Il teatro di corte della Reggia di Caserta: un piccolo San Carlo per i re di Napoli

di Maria Carmela Catone

Il teatro di corte della Reggia di Caserta rappresenta uno degli ambienti più suggestivi del maestoso palazzo vanvitelliano.

Non tutti i turisti che la visitano, sanno che la Reggia di Caserta possiede tantissime ricchezze, sia di un passato lontano, come le 7 tombe sannitiche nei sotterranei, che più recenti, come una cappella palatina, simile a quella del Palazzo Reale di Versailles e un teatro di corte, che serviva per allietare le lunghe giornate lavorative del re e della regina.

Iniziamo il nostro viaggio nel teatro di corte della Reggia di Caserta.

Un teatro di corte per gli svaghi del re

Il progetto del teatro di corte della Reggia risale al 1756 e, a differenza del resto del palazzo, è stata l’unica parte della Reggia di Caserta ad essere completata prima della morte di Luigi Vanvitelli.

Il teatro di corte si trova nel lato ovest del palazzo reale, ha una forma a ferro di cavallo, misura 12 metri sia in lunghezza che in larghezza e ha due accessi, uno è l’ingresso per il pubblico, invece l’altro ingresso è indipendente ed era riservato alla famiglia reale.

Palco del teatro di corte della Reggia di Caserta
Palco del teatro di corte della Reggia di Caserta

Per accedere al palco reale, il re doveva attraversare un lungo corridoio dipinto e poteva anche sostare in un salottino.

Luigi Vanvitelli non era nuovo a progetti inerenti la realizzazione di teatri in quanto, presso la corte papale di Roma, si era già occupato delle scenografie del Teatro della Pace e del Teatro Capranica, tutt’ora esistenti.

Il teatro di corte della Reggia di Caserta si ispira al Teatro San Carlo di Napoli, anch’esso voluto da re Carlo di Borbone. Alla realizzazione del teatro di corte del palazzo casertano hanno lavorato e collaborato diversi tipi di maestranze, come architetti, stuccatori, muratori, cartapistari, indoratori, falegnami, ornamentisti e pittori.

I palchetti del teatro di corte sono 42 e sono decorati con putti e festoni di fiori e sono disposti su cinque ordini, suddivisi da colonne in alabastro provenienti dal paesino irpino di Gesualdo e poggiano su un basamento in breccia rossa di Atripalda impostate su un alto stilobate a finto marmo e capitelli compositi dorati.

La volta del teatro di corte della Reggia di Caserta è stata affrescata dal pittore Crescenzo La Gamba, allievo di Francesco Solimena, che ha rappresentato Ferdinando IV vestito come il dio greco-romano Apollo, circondato dal Sole, mentre calpesta il Pitone che simboleggia il vizio.

Si tratta di un richiamo all’illustre antenato Luigi XIV il Re Sole, re di Francia ed è considerato il re più importante della famiglia dei Borbone.

Nel teatro di corte, così come anche nel resto del palazzo reale, l’iconografia di Ferdinando IV si pone in continuità con l’iconografia del padre Carlo.

Nei tondi che decorano il teatro, insieme alle Muse, protrettrici delle Arti, troviamo anche i quattro elementi naturali, ovvero Acqua, Aria, Terra e Fuoco.

Il palco reale del teatro di corte presenta tre ordini di palchetti ed è decorato da un ricco drappeggio in cartapesta dipinto di azzurro con gigli dorati, simbolo della dinastia dei Borbone, e dalla statua della Fama che nella mano destra mantiene una tromba mentre nella sinistra un serpente.

Con l’unità d’Italia e l’avvento della nuova dinastia dei Savoia, il palco reale venne ridipinto di rosso, colore simbolo della dinastia sabauda.

Numerosi sono i rimandi alla mitologia, ad esempio, le statue di Anfione e Orfeo, che simboleggiano la Tragedia e la Musica, decorano il proscenio del teatro di corte.

Palco reale del teatro di corte della Reggia di Caserta
Palco reale del teatro di corte della Reggia di Caserta, da qui la famiglia reale assisteva alle rappresentazioni teatrali

Il palcoscenico del teatro di corte della Reggia di Caserta presenta una particolarità unica: si apre sul fondo della scena. Si tratta di un espediente scenografico e tecnico realizzato nel 1770 in occasione della rappresentazione del melodramma Didone abbandonata di Pietro Metastasio, per poter rappresentare meglio l’effetto dell’incendio dell’ultima scena.

Il fondale del teatro di corte è dipinto con un Ercole latino all’interno di un giardino ed è stato realizzato dal Collecini.

Nel teatro di corte della Reggia di Caserta niente è stato lasciato al caso, neanche le riggiole, che sono state realizzate nelle reali fornaci di Portici, mentre le tappezzerie sono state fabbricate dal Pilotta, infine i lampadari sono di cristallo.

Il teatro di corte della reggia di Caserta è stato inaugurato durante il Carnevale del 1769 e i festeggiamenti durararono per molti mesi, con balli, commedie e musica.

Bibliografia

Falcone, L., Caserta: guida alla città, Spring Edizioni, Caserta, 2021

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