La pizza di cardilli e farinelli: la tradizione contadina della Vigilia di Natale

La pizza di cardilli e farinelli: la tradizione contadina della Vigilia di Natale

Avete mai sentito parlare della pizza di cardilli e farinelli? No, per cardilli non mi riferisco ai simpatici uccellini, bensì a un’erbetta selvatica molto saporita.

Tutto nasce con la vigilia di Natale. È usanza di questo giorno, preparare una bella teglia quadrata di pizza di scarole, con tanto di uvetta e noci, per combattere “i morsi della fame”, in vista del gran cenone.

Tutto vero, ma è altrettanto vero che non sempre, nel tempo, c’è stata tutta questa abbondanza e, allora, ancora una volta ci viene in soccorso la cultura contadina che ci lascia in eredità la pizza di cardilli e farinelli.

Pizza di cardilli e farinelli
Pizza di Cardilli e Farinelli in cottura in un forno tradizionale

Pizza di Cardilli e farinelli? Cosa sono?

Si tratta di erbe spontanee che possono sia essere accompagnate alle scarole, sia essere utilizzate da sole. Il risultato è davvero straordinario e corrobora la convinzione del nostro infinito bagaglio di tradizioni.

C’è da dire che in Irpinia, a Pasqua, i cardilli vengono utilizzati per la stessa destinazione, ma si accompagnano ad altri tipi di verdure come la borragine. A Napoli e in provincia, cardilli e farinelli, trovano posto anche all’interno di un’antichissima minestra.

Ora non vi resta che provarli, o meglio: prima bisognerà trovarli e in questo vi potranno essere d’aiuto i contadini, che oggi conservano ancora questa tradizione.

Farinelli pizza
I Cardilli. Ingrediente della pizza di cardilli e farinelli.

La bontà di questa “alternativa” pizza della vigilia, è data dal fatto che i cardilli conferiscono un sapore tipo di erba portulaca (i più famosi “purchiacchielli”), mentre i farinelli possono ben sostituire i quasi simili friarielli, dal punto di vista gustativo (pungente e amaro) e semantico. In realtà si tratta di uno spinacio selvatico, dalla caratteristica polvere bianca sulle foglie, da cui prende il nome e conserva proprietà remineralizzanti e diuretiche.


Oggi non abbiamo più bisogno di mangiare queste erbe, ma quando i nostri antenati hanno vissuto periodi di carestia, hanno potuto apprezzarne le qualità, lasciandoci in eredità il grande sapore della semplicità!

-Yuri Buono
Foto di Gennaro Schiano, viticoltore per professione e chef per diletto

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