Un’atmosfera di terrore e sangue ha colpito il borgo di Agerola nelle ultime settimane, quando scontri armati tra truppe piemontesi e gruppi di briganti locali sono degenerati in una vera e propria strage. La popolazione civile, intrappolata nel mezzo di questo conflitto, ha subito perdite ingenti.

Azioni di guerriglia
I briganti, oppositori accaniti all’Unità d’Italia e al nuovo governo, avevano trovato rifugio tra le montagne della Costiera Amalfitana, da dove conducevano azioni di guerriglia contro le autorità. La risposta militare è stata dura e senza pietà: secondo rapporti militari d’archivio, durante un’operazione di rastrellamento le truppe piemontesi hanno aperto il fuoco non solo sui combattenti, ma anche su numerosi civili.
Un bilancio incerto
Testimoni oculari raccontano di interi nuclei familiari colpiti, case date alle fiamme e arresti sommari. Il bilancio delle vittime è ancora incerto, ma fonti locali indicano decine di morti e numerosi feriti, molti dei quali non sopravviveranno.
“Un vero e proprio massacro”
Le autorità giustificano l’operazione come necessaria per riportare ordine e legalità in una zona ancora teatro di insurrezioni, ma la popolazione denuncia un vero e proprio massacro. Famiglie in lutto chiedono giustizia e l’intervento di organi superiori per mettere fine a queste repressioni brutali.


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