
Quando si parla di cold case, si pensa subito a fascicoli impolverati negli archivi di procura, a delitti rimasti senza volto e a giustizie sospese nel tempo.
Ercolano: alle pendici del Vesuvio
Ad Ercolano, alle pendici del Vesuvio, questo termine assume un significato più ampio, quasi simbolico. Qui, passato remoto e passato recente si intrecciano in un doppio mistero, dove il silenzio delle vittime che siano esse di lava o di piombo continua a chiedere voce.
Il giovane tra le ceneri: un giallo di duemila anni fa
Nel cuore del Parco Archeologico di Ercolano, all’interno di quello che un tempo era il Collegio degli Augustali, un’antica “stanza del custode” ha restituito un corpo dimenticato: lo scheletro di un giovane di circa vent’anni, rinvenuto oltre sessant’anni fa ma rimasto fino ad oggi senza nome e senza storia.
Oggi quel corpo torna a parlare. Grazie a nuove tecnologie forensi e archeometriche tra tomografie, radiocarbonio e intelligenza artificiale gli studiosi stanno cercando di capire chi fosse, perché fosse lì e, soprattutto, se la sua presenza in quel luogo sacro fosse volontaria o frutto del destino.
Ad Ercolano le ipotesi si rincorrono
Un cittadino in fuga dall’eruzione del 79 d.C., che cercò riparo dove il fuoco sembrava non poter entrare.
Un devoto rimasto fino all’ultimo per custodire un luogo sacro.
O, forse, un semplice uomo intrappolato tra le fiamme e la pietra, mentre tutto intorno si spegneva.
Quel corpo, immobile da duemila anni, oggi rappresenta una delle pagine più affascinanti di quella che potremmo chiamare “archeologia investigativa”.
Le ombre della camorra: la verità sepolta più in profondità
Ma Ercolano è anche teatro di un’altra indagine, ben più recente e ancora viva nel dolore dei sopravvissuti. Da alcuni anni, la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha riaperto diversi fascicoli legati a omicidi irrisolti avvenuti tra gli anni ’80 e 2000, durante le violente faide tra clan attivi tra Ercolano e Torre del Greco.
Oggi, grazie alla collaborazione di nuovi pentiti e all’impiego di tecnologie d’analisi mai utilizzate prima (dal DNA ai database incrociati), almeno dieci vecchi casi sono tornati a galla. E con essi nomi, volti, e responsabilità.
Cosa ci dicono le indagini
Raccogliere elementi contro vecchi ras oggi diventati collaboratori di giustizia;
Ricostruire dinamiche e moventi prima ritenuti impossibili da dimostrare;
Riaprire ferite che, pur mai guarite, avevano smesso di sanguinare.
In molti di questi casi, i mandanti erano noti da tempo, ma mancavano i dettagli, le prove, i testimoni: oggi, alcuni di quegli anelli mancanti stanno finalmente tornando al loro posto.
Due indagini, una sola sete: la verità
Che si tratti di un ragazzo morto tra le colonne di un tempio o di vittime sepolte nel silenzio delle guerre criminali, Ercolano racconta una verità scomoda ma necessaria: ogni epoca ha i suoi misteri, e ogni mistero ha bisogno di essere ascoltato.
Perché non c’è giustizia né storica né giudiziaria senza memoria, senza la tenacia di chi cerca risposte tra le pietre, tra le ceneri o tra le parole di chi ha scelto finalmente di parlare.
Sitografia
Wikipedia


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