Chalet Manila

20 luglio 1998, tre giovani operai Alberto Vallefuoco, Rosario Flaminio e Salvatore De Falco, furono assassinati davanti al bar Chalet Manila a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli.

Posto sbagliato al momento sbagliato

I tre ragazzi, tutti ventenni e incensurati, erano colleghi presso il pastificio Russo e stavano trascorrendo la pausa pranzo allo chalet Manila, quando furono uccisi da un commando armato. La loro morte fu il tragico risultato di uno scambio di persona: furono scambiati per membri di un clan rivale coinvolto in una faida locale.

La dinamica dell’agguato dello chalet Manila

Intorno alle 13:30, i tre giovani stavano per salire in auto dopo una breve sosta al bar Chalet Manila. Un commando a bordo di una Lancia Y armato di kalashnikov e pistole, con i volti coperti da passamontagna, li raggiunse e aprì il fuoco. Circa quaranta colpi furono esplosi, uccidendo all’istante Alberto e Rosario. Salvatore tentò di fuggire, ma fu raggiunto e ucciso poco distante. Anche la cassiera del bar fu ferita di striscio. I tre ragazzi non avevano alcun legame con la criminalità organizzata. Erano semplici operai, con sogni e progetti per il futuro.

Le indagini e la verità

Le indagini iniziali non portarono a risultati concreti. Solo nel 2010, grazie alla collaborazione di un pentito, emerse la verità: i tre giovani furono uccisi per errore. Il commando li scambiò per emissari del clan Veneruso, alleato dei Piccolo di Marcianise, venuti a chiedere il pizzo al pastificio Russo. In realtà, i ragazzi erano estranei a qualsiasi attività criminale. La loro morte fu una tragica conseguenza di una faida tra clan rivali.

La memoria e l’impegno civile

Nonostante il dolore, le famiglie delle vittime non si sono arrese. Bruno Vallefuoco, padre di Alberto, ha dedicato la sua vita alla memoria del figlio, diventando referente regionale per la memoria in Campania per l’associazione Libera. Ogni anno, il 20 luglio, si svolgono cerimonie commemorative per ricordare i tre ragazzi e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla lotta alla camorra. Nel 2007, lo stadio comunale di Mugnano fu intitolato a Alberto Vallefuoco, simbolo di impegno e speranza per le future generazioni.

Sitografia


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