Cosa vedere a Portici: 7 attrazioni da non perdere

di Silvio Sannino

Portici, ridente cittadina poco distante da Napoli, ha da poco ha riscoperto il gran valore del suo patrimonio culturale. Città un tempo adibita a luogo di villeggiatura della famiglia reale e di numerosissimi membri del patriziato napoletano, presenta un ricchissimo patrimonio architettonico, fortemente caratterizzato dell’eredità settecentesca del barocco e del neoclassicismo napoletano.

La città di Portici, apparentemente centro di minore importanza, ha tuttavia rivestito un ruolo di grande importanza in numerose vicende della storia meridionale, basti pensare al suo coinvolgimento nei fatti del 1799, o anche all’asilo concesso presso la reggia di Portici al pontefice Pio IX, esule nel 1848 e posto sotto tutela dei reali di Napoli.

Portici
veduta settecentesca del porto del Granatello

Il polo museale di Pietrarsa

Al confine tra Portici e San Giorgio a Cremano è ubicato uno dei poli museali più famosi della provincia di Napoli, se non dell’intera Campania: il museo ferroviario di Pietrarsa. Fu tra i più grandi poli siderurgici dell’Italia preunitaria, nonché fiore all’occhiello dell’industria borbonica.

Oggi, dopo un’attenta opera di riqualificazione, ospita il museo delle Ferrovie dello Stato. Per la sua importanza storica e bellezza paesaggistica l’ex opificio costituisce un’altra eccellenza del meridione, non più industriale bensì culturale, attirando migliaia di turisti all’anno. C’è da restare ammaliati dalla bellezza del luogo, sia dal punto di vista museale che paesaggistico.

Cosa vedere a Portici: 7 attrazioni da non perdere
interni di Pietrarsa a Portici

Le ville Vesuviane

Le ville porticesi sono state, per tutta la storia della città, uno dei suoi più grandi vanti. Dal vicereame fino ai primi del 900′ numerose famiglie nobili e borghesi, nonché la stessa famiglia reale, ebbero grande riguardo per il patrimonio urbano della città, edificando meravigliosi complessi abitativi. Oltre a rappresentare un elemento di grande impatto architettonico le ville hanno tuttavia un marcato significato ideologico e storico: ogni villa risulta essere la proiezione fisica del potere sul territorio dei suoi committenti.

Le ville Vesuviane, distribuite su tutto il territorio del Miglio d’Oro, risultano ancora oggi tra gli elementi più caratteristici ed esteticamente appaganti della città.

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ville settecentesche presso corso Garibaldi, foto fornita dal sito http://www.pagine12.it/t/5160201342681088

Il porto del Granatello

Il porto del Granatello costituisce un altro punto di grande bellezza paesaggistica. Antico porto borbonico, sul quale spicca villa dell’Elboeuf (oggi in ristrutturazione), è oggi uno dei luoghi più suggestivi della città, specialmente al tramonto. Non solo storia e cultura: il Granatello è anche uno dei punti focali della vita notturna della città, con i suoi numerosi ristoranti e locali.

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porto del Granatello, foto fornita dal sito https://www.raccontanapoli.com/portici/

Il santuario di san Ciro e le chiese di Portici

Si consiglia vivamente anche di visitare le chiese storiche della città: non solo il famoso santuario di san Ciro, legato ad una meravigliosa processione in onore del santo, ma anche le altre chiese storiche, come la chiesa di sant’Antonio su via Università o la chiesa di san Pasquale, ubicata nei pressi del Granatello. Le chiese sono un’inestimabile testimonianza della memoria storica delle comunità urbane. Quelle di Portici non fanno eccezione, costituendo un inestimabile punto di attrazione artistico e culturale per qualunque visitatore.

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santuario di san Ciro

La reggia di Portici

La reggia di Portici è forse l’attrazione culturale più famosa della città. Fu voluta da Carlo di Borbone e rimasta patrimonio della famiglia reale fino alla caduta della dinastia. Dopo l’unità d’Italia divenne sede della regia Università d’Agraria, ancora oggi istituto d’eccellenza al livello nazionale e non solo. Gli interessi delle attività di ricerca risultarono tuttavia incompatibili con la conservazione del patrimonio culturale della reggia.

Ciò ha portato alla decisione (relativamente recente) di rendere parte degli spazi della reggia (generalmente quelli più belli, dove si erano ancora conservati gli affreschi e gli stucchi borbonici) un nuovo polo museale, focalizzato principalmente sulla storia della reggia, che, nel corso del 700′, ospitò gran parte delle collezioni pompeiane ed ercolanesi.

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reggia di Portici

Il bosco di Portici

Nato assieme alla reggia per volere di Carlo di Borbone il bosco di Portici è uno spazio verde quasi unico nell’area vesuviana, salvato dal boom edilizio del secondo dopoguerra poiché proprietà dell’Università d’Agraria. E’ il polmone dell’intera città. Per l’accesso al pubblico risulta diviso in bosco superiore (accessibile dalla reggia, presso via università) e bosco inferiore (accessibile da corso Umberto I).

Nel bosco si possono ammirare piante rare ed antichissime, spesso risalenti al periodo borbonico, nonché monumenti storici davvero affascinanti come, ad esempio, il “fortino” di Ferdinando IV, un forte in miniatura dove il re nasone, durante la sua infanzia, si dilettava in vari giochi militari.

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bosco di Portici, foto fornita dal sito https://www.napolidavivere.it/2018/04/07/reggia-portici-riapre-bellissimo-bosco-tante-nuove-visite-al-complesso-borbonico/

Il mercato di Portici

Un’altra zona molto caratteristica della città è il mercato. Come si può ben immaginare esso è sede di varie attività economiche. E’ uno dei centri antichi della città, e conserva sotto quasi tutti i punti di vista l’aspetto e le caratteristiche di un tipico mercato napoletano. Alcuni negozi conservano persino gli arredi e le insegne dei primi del 900′.

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Mercato di Portici, foto fornita dal sito http://www.pagine12.it/t/4852485457969152

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