
La chiesa di Sant’Elpidio Vescovo, edificata secondo la tradizione sui resti di un tempio dedicato ad Apollo. Wikimedia Commons
C’è un paese a quattro chilometri da Caserta il cui nome, ancora oggi, resta un piccolo enigma linguistico: Casapulla, che secondo una tradizione secolare significherebbe “casa di Apollo”. Da questa manciata di case lungo l’antica via Appia sono passati un dio pagano scacciato da un vescovo africano, un vescovo giacobino finito sulla forca, e persino, in tempi più recenti, il fantasma di Che Guevara dipinto su un muro. Un paese piccolo, insomma, con una storia sproporzionata rispetto ai suoi ottomila abitanti.
la casa del dio scomparso
Il nome stesso di Casapulla porta scolpito un mistero che appassiona da due secoli gli storici locali. Già nel 1827 un letterato dell’Ottocento, Bonaventura Natale, dedicò un intero opuscolo alla questione, riportando le teorie allora in circolazione: c’è chi fa derivare il toponimo da Casa Apollonis, ricordando un presunto tempio dedicato al dio Apollo che sarebbe sorto in questa zona della Campania romana; c’è chi, come il latinista Jacopo Facciolati, lo lega invece all’espressione “casa” più “Apulia”, storpiata in “pulla”; c’è infine chi propone letture più prosaiche, dal latino pullus nel senso di “scuro” o di “piccolo, nuovo insediamento”. Nessuna teoria ha mai trovato conferma archeologica certa, e proprio in questa mancanza di certezze sta il fascino del paese: il suo nome resta, letteralmente, un indovinello tramandato di generazione in generazione.
La leggenda che i casapullesi si raccontano da secoli, però, ha un protagonista preciso: sant’Elpidio, vescovo della vicina Atella, scacciato dall’Africa insieme ad altri dodici religiosi perché cristiani e imbarcato su un veliero fatiscente perché finisse pasto degli squali. Un angelo, narra la tradizione, guidò invece l’imbarcazione fino al porto di Castel Volturno. Giunto a Casapulla nel V secolo, Elpidio avrebbe fatto abbattere il tempio pagano di Apollo per costruirvi sopra, a fatica, la chiesa dedicata alla Sacra Famiglia — l’edificio che ancora oggi domina il centro storico del paese, in piazza Giovanni XXIII, ricostruito quasi integralmente tra il 1789 e il 1791 su progetto dell’architetto Domenico Brunelli con uno stile che richiama, non a caso, la vicinissima Reggia di Caserta.
il vescovo che sposò la rivoluzione
Se il nome di Casapulla resta avvolto nella leggenda, la sua pagina di storia più importante è invece scritta nero su bianco negli archivi. Il 23 agosto 1751 nasce qui, da una modesta famiglia di commercianti, Michele Natale, destinato a diventare l’ultimo vescovo di Vico Equense e uno dei protagonisti — e delle vittime — della Repubblica Napoletana del 1799. Ordinato sacerdote a Pignataro nel 1775, negli anni Ottanta del Settecento frequenta a Napoli la loggia massonica “La Vittoria”, insieme ad alcune delle personalità più in vista della città, ed entra in contatto con ambienti culturali e politici di respiro europeo, incluso il teologo danese Friedrich Münter.
Consacrato vescovo nel dicembre 1797, Natale prende possesso della diocesi di Vico Equense l’11 febbraio 1798. Ma è l’anno successivo a segnare il suo destino: proclamata la Repubblica Napoletana il 22 gennaio 1799, il vescovo casapullese vi aderisce senza esitazioni, arrivando a ricoprire la carica di sindaco della municipalità di Vico Equense e a indire pubbliche celebrazioni di ringraziamento per la nuova libertà. Quando le truppe sanfediste del cardinale Ruffo riconquistano il Regno e i Borbone tornano sul trono, la vendetta contro gli ecclesiastici “giacobini” è durissima: Natale viene arrestato, dimesso dallo stato clericale il 19 agosto e impiccato il giorno seguente, il 20 agosto 1799, in piazza Mercato a Napoli, lo stesso patibolo su cui salirono decine di altri protagonisti della breve stagione repubblicana.
Il suo paese natale non lo ha mai dimenticato: oltre un secolo dopo la sua morte, Casapulla gli dedicò una lapide commemorativa con un’epigrafe firmata dal filosofo Giovanni Bovio, che lo ricorda come reo di “avere insegnato che Cristo riparatore volle uguali e liberi i figli dell’uomo”. Nel 2015 il Comune di Vico Equense, la diocesi che Natale guidò fino alla morte, gli ha conferito la cittadinanza onoraria alla memoria.
dalle botteghe dell’appia al volto sull’intonaco
Il destino commerciale di Casapulla è scritto nella sua geografia: il paese sorge lungo la via Appia, una delle direttrici più trafficate della provincia di Caserta, e da generazioni vive di negozi, soprattutto di mobili e abbigliamento, che ne hanno fatto un piccolo polo del commercio locale — sebbene, negli ultimi decenni, la concorrenza dei grandi centri commerciali ne abbia progressivamente ridimensionato il peso.
Ma è un episodio molto più recente ad aver riportato Casapulla alla ribalta delle cronache nazionali. Il 30 maggio 2000, lungo quella stessa via Appia, il cliente di un bar notò una macchia d’umidità affiorare sull’intonaco bianco di un locale in ristrutturazione, disegnando quello che alla folla parve subito un volto sacro. Nel giro di poche ore migliaia di fedeli si riversarono sul posto, paralizzando il traffico della statale tra ceri e preghiere. La spiegazione arrivò dopo pochi giorni, tanto semplice quanto disarmante: quella che sembrava un’apparizione miracolosa era in realtà il riaffiorare della vernice nera di un vecchio murale raffigurante Che Guevara, coperto dai lavori di ristrutturazione e poi lentamente riemerso attraverso l’intonaco fresco. Un piccolo giallo di paese che, per qualche giorno, mise Casapulla sulle prime pagine dei giornali — a riprova che, tra un dio antico scacciato e un rivoluzionario sudamericano riapparso per sbaglio, questo angolo di Terra di Lavoro non smette mai di intrecciare sacro e storia.
📍 Da visitare: la chiesa di Sant’Elpidio Vescovo in piazza Giovanni XXIII, con la settecentesca cappella del Monte dei Morti e il presepe esposto nel periodo natalizio; i numerosi palazzi nobiliari del centro storico, tra cui Palazzo Peccerillo e Palazzo Natale, che conservano tracce dell’architettura tra Cinquecento e Ottocento.
Bibliografia e fonti
- Casapulla, Wikipedia
- Michele Natale, Wikipedia
- Chiesa di Sant’Elpidio (Casapulla), Wikipedia
- Mons. Michele Natale, vescovo di Vico Equense, martire della Repubblica Napoletana del 1799, Positanonews
- Un vescovo per la Repubblica: Michele Natale, Gruppo Laico di Ricerca
- “Miracolo” nel Casertano, dalla Madonnina al volto Santo, Il Mattino
- Una domenica a… Casapulla, Caserta Web
- Vescovo Michele Natale, Pro Loco Casapulla
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