Casolla di Caserta: il borgo degli Alois

di Maria Carmela Catone

Casolla è un’altra delle 23 frazioni dell’attuale comune di Caserta. Più antica di Caserta, è attaccata alla frazione di Piedimonte di Casolla e si trova sulla vecchia strada che dalla pianura conduce al borgo medievale di Casertavecchia.

Spesso lontane dai grandi flussi turistici che toccano soprattutto la settecentesca Reggia di Caserta, e poi in misura minore il settecentesco Belvedere di San Leucio e il borgo medievale di Casertavecchia, le frazioni che compongono l’attuale città di Caserta sono più antiche della stessa Caserta e presentano ancora i tratti caratteristici dell’epoca in cui sono sorte.

Casolla e la produzione della colla

Nei secoli scorsi, Casolla era la sede di numerose colliere, ovvero degli edifici in cui si produceva la colla. Le colliere di Casolla hanno continuato la loro attività fino alla metà del secolo scorso. La produzione di colla era infatti stata introdotta dai monaci benedettini della vicina abbazia di San Pietro ad Montes. 

Collera di Casolla - dagli archivi della proloco "Casali del Carolino"
Collera di Casolla – dagli archivi della proloco “Casali del Carolino”

Tra le tra le varie colliere, troviamo quella della famiglia Cutillo, che la gestì fin dai primi anni del Settecento e che e produceva un particolare tipo di colla, chiamato colla di carniccia, che si ricavava dai residui di carne delle pelli degli animali.  

Questo tipo di lavorazione della colla produceva cattivi odori così forti che nel 1752 si decise di regolamentarne la fabbricazione attraverso un decreto reale che ne limitava la produzione al periodo tra dicembre e marzo. 

Oggi la colla si produce con sostanze chimiche e le colliere sono diventate abitazioni private, ma conservano ancora la loro struttura originaria e continuano a essere testimoni silenziose del passato.

San Lorenzo Martire a Casolla

La chiesa parrocchiale di Casolla è dedicata a San Lorenzo Martire. Si tratta di una chiesa di epoca medievale e che nel Seicento è stata completamente ristrutturata. La pala d’altare della chiesa rappresenta la Madonna del Rosario e su un pilastro sono ancora visibili i resti di un affresco cinquecentesco che raffigura una Madonna del latte ovvero la Madonna che allatta il Bambin Gesù.

Sopra l’altare della cappella dei mostri troviamo una tela della fine del Seicento che raffigura la Madonna ascesa in cielo con Gesù che conversa con Santa Caterina è San Domenico.

Chiesa di S. Lorenzo martire  a Casolla - dagli archivi della proloco "Casali del Carolino"
Chiesa di S. Lorenzo martire a Casolla – dagli archivi della proloco “Casali del Carolino”

Nella prima cappella a destra, troviamo un gruppo scultoreo in pietra dipinta ovvero tufo e malta, che rappresenta la Madonna della Neve che è seduta in posa ieratica sopra un trono in tufo mentre regge in braccio il bambin Gesù che è seduto sulle sue ginocchia. 

La datazione di questa particolare scultura medievale è molto controversa. Alcuni critici d’arte sostengono che risalga al Duecento o al Trecento, ma per alcuni aspetti potrebbe risalire anche al X secolo. 

Casolla, feudo degli Alois

Tra i vari palazzi di Casolla troviamo Palazzo Alois che risale al Quattrocento. Lo riconosciamo dallo stemma della famiglia Alois, un leone che tiene tra le zampe un giglio.

La famiglia Alois ha avuto un ruolo molto importante nella Caserta preborbonica. Sulla parete di ingresso del palazzo troviamo un affresco degli inizi del Cinquecento che raffigura una Madonna con bambino benedicente tra San Sebastiano e San Rocco.  Gli studiosi sostengono che potrebbe essere un ex voto che è stato commissionato da Aloysio Alois e dalla moglie Ippolita Caracciolo.

Aloysio e Ippolita appartenevano a due importanti famiglie nobiliari del Regno di Napoli. I due figli più impotanti della coppia sono stati Giovanbattista Alois e Gian Francesco Alois. Entrambi furono molto sfortunati.

Palazzo Alois a Casolla - dagli archivi della proloco "Casali del Carolino"
Palazzo Alois a Casolla – dagli archivi della proloco “Casali del Carolino”

Giovanbattista Alois morì durante una rivolta napoletana contro l’Inquisizione nel 1547 mentre il fratello minore Gian Francesco venne bruciato al rogo a causa delle sue idee luterane il 4 marzo 1564 a Piazza Mercato a Napoli.

Favorevole alla condanna di Gian Francesco Alois, troviamo un altro casertano, il cardinale Giulio Antonio Santoro, fervente sostenitore dell’Inquisizione e desideroso di distruggere le varie eresie che all’epoca si stavano diffondendo.

Gian Francesco era infatti un uomo di grande cultura e amico di molti umanisti dell’epoca. Fu amico del teologo e riformatore spagnolo Juan de Valdes, che a Napoli creò un circolo valdesiano.

Bibliografia

AA VV, Raccolta rassegna storica dei comuni, vol. 16, Istituto di studi atellani, 2010

Falcone, L., Caserta: guida alla città, Spring Edizioni, Caserta, 2021

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