Vico Belledonne a Chiaia: storia origine di un nome affascinante

Vico Belledonne a Chiaia: storia origine di un nome affascinante

La bellezza delle città è quella di ricercare la storia dei suoi abitanti nei nomi antichi delle strade. Nel caso di Napoli, per giunta, si celebra la bellezza dei suoi cittadini nel “vico belledonne a Chiaia”, per giunta affiancato un tempo anche da “belliuomini” e “bei fiori e belle donne“. Se gli ultimi due non esistono più, quello di Chiaia ancora ci suggestiona.

Ritratto di Luigi Amato
Ritratto, Luigi Amato

All’origine di Vico Belledonne a Chiaia

Si tratta dell’ultima di tre strade dedicata a persone belle a Napoli. Nel caso del quartiere Chiaia, la strada è chiamata così da circa 400 anni.

Ci sono altri due esempi in Europa: a Firenze c’è un altro vicoletto belledonne, ma gli storici toscani sono dubbiosi quanto quelli napoletani sull’origine del nome, anche se molti ipotizzano la presenza di lupanari. A Ginevra, invece, nel medioevo c’era una porta chiamata “pulchrarum filiarum“, ma nel caso svizzero era un chiaro riferimento alle prostitute.

Nel caso napoletano la cosa aumenta ancora di più i dubbi. Sappiamo con certezza che il vicoletto si chiamava così già nel ‘600, ma all’epoca Chiaia era poco più di una spiaggia di pescatori con un villaggio di modeste dimensioni, intervallato da qualche palazzo nobiliare con ampi giardini che affacciavano sul mare. Proprio in questo periodo storico cominciò la costruzione della moderna Villa Comunale.

Vico Belledonne a Chiaia
Mercatino, Vincenzo Migliaro

Il Vico Sospiri e il Vico Belledonne

Antonino Alonge ci suggerisce una suggestione ancora più bella sulla storia di vico belledonne, legandolo con il vicino “vico sospiri”, che fa immaginare meravigliose storie d’amore.
Gino Doria spiega con certezza che i “sospiri” del vicino vicolo di Chiaia di certo non si riferiscono a quelli dei condannati a morte, come invece spesso indicato da molte testate online. Le esecuzioni, infatti, si svolgevano a Piazza Mercato, dall’altro lato della città.

O’ chiammaveno ‘o vico d’ ‘e Suspire
pecché era ‘o vico d’ ‘e belle figliole;
chi nce passava, si nun c’era sole,
era abbagliato pe cient’uocchie nire!

‘o vico d’ ‘e Suspire, Antonino Alonge, 1904
Vico Belledonne a Chiaia: storia origine di un nome affascinante
‘o vico d’ ‘e suspire, la poesia di Antonino Alonge con prefazione di Ferdinando Russo

Belli Uomini e Bei Fiori?

Napoli è una città che valorizza la parità di genere, a quanto pare. Erano presenti, prima degli anni ’30, anche altre due strade: “Vico Belliuomini” e “Vico Bei fiori e belledonne“. Si trovavano al posto della city fascista, quella costruita nel primo rinnovamento della città ai danni della zona del Ponte di Tappia.

Gino Doria ricostruisce la storia della zona, individuando la presenza di un antico mercato di fiori dalle parti del vico Belledonne e bei fiori sotto Via Toledo. Nel XVII secolo c’era anche un “Albergo dei Fiori“, che prendeva proprio il nome dal mercato. Probabilmente, secondo Doria, il luogo era frequentato per davvero da “belle donne”, valutate “belle” per la loro passione per i fiori, tradizionalmente associati alla femminilità. Il vicino vicolo “belli uomini“, invece, è davvero privo di alcuna spiegazione razionale.

Entrambe le strade sono state completamente rase al suolo.

Ma torniamo al nostro vico belledonne. Dopo la morte di Luciano De Crescenzo si è fatta strada la proposta di rinominare la strada dal passato tanto oscuro, intitolandola al meraviglioso filosofo napoletano. Alla fine la questione si è risolta dedicandogli una targa e lasciando in vita l’ultimo dei tre vicoli “belli” di Napoli. Per la gioia dell’anima di Luciano che, da cultore e amante della storia e delle cose della sua città, non avrebbe mai voluto cancellare un nome storico.

-Federico Quagliuolo

La storia è dedicata a Melinda Urania Casciello per la sua generosa donazione. Sostieni anche tu Storie di Napoli!

Vincenzo Migliaro Primavera
“La primavera” di Vincenzo Migliaro

Riferimenti:
Gino Doria, Le strade di Napoli, Ricciardi Editore, Milano, 1982
Romualdo Marrone, Le strade di Napoli, Newton Compton, Roma, 1997
Gianni Infusino, Le nuove strade di Napoli, Adriano Gallina, Napoli, 1988

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