Maria Cristina di Savoia, la regina di Napoli che si spense troppo presto

di Maria Carmela Catone

Maria Cristina di Savoia è stata una delle regine più amate nel Regno delle Due Sicilie. Appartenente alla famiglia reale dei Savoia, Maria Cristina nacque il 14 novembre 1812 a Cagliari, durante l’esilio dei suoi genitori, che erano Vittorio Emanuele I e Maria Teresa d’Asburgo d’Este.

La dinastia sabauda era in esilio nell’isola poiché il Piemonte era stato occupato dai francesi. I genitori aspettavano la nascita di un altro maschio in quanto l’erede al trono Carlo Emanuele era morto nel 1799, ma l’erede maschio non arrivò più. In compenso, nacquero Maria Cristina e altre figlie.

L’educazione religiosa della principessa Maria Cristina di Savoia

I primi anni di vita della principessa Maria Cristina di Savoia furono caratterizzati da ristrettezze economiche e la sua educazione fu improntata all’obbedienza e alla disciplina. Il suo precettore e guida spirituale era il monaco napoletano olivetano Giovan Battista Terzi. La conoscenza delle lingue era fondamentale per una futura alleanza matrimoniale, per cui Maria Cristina, che di madrelingua era francese, studiò italiano, inglese e tedesco, poi matematica, fisica, geografia, economia, musica e catechismo. Come ogni nobildonna di alto rango, sapeva ricamare e suonare il pianoforte.

Maria Cristina di Savoia
Maria Cristina di Savoia, vicino a lei, il busto del marito Ferdinando II

Un anno importante per la principessa Maria Cristina, che a 12 anni aveva perso il padre, fu il 1825: si celebrava il Giubileo e Maria Cristina, con la sorella e la madre, si recarono a Roma, dove il papa Leone XII la insignì della Rosa d’oro per la sua ottima conoscenza del catechismo e per le sue azioni caritatevoli nei confronti dei più deboli, e le regalò anche le spoglie della martire cristiana Giasonia, da cui la remissiva Maria Cristina non se ne separò mai.

Come ogni principessa, anche lei avrebbe dovuto lasciare la sua famiglia e il suo regno per sposarsi. La giovane Maria Cristina, però, rifiutava ogni proposta di matrimonio che le veniva fatta. Alla fine, dopo molta insistenza da parte del suo precettore, accettò la proposta di matrimonio di Ferdinando II, re delle Due Sicilie.

Maria Cristina decise di sposarsi nel Santuario di Maria Santissima dell’Acquasanta a Voltri, in Liguria, perché riteneva che sposarsi a Torino sarebbe stato irrispettoso nei confronti della madre, che era morta da qualche mese.

Maria Cristina di Savoia, regina delle Due Sicilie

Dopo la cerimonia nunziale, Maria Cristina e Ferdinando II si imbarcarono sulla fregata Regina Isabella e dopo 4 giorni di navigazione raggiunsero Napoli accolti da una folla festante, curiosa di conoscere la nuova regina venuta dal Nord.

Il giorno successivo al suo arrivo, Maria Cristina visitò la Cappella di San Gennaro nel Duomo. Questo gesto fu molto apprezzato dal popolo napoletano, da sempre molto legato al Santo. La nuova regina, inoltre, donò parte dei soldi previsti per il festeggiamento del suo matrimonio a 240 ragazze povere e riscattò molti pegni al Monte di Pietà.

Maria Cristina cercò sempre di aiutare il marito, lo spinse alla mitezza e lo rese più indulgente, più propenso all’ascolto e lo fece riappacificare con la suocera, la regina madre Maria Isabella. Maria Cristina, negli anni in cui fu regina, annullò le pene capitali. Le sue giornate trascorrevano tra la preghiera e la lettura dei testi sacri.

Sullo scalone del Palazzo Reale di Napoli collocò una casetta di cui solo lei aveva le chiavi, in cui chiunque poteva imbucare bigliettini con richieste d’aiuto e ogni sera l’apriva e si annotava le varie richieste, poi interveniva.

Maria Cristina sovvenzionò le attività artigianali del regno: mandò gli operai leuciani a Parigi per seguire le ultime tendenze della moda e fece aprire un negozio specializzato nella vendita delle sete di San Leucio a via Toledo e un altro negozio all’ingrosso nei pressi del porto, obbligò le nobildonne a vestirsi solo di seta leuciana e donò dote e corredo alle ragazze da marito di San Leucio; a Torre del Greco aiutò i pescatori di corallo esentandoli dall’obbligo del servizio militare.

L’unica cosa che mancava era l’erede maschio che avrebbe continuato la dinastia. Nella primavera del 1835 Maria Cristina rimase incinta. La sua gravidanza fu accompagnata dall’entusiasmo di diventare madre, dalla speranza che il figlio fosse sano, forte, ma anche da una costante melanconia che l’accompagnò nei vari mesi.

Era solita dire alle sue dame di compagnia che sarebbe morta quando la sua missione sulla Terra sarà finita. Con questa convinzione che la sua vita sarebbe presto finita, riordinò i suoi scritti e fece un elenco di attività di beneficenza che voleva che fossero realizzate alla sua morte.

Il 14 gennaio 1836, Maria Cristina partorì il duca di Calabria, il futuro Francesco II, ma venne colpita da un’infezione postparto. Il 31 gennaio entrò in coma e poco dopo morì. Si spegneva così, a soli 23 anni, una regina che avrebbe lasciato un segno profondo soprattutto in Francesco II.

Dopo essere stato esposto per 8 giorni nella Sala d’Ercole, il suo corpo fu portato a spalla dai dignitari di corte nella Cappella Borbone della Basilica di Santa Chiara. Il giorno del funerale fu un giorno molto piovoso e il popolo napoletano, che le si era molto affezionato, interpretò la pioggia come il pianto del cielo.

Ferdinando II fin da subito avviò il processo di beatificazione e il 10 luglio 1859 il Vaticano proclamò Maria Cristina venerabile, mentre il 25 gennaio 2014, a Santa Chiara Maria Cristina è stata proclamata beata.

Bibliografia

Verdile, N., Regine: spose bambine, eroine e sante dall’Europa alla corte di Napoli, Maria Pacini Fazzi Editore, Lucca, 2018

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