La Battaglia dei Monti Lattari: morte e sudore in Campania

di Roberto Iossa

La Battaglia dei Monti Lattari è ritenuta da molti il più sanguinoso scontro dell’Alto Medioevo.

Da un lato l’esercito dell’Impero Bizantino, guidato dal generale Narsete, dall’altro quello degli Ostrogoti al seguito di re Teia.

Una battaglia epocale. Ma, come si sa, non esiste battaglia senza una guerra. Per questo motivo è necessario fare un piccolo passo indietro.

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Mappa della Guerra Gotica. Photo by MacMoreno, CC BY-SA 4.0

La guerra Greco-Gotica (535-553)

Agli inizi del VI secolo la penisola italica è in mano agli Ostrogoti, ma lo sarà ancora per poco!

Giustiniano, l’imperatore dell’Impero Romano d’Oriente, desidera riconquistare la penisola. Ha così inizio la sanguinosa guerra Greco-Gotica.

L’esercito bizantino (l’altro nome con il quale veniva chiamato l’Impero Romano d’Oriente) conquista prima l’Africa dei Vandali e poi giunge sulle coste siciliane. Ma è solo l’inizio di un scontro lungo e incerto.

La Battaglia dei Monti Lattari è infatti solo l’atto conclusivo di una guerra che vede susseguirsi conquiste, re, generali e spietate battaglie.

Giustiniano si affida prima al generale Belisario e poi, alla sua morte, a Narsete. Gli Ostrogoti, invece, saranno governati diversi re: Teodato, Vitige, Ildibaldo, Erarico ma soprattutto Totila e Teia.

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Il generale Narsete rappresentato in un’incisione dalle Cronache di Norimberga (1493)

La guerra Greco-Gotica vide in maniera alterna prevalere prima una fazione e poi l’altra. Sebbene fossero in ballo le sorti dell’intera penisola italica, fu soprattutto il Centro-Sud Italia a risultare strategicamente importante per le sorti dello scontro.

Prima della Battaglia dei Monti Lattari, infatti, diverse città importanti furono conquistate e perse nel giro di pochi anni: Napoli, Cuma, Roma e anche i territori dell’attuale Agro Nocerino-Sarnese, compresa la città di Nuceria.

Insomma, uno scontro fortemente incerto che però, col passare del tempo, iniziò in maniera decisiva a pendere in favore di Giustiniano.

La fonte principale è Procopio di Cesarea, autore delle “Storie delle Guerre di Giustianiano”, per larga parte dedicate proprio alla guerra gotica.

Un evento cardine per gli equilibri geo-politici dell’Alto Medioevo. E la Battaglia dei Monti Lattari rappresenta la chiave di volta della vicenda.

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I Monti Lattari. Photo by Marie Thérèse Hébert & Jean Robert Thibault, CC BY-SA 2.0

La Battaglia dei Monti Lattari

L’Agro Nocerino-Sarnese fu il luogo prescelto per la battaglia decisiva.

Inizialmente, nel 552 i due eserciti rivali si appostarono sulle rive opposte del fiume Draconte, l’attuale fiume Sarno. Dato la profondità del suo letto, nessuno osava attraversarlo e per due mesi ci si limitò al lancio di frecce e pietre.

Teia poteva contare su numerose barche che, risalendo il fiume, rifornivano costantemente il suo esercito di cibo e armi. Ma Narsete riuscì a corrompere le flotte ostrogote, indebolendo così l’esercito rivale.

Teia, alle strette, decise dunque di ripararsi sui Monti Lattari, confidando di trovare selvaggina a sufficienza per sfamare l’esercito e un riparo idoneo alla guerra. Siamo quasi giunti agli atti conclusivi della Battaglia dei Monti Lattari.

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Rappresentazione del fiume Sarno proveniente dalla Galleria delle Carte Geografiche nei Musei Vaticani

Al suo arrivo, il generale ostrogoto trovò però una situazione molto differente, constatando l’amenità del luogo. Narsete posizionò il proprio esercito alle pendici del monte, in attesa del momento propizio.

Resosi conto dell’errore e messo oramai all’angolo, senza per altro cibo a sufficienza per i suoi uomini, Teia e l’esercito ostrogoto ridiscendono le pendici dell’altura e attaccano l’esercito bizantino.

Ha inizio la Battaglia dei Monti Lattari!

La furia incontenibile di Teia e la fine degli scontri

Il re Teia fu il vero protagonista della Battaglia dei Monti Lattari.

Le fonti descrivono la sua furia incontenibile, con la quale spazzò via decine e decine di nemici bizantini.

Nonostante l’esercito di Narsete lo bersagliasse senza sosta con frecce, il sovrano ostrogoto non placava la sua sete di sangue. Con una mano si riparava dai dardi tramite uno scudo, e con l’altro uccideva i nemici.

Addiriturra si racconta che, una volta che lo scudo si riempiva di troppe frecce, diventando così inutilizzabile, Teia lo sostituiva con un altro portato da un servitore, senza però interrompere la sua furia omicida.

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Alexander Zick, La battaglia gotica dei Monti Lattari sul Vesuvio, 1890.

Cambiò decine e decine di scudi ma alla fine, colto in un momento di poca lucidità, fu colpito da una freccia e ucciso dai bizantini. La testa gli fu mozzata e fu conficcata sopra un’asta, per intemorire l’esercito ostrogoto.

Nonostante ciò gli Ostrogoti continuarono a combattere valorosamente, sebbene fossero in minoranza.

La Battaglia dei Monti lattari durò diversi giorni. Un dato straordinario, se si pensa che solitamente questi scontri duravano poche ore!

Giunti ormai allo stremo delle forze, gli Ostrogoti si arresero a Narsete, sottomettendosi a lui. Teia fu così l’ultimo re degli Ostrogoti!

La Battaglia dei Monti Lattari fu dunque l’evento chiave che sancì la conquista definitiva della penisola italica da parte dell’Impero Romano d’Oriente. Un evento storico di portata gigantesca, che ha avuto come teatro i territori della nostra amata Campania.

Fonti

  • F. Belsito – C. De Pascale, Storia in breve di Pagani. Monumenti, personaggi, tradizioni, Editrice Gaia, Angri 2014.
  • G. Orlando, Storia di Nocera de’ Pagani, Editrice Gaia, 2018.
  • Procopio di Cesarea, La Guerra Gotica, libro 4, XXXV
  • https://www.youtube.com/watch?v=izLXIvAYmTE

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1 Commenta

Liberata Sapienza %2$

Storia avvincente che si concentra su quello che è oggi purtroppo il fiume più inquinato in Europa e che fu allora il campo di una delle decisive vittorie dell’impero bizantino .Mia nonna mi raccontava che Scafati veniva spesso soprannominata la Venezia del sud.

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