

  3. da quando i traditori sono patrioti e un re leggittimo che punisce i suddetti un tiranno?
    di solito è il popolo a far cadere i tiranni,ma in questo caso è stato il popolo stesso a rimettere re Ferdinando sul trono,pagabdo un triste tributo di 60000 uomini!
    abbiate rispetto per tali morti e non per 4 nobili annoiati mirti per un udeale che non era il loro.
    lei che ha scritto questo articolo dovrebbe studiare un po di più la storia!

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