Progetto ACQUA: la nuova street art che cambia il volto di Bagnoli

Progetto ACQUA: la nuova street art che cambia il volto di Bagnoli

La rinascita di Bagnoli non passa solo per l’Italsider. C’è infatti l’area ex NATO che, poco più in là, cerca anche lei una nuova vita nel difficile processo di trasformazione da ex base militare a centro di cultura. Ed è qui che è appena stato inaugurato il Progetto ACQUA, che ci ha regalato una delle opere di street art più suggestive di Napoli: una donna che nuota sott’acqua, a diretto contatto col cielo.

A ben guardare la fotografia, infatti, sembra che si sia invertito il mondo: l’acqua in cui è immersa la protagonista è sospesa a metà fra il cielo e la terra. Sembra un po’ la storia di Bagnoli, come una bellissima donna che ancora deve emergere e mostrarsi al mondo.
I ragazzi di Tramandars, l’associazione dietro quest’opera d’arte, spiegano che “questo murales è una goccia che apre gli spazi. Vogliamo promuovere l’arte, che nelle sue forme espressive rappresenta la libertà autentica del popolo“.

Progetto Acqua murales bagnoli
Il murales del Progetto Acqua di Bagnoli appena concluso. Foto di Giuseppe Iannone
Muro Rama club Progetto Acqua
Il muro prima della Street Art. Foto di Giuseppe Iannone

Progetto Acqua: la rivincita dell’arte popolare

L’arte, in special modo la pittura, infatti, è tradizionalmente legata ai sovrani, ai nobili e a chi poteva un tempo pagare artisti del calibro . Oggi invece si è trasferita nelle mani della creatività del popolo e dei tanti, tantissimi artisti che trovano nuove modalità di mettersi in mostra grazie al mondo digitale.

E allora ci basta vedere questo murales per scoprire che tutti gli elementi sono qui, messi in fila davanti ai nostri occhi: l’acqua, che è l’elemento più popolare del mondo, l’arte di Vittorio Valiante e un luogo da restituire alla cittadinanza. Alle nostre spalle, compare Capri. La vediamo nitida, proprio come la vide il presidente Kennedy quando nel 1962 venne qui a fare il suo comizio.

Bagnoli ci meraviglia anche qui, sul Colle San Laise. Ecco una scusa per riscoprire una zona alle spalle di quell’acciaieria abbandonata che monopolizza la cronaca del quartiere vivendo in un eterno limbo di promesse e sogni infranti.

VITTORIO VALIANTE STREET ART
Vittorio Valiante all’opera mentre dipinge. Foto di Giuseppe Iannone

Tramandars: diamo vita alle pareti

Diminuiamo lo zoom dalla nostra inquadratura. Anzi, andiamo di grandangolo, perché dobbiamo inquadrare un filo che collega Bagnoli a Somma Vesuviana. L’associazione Tramandars nasce infatti proprio sul versante ovest del Vesuvio ed è gestita da un gruppo di giovani con uno scopo bellissimo: “restituire vita alle città attraverso l’arte“, come spiega sempre Tani Russo, il presidente. Ci è riuscita con una strada del Borgo Casamale rivisitando un antichissimo dipinto di Solimena in chiave moderna, giusto per fare un esempio. Ed è per questa ragione che, dialogando con artisti di livello assoluto come Francisco Bosoletti o Gianpiero D’Alessandro (che è anche il grafico di Justin Bieber!), i ragazzi di Tramandars si muovono per riscoprire luoghi abbandonati o strade che, grazie alla sola presenza di una cosa bella, trovano nuova vita.

Questo è l’obiettivo anche del nuovo murales del Progetto Acqua, che ha dimostrato come un muro bianco, che prima era solo di sfondo ad una zona di passaggio, ora è diventato un’attrazione.

Sito web di Tramandars

Progetto acqua murales rama club
Il murales della donna in acqua in via di completamento. Fotografia di Tani Russo

Vittorio Valiante, il pittore degli sguardi

Nell’ultimo mese Vittorio è sempre stato lì, colori alla mano, assistito da un gruppo di amici a dar supporto morale e materiale fra una birra, gli attrezzi del mestiere e una risata in compagnia. La sua storia che l’ha portato a realizzare questo capolavoro comincia però circa 6 anni fa.

Se potessimo fare un viaggio indietro nel tempo nella vita di Vittorio, ci troveremmo a Via Toledo, con lui piegato a realizzare uno di quei tanti bellissimi quadri di strada che spariscono sotto le suole delle persone indaffarate.

I primi furono per necessità. “Ho cominciato a disegnare perché volevo garantire il mare a un bambino – spiega Vittorio – all’inizio è stata dura. Poi ti posso assicurare: non c’è stato giorno in cui non abbia potuto portarlo a mare. È stata la felicità più grande“. Nel momento stesso in cui lo approcci, ti studia con lo sguardo. Poi ti accoglie come se lo conoscessi da una vita. Non è un caso se sono proprio gli sguardi uno dei punti più affascinanti delle sue opere: guardando gli occhi dal colore verde intenso o azzurro carico dei suoi soggetti, si coglie una gamma di emozioni intensissime.

La storia di Vittorio è quella di un sogno americano, che non a caso arriva proprio negli States: durante il suo lavoro a Via Toledo, infatti, viene notato da un imprenditore statunitense, che lo ingaggia. E poi di nuovo in Italia a Venezia, e poi nella sua Napoli dove realizza il famosissimo murales della Tarantina e poi quello di Mnemosyne, prima del Sentiero degli Dei.

Ed eccolo qui, in questa lunga primavera del 2021, a mischiare nei secchielli l’acqua ai colori per realizzare un murales dalle dimensioni davvero enormi. La particolarità del Progetto Acqua sta anche in un dettaglio di non poco conto: non si vede il volto della donna che nuota sott’acqua. Ma dei suoi occhi quasi ci importa poco: basta fermarsi davanti alla sua figura per essere catturati dal colore dell’acqua, facendoci sognare, per più di un momento, di poterci ricongiungere con il nostro elemento naturale.

-Federico Quagliuolo

Le fotografie sono di Giuseppe Iannone

NATO di Bagnoli Panorama
Il panorama dalla NATO di Bagnoli. Foto di Giuseppe Iannone
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