Matteo d'Aiello , chef du royaume de Sicile né à Salerne

De Federico Quagliuolo

A far grande uno Stato non ci sono solo i re e i presidenti, ma anche e soprattutto l’immenso staff che compone il governo. Questo è proprio il caso di Matteo d’Aiello, conosciuto anche come Matteo da Salerno, che fu consigliere di Guglielmo II il buono, uno dei re normanni più amati, ed anche cancelliere di re Tancredi.

Gli impegni politici lo trattennero per tutta la vita a Palermo, ma non dimenticò mai la sua Salerno: pensiamo che promosse opere straordinarie come ad esempio l’Ospedale San Giovanni di Dio, oggi fuso con il Ruggi d’Aragona. Probabilmente fu il primo ospedale laico d’Italia.

La sua storia finì però malissimo.

Salerne au Moyen Âge
Salerne au Moyen Âge

L’epoca di Salerno

Il medioevo fu l’epoca di Salerno. E lo testimonia la presenza enorme di salernitani in posizioni di rilievo in ogni parte del Sud Italia. D’altronde, l’eredità del principato era ancora vivissima e quella che era soprannominata in passato opulenta Salernumfu una delle città più vive politicamente ed economicamente di tutto il Regno di Sicilia. Questo, però, fino all’epoca di Manfredi di Svevia.

Giusto per fare alcuni nomi, basta pensare a tre protagonisti dei loro tempi: Romualdo Guarna, protagonista del trattato di Benevento del 1156, Giovanni da Procida e allo stesso Matteo d’Aiello.

firma di Matteo d'Aiello
La firma di Matteo d’Aiello in un documento ufficiale

Un salernitano alla guida del Regno di Sicilia

Di Matteo d’Aiello conosciamo abbastanza bene la sua carriera politica. Non veniva da una famiglia nobile, ma grazie alla sua intelligenza imparò da solo a leggere e scrivere, cosa tutt’altro che scontata per l’epoca. Era un uomo molto ambizioso, intelligente e accorto nelle sue parole e nei pensieri: da giovanissimo diventò scrivano a Salerno, poi notaio e infine membro fisso della corte reale, che frequentava spesso la città campana. Questo successo gli procurò diversi guai e invidie: a Palermo fu vittima di diverse congiure e attentati e fu addirittura imprigionato e ferito durante un colpo di Stato che finì male.
Era già stimatissimo da Guillaume Il Malo, tanto da affidargli un incarico importantissimo: la conduzione del regno, affiancando la regina Margherita in attesa che il figlio diventasse maggiorenne. Ed anche qui, di nuovo, ci fu un altro colpo di Stato, stavolta guidato dal francese Stefano di Perche, e di nuovo Matteo d’Aiello finì dietro le sbarre: fu lì che organizzò una rivolta in carcere tale da riuscire a farlo evadere: si vendicò riprendendosi il potere, ma non poté uccidere il suo nemico perché era protetto dalla Regina. Si limitò a farlo esiliare.

Quando giunse il regno di Guglielmo II la stima verso il giurista salernitano riprese di nuovo dove aveva finito: dobbiamo pensare che tutte le leggi di quell’epoca vennero concepite e scritte proprio dal nostro Matteo. Per giunta gli altri due consiglieri del re erano i suoi due figli: Niccolò e Riccardo.

Durante il suo periodo a Palermo non dimenticò mai la sua città d’origine e, oltre a far finanziare numerose opere pubbliche, fece anche costruire l’ospedale San Giovanni di Dio: è il primo ospedale statale d’Italia. A gestirlo fu il primogenito, Niccolò d’Aiello: il nepotismo all’Italiana ha radici antichissime!

Niccolò d'Aiello, figlio di Matteo d'Aiello
Niccolò d’Aiello, il figlio di Matteo d’Aiello

Arrivano i tedeschi

I tempi stavano cambiando e dalla Germania tirava un’aria di conquista: Enrico VI “Il crudele”, l’imperatore del Sacro Romano Impero e padre di Federico II, aveva messo gli occhi sul Sud Italia.

Matteo d'Aiello tentò con ogni stratagemma la via della diplomatie per riuscire a fermare la forza di Enrico VI. Si oppose con tutte le forze al matrimonio fra Costanza d’Altavilla e l’imperatore tedesco: era infatti convinto che proprio quel matrimonio sarebbe stato in futuro un pretesto per invadere il Sud Italia: aveva perfettamente ragione. Lo schieramento contrario, invece, pensava che fosse un buon modo per trovare un’alleanza con l’impero.

L’episodio dell’assedio di Napoli fu la chiave di volta: addirittura fu la stessa Salerno a dividersi in due fazioni: una favorevole agli invasori, che addirittura ospitò Costanza d’Altavilla durante l’assedio della vicina Napoli, e l’altra invece fedele ai Normanni che la fece prigioniera a sorpresa proprio mentre riposava presso la Scuola Medica. Quell’oltraggio fu la goccia che fece traboccare il vaso.

L’idea di Matteo d’Aiello l’origine dei guai per Salerno: la città fu infatti saccheggiata due volte e distrutta come vendetta di Enrico VI. Tempo dopo ci penserà un altro salernitano, Giovanni de Procida, a provvedere alla ricostruzione della città. Era troppo tardi: anche lì, per uno stravolgimento della Storia, giunsero gli Angioini. E di Salerno, da quel momento, ebbe un periodo di declino durato fino ai tempi di Ferrante Sanseverino.

Guglielmo Il buono
Guglielmo Il Buono, che fece creare la cattedrale di Monreale a Palermo

Damnatio memoriae

Il mondo non cambia mai. E, quando sei antipatico al nuovo regime, inevitabilmente la tua memoria va infangata. Ecco allora come Matteo d’Aiello viene dipinto da Pietro da Eboli, un suo contemporaneo, che festeggiò la sua morte così:plebeo, africano, brutto, bigamo, stregone, capace di ogni cosa pur di rubare l’onore altrui. Accettò l’oro del re inglese, vendendo ai peggiori tiranni la Sicilia: bruci all’inferno, quel vice-cancelliere!”.
Il libro era, guardacaso, dedicato a Enrico VI. E Matteo morì, molto anziano, in un monastero di Palermo il 21 luglio 1193.

-Federico Quagliuolo

Matteo d'Aiello
Matteo disegnato nel libro di Pietro da Eboli: nella prima scena si trova in mezzo a due mogli (notizia falsa messa in giro per screditarlo). Nella seconda, invece, si rallegra mentre fa tagliare le teste dei suoi nemici e fa un pediluvio nel sangue. Inutile dire che anche questa era una calunnia.

Les références:
matteo d’aiello (ilportaledelsud.org)
Petrus de Ebulo: Liber ad honorem Augusti sive De rebus Siculis carmen Pag 193 <b><Particula XL.:</b> <b>Sibille questus></b> (univr.it)
Petri d’Ebulo Carmen de motibus siculis, et rebus inter Henricum VI … – Petrus (de Ebulo) – Google Libri
Cronica di Romualdo Guarna, arivescovo Salernitano (Chronicon Romualdi II … – Romualdo Guarna – Google Libri
matteo d’aiello (ilportaledelsud.org)
MATTEO d’Aiello in “Dizionario Biografico” (treccani.it)

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