San Prisco: il primo vescovo di Nocera

di Roberto Iossa

San Prisco è il patrono della città di Nocera Inferiore, oltre che della diocesi di Nocera Inferiore – Sarno. Il culto a lui rivolto ha quasi due millenni di storia, se si considera che le fonti attestano con una certa sicurezza che il protagonista della nostra storia visse nel V secolo a.C. Sono tante le vicende attribuite a San Prisco e degne di nota, all’origine di colui che fu il primo vescovo in assoluto della città.

San Prisco: coevo di Cristo

Quando si ha a che fare con un personaggio vissuto millenni fa è sempre complicato ricostruire una storia verosimile, eliminando tutti gli orpelli e le leggende. Questa operazione risulta ancora più complicata quando si analizzano personaggi della storia della religione, a cui spesso e volentieri le fonti attribuiscono miracoli e storielle. San Prisco non è certo un’eccezione.

San Prisco viene menzionato dal San Paolino di Nola, vescovo del V secolo. I dubbi biografi sul protagonista della nostra storia sono molti e diversi. Molto probabilmente visse tra il III e il IV secolo d.C., periodo in cui si insediò nella comunità di Nuceria divenendone il primo vescovo. Questo dato fa comprendere come, già a quell’epoca, la comunità cristiana della città fosse di un certo livello, sia per numero che per importanza. Un’ulteriore prova della valenza dell’antica città di Nuceria, che nel corso della sua storia entrò in competizione anche con Pompei ed Ercolano.

Sebbene questa sia l’ipotesi più plausibile, non mancano fonti che indicano San Prisco come appartenente ai primi 72 discepoli che uscirono dai territorio del Medio Oriente per evangelizzare l’Italia e il Mediterraneo. Addirittura, alcuni ritengono che Prisco, originario di Gerusalemme, avesse ospitato presso la sua dimora lo stesso Cristo. Una teoria difficile da confermare, se si considera anche il fatto che non era l’unico a chiamarsi Priscus, dettaglio che può aver portato nella storia a una serie di travisamenti.

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SAVERIO MANZONE, Busto di San Prisco, 1771, argento dorato, rame dorato, bronzo su anima lignea, fusione, sbalzo e cesello – cm 75×125 – proveniente dalla Cattedrale di San Prisco, Nocera Inferiore (SA)Fu commissionato dal vescovo di Nocera Benedetto Maria dei Monti Sanfelice.

Tra dubbi, fede e aneddoti

I dubbi sulla biografia di San Prisco non terminano qui. Per alcune fonti fu martirizzato sotto Nerone (morto nel 68 d.C.). Per altre, invece, morì di morte naturale molto tempo dopo. Ciò che possiamo affermare con certezza è il fatto che fu il primo vescovo della comunità di Nuceria, nella quale fu probabilmente il primo a importare il messaggio evangelico, assumendo così una certa importanza.

Le fonti riportano anche alcuni episodi che esaltano la santità di San Prisco. In particolare, Paolo Regio afferma che il vescovo fosse solito celebrare la messa molto presto, prima dell’orario abituale utilizzato dagli altri presbiteri. Una pratica che per qualcuno fu ritenuta illecita, al punto che San Prisco fu arrestato e condotto dal papa. Durante il tragitto per Roma il santo eseguì una serie di prodigi e, una volta giunto al cospetto del pontefice, lo convinse della sua santità e fu rilasciato.

Come dono, San Prisco chiese al papa una vasca in pietra a lui appartenente, che ancora oggi si trova all’esterno della Cattedrale a lui dedicata, nel quartiere Vescovado di Nocera Inferiore, sede episcopale della diocesi di Nocera Inferiore – Sarno.

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Il campanile della Cattedrale di San Prisco, situata nel quartiere “Vescovado” di Nocera Inferiore. É la sede episcopale della diocesi di Nocera Inferiore – Sarno.

Il culto di San Prisco a Nocera Inferiore e non solo

A San Prisco è dedicato il Museo Diocesano a Nocera Inferiore, collocato nei pressi della Cattedrale. Al suo interno, oltre a una serie di opere prelevate dalle chiese della diocesi, è custodito anche un mezzobusto in argento dorato e rame che raffigura il santo, un manufatto di pregevole fattura che ha molta attinenza con i busti conservati al Museo del Tesoro di San Gennaro a Napoli.

San Prisco viene festeggiato a Nocera il 9 maggio, la data che, secondo le fonti, corrisponde alla sua morte, senza però specificare l’anno. L’attuale cattedrale, sorta nel XIV secolo su preesistenti edifici sacri, custodisce le reliquie del patrono è custodisce diverse opere d’arte di pregevole fattura.

Un luogo dalla grande storia che rispecchia pienamente l’importanza e il prestigio di San Prisco.

Fonti

  • G. Orlando, Storia di Nocera de’ Pagani, Editrice Gaia, 2018

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