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Il Rione Sanità, sospeso tra due mondi

Il rione sanità. Una storia di vita e di morte

Dove oggi sorge il Rione Sanità, nell’epoca greco-romana c’era un vallone utilizzato come luogo di sepoltura.

Nell’avvicendarsi dei secoli, tuttavia, tra le strade del Rione non è rimasto l’alito soffocante della morte, ma la sua impronta più incantatoria e affascinante. Tra la terra che calpestiamo ogni giorno nel chiacchiericcio di mercato e un mondo altro – che raccoglie nel suo mistero le nostre speranze e le nostre paure – c’è qui, fortissima, una connessione sotterranea.

E non usiamo a caso questa parola, parlando del Rione Sanità. Infatti, per tutta l’estensione del Rione, ossia tra Piazza dei Vergini e l’ospedale di San Gennaro dei Poveri sono raccolti tesori sotterranei infiniti.

Il Cimitero delle Fontanelle e San Gaudioso, le catacombe di San Severo e l’acquedotto del Serino (scoperto nelle fondamenta di palazzo Peschici Maresca, a sua volta costruito sopra una necropoli di epoca greca), sono solo una piccola parte del sistema sotterraneo di ipogei, catacombe e cimiteri che si estende sotto le strade che percorriamo ogni giorno.

E sopra quelle strade, invece?

Il Palazzo dello Spagnolo, ad esempio, è familiare nella splendida struttura a tutti i napoletani, con la scala principale a doppia rampa che costituisce la facciata interna dell’edificio; e, virtualmente ancora “più su”, oltre i palazzi, a sovrastare il Rione corre il Ponte della Sanità, oggi dedicato alla partigiana Maddalena Cerasuolo.

Perché il Rione Sanità è davvero sospeso tra più mondi; e tuttavia i suoi tesori non sono solo sotterranee memorie del passato, o testimonianze architettoniche dei secoli scorsi; Il Rione è anche – forse, soprattutto – formato dalle persone che lo popolano e lo vivono ogni giorno.

Tra palazzi iconici, come appunto Palazzo dello Spagnolo, o Palazzo Sanfelice, tra street art contemporanea e confraternite religiose, c’è una realtà che vibra di vita; una realtà alla quale forse varrebbe la pena prestare attenzione, fermandosi ad ascoltare.

Negli ultimi anni, l’opera di Don Antonio Loffredo, parroco della basilica di S. Maria della Sanità, ha avuto un ruolo chiave per il riscatto del quartiere; avvicinando le generazioni più giovani alla cultura e alla valorizzazione dei beni culturali, si stanno restituendo, giorno dopo giorno, dignità e bellezza al Rione Sanità.

Sulla piattaforma #iorestoinsala, il 18-19-20 gennaio sarà disponibile un film documentario che racconterà questa storia: Rione Sanità. La certezza dei sogni”.

È un’opera che testimonia la rinascita del quartiere dal punto di vista sociale, culturale ed economico; e al tempo stesso è un’operazione di rilancio e sostegno ai cinema in momenti così duri.

Perché sì, al Rione Sanità ci sono tanti tesori: non soltanto ipogei e chiese, ma anche donne e uomini; persone che, come dice Don Antonio, “più che essere convinte amano essere commosse”.

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