Di chi era la casa antica crollata ai Colli Aminei?

Di chi era la casa antica crollata ai Colli Aminei?

È con un crollo notturno che ci saluta una casa antica fra Via Nicolardi e Via San Rocco. Se n’è andata via di notte, con la stessa discrezione che lo ha caratterizzato per tutti i suoi secoli di vita. Ha anche risparmiato vittime e danni, ma ha portato via con sé un piccolo pezzo di storia antica dei Colli Aminei.

L’unico suono che circonda le macerie della casa è un fruscio d’acqua che si avverte già in lontananza e ad ogni passo diventa più forte. Nelle immediate vicinanze sembra di stare vicino a un fiume in piena, poi entra nella testa come se da un momento all’altro dovesse scendere giù l’acqua di una cascata, pronta a travolgerti.

Di chi era la casa antica crollata ai Colli Aminei?

Non è ancora chiaro se questo rumore così insistente sia nato dalle acque ribelli di un vero fiume o se sia nato da una condotta esplosa dell’ABC.
A queste domande stanno provando a rispondere i tecnici del Comune, che oggi hanno cominciato le indagini partendo dalle fognature. I primi indiziati sono le piogge torrenziali degli ultimi giorni che, probabilmente, hanno dato il colpo di grazia alle fragili pareti del palazzo, stroncate da un cedimento del terreno. Ma non bisogna sottovalutare anche l’impatto che hanno avuto sulla struttura alcuni recenti lavori svolti sul viale di accesso alla casa: è stato infatti cementato un tratto in terra battuta che portava ai piedi del Ponte Vecchio di San Rocco, all’altezza proprio del Bellaria, che è forse l’ultimo corso d’acqua napoletano che scorre ancora in superficie.

Di chi era la casa antica crollata ai Colli Aminei?

L’unico dettaglio che può aiutare a ricostruire la storia del palazzo è una piccola targa posta su una parete non ancora crollata. Recita così: “Casa del Real Albergo de’ Poveri”. Quale sia il suo legame con la struttura di Piazza Carlo III è però un mistero.

La struttura, ad occhio, potrebbe avere più di due secoli, ma è stata sicuramente ristrutturata numerose volte. Per il resto, la sua carta di identità è perduta fra i fascicoli di chissà quale archivio. L’altro dettaglio è una fugace menzione nel “piano di dismissione immobiliare” del Comune di Napoli, segno che, con tutta probabilità, il palazzo era di proprietà pubblica, ma era abitato fino a poco tempo fa. E questo è dimostrato dal lavandino con le stoviglie poggiate sullo scolatoio e una scopetta dello Swiffer che guarda nel vuoto, appesa ad una mattonella del pavimento del primo piano.

Di chi era la casa antica crollata ai Colli Aminei?

Del soggiorno non rimane più nulla, se non una plafoniera attaccata alla parete principale, con due neon ancora intatti, e una parete nuda che mostra un quadro con un volto di donna disegnato a matita. Una casa che racconta la storia di abitudini e affetti dell’occupante che, presto, spariranno a causa delle piogge torrenziali dei prossimi giorni.

Di chi era la casa antica crollata ai Colli Aminei?

La fragilità e le pessime condizioni della struttura erano un fatto noto. E il 5 novembre è arrivata la prima avvisaglia di un crollo imminente: Via Vecchia San Rocco è stata parzialmente chiusa a causa dell’apertura di una grossa crepa in uno dei muri della casa. I lavori di messa in sicurezza e rimozione delle macerie, poi, sono stati ritardati a causa di uno sciopero.

Di chi era la casa antica crollata ai Colli Aminei?

Intanto la viabilità dei Colli Aminei, già da sempre congestionata, è completamente paralizzata: il ponte di Via Vecchia San Rocco era infatti un collegamento importantissimo fra l’area nord della città e il quartiere collinare e, con la sua chiusura, tutto il traffico è stato dirottato in zona Capodimonte.

Nel frattempo è arrivata anche un’altra triste scoperta: ai piedi della casa, nascosta nella boscaglia, c’era una enorme discarica abusiva.

Di chi era la casa antica crollata ai Colli Aminei?

E adesso attenzione: proprio di fronte alla casa crollata c’è il rudere di un altro palazzo abbandonato da tempi immemori. Quale altra storia ha da raccontare, prima che crolli?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You May Also Like
"A Maronna t’accumpagna!": l'invenzione di Gregorio Rocco

“A Maronna t’accumpagna!”: l’invenzione di Gregorio Rocco

“A Maronna t’accumpagna!” è un’ espressione molto utilizzata a Napoli. Dapprima all’interno della case, quando si augurava ai propri cari di essere sorvegliati dalla madre di Gesù per proteggerli dalle…
Casina vanvitelliana di notte

Le mille facce della Casina Vanvitelliana

Le mille facce della Casina Vanvitelliana   Il genio di Luigi Vanvitelli è responsabile di una delle opere architettoniche più originali e sublimi che il mondo ci offre: la Casina…
Chiesa delle “capuzzelle”, tra storia e leggenda nella Napoli Sacra - Storie di Napoli a Scuola

Chiesa delle “capuzzelle”, tra storia e leggenda nella Napoli Sacra – Storie di Napoli a Scuola

Meglio nota come “chiesa delle capuzzelle di morto”, per la presenza di catacombe, la chiesa di santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco si erge nella centralissima via Tribunali, uno degli antichi decumani, nel cuore del centro antico cittadino.
Il Real Orto Botanico: gli alberi possono insegnare

Il Real Orto Botanico: gli alberi possono insegnare

L’Orto Botanico fu fondato nel 1807 da Giuseppe Bonaparte, da un’idea di Ferdinando IV di Borbone nata nel 1799. Nel corso dell’800 si succedettero numerosi direttori che con impegno e dedizione portarono l’Orto a diventare uno dei poli più famosi di Europa.