Le terme di Castellammare di Stabia e le loro 28 sorgenti termali erano considerate addirittura miracolose dagli antichi romani e amate da tutti i sovrani napoletani. Sono un patrimonio straordinario che tranquillamente potrebbe rivaleggiare con Ischia, Agnano e Telese.

Oggi potremmo bagnare le nostre mani nelle stesse acque bollenti che bagnarono duemila anni fa le dita del medico greco Galeno. E nello stesso periodo storico, quando Stabiae era una delle città più vive della Campania, le proprietà benefiche di quelle acque stupirono il medico, tanto da raccomandare una visita alle terme per curare qualsiasi male. dai problemi ginecologici a quelli muscolari, senza dimenticare le ossa e la cura della pelle. Se dovessimo scavare ancora più nel passato, troveremmo i primi coloni greci della Campania che utilizzavano le acque termali per ritemprare il corpo dopo le battaglie, utilizzandole per guarire più in fretta le ferite di guerra.

Fonti terme di Castellammare
Le fonti delle terme di Castellammare di Stabia

In effetti era proprio così: gli studi fatti ben 1700 anni dopo da Domenico Cotugno e Giuseppe Vairo si limitarono a ratificare scientificamente ciò che i Romani già sapevano. Ogni sorgente aveva una proprietà curativa diversa a causa della sua composizione chimica che variava da fonte a fonte. Si tratta di una caratteristica peculiare delle terme stabiesi, che fu molto apprezzata dagli scienziati dell’epoca: l’Acetosella fu ritenuta addirittura fra le più salutari fonti termali d’Europa.

Anche qui non c’è nulla di nuovo: i sovrani che amavano l’antica Stabiae furono gli Angioini. La reggia di Quisisana era amatissima da Carlo e Roberto d’Angiò ed è certo che la Regina Giovanna venisse a fare i bagni a Castellammare.

Antiche terme di castellammare di Stabia
Le antiche terme di Castellammare di Stabia

Le antiche terme di Castellammare

Torniamo però in tempi più recenti. Ferdinando IV, affezionatissimo alla sua Ischia e alle sue acque termali già studiate e conosciute da molti secoli, si limitò all’invio dei migliori chimici e scienziati di Napoli per lo studio delle sorgenti termali di Castellammare. Fu poi il figlio Francesco I di Borbone a tagliare il nastro del primo stabilimento nel 1828, oggi soprannominato “Terme vecchie”.

La sede progettata dall‘architetto Catello Troiano doveva essere davvero magnifica: da un lato si poteva ammirare il Vesuvio e dall’altro, alle spalle, il Monte Faito. Tutt’attorno c’era una fitta vegetazione verde e, poco più in là, gli storici cantieri navali di Castellammare di Stabia. Fu aperta al pubblico per la prima volta il 1 giugno 1833, con grandi festeggiamenti celebrati dal giovanissimo Ferdinando II.

Caduti i Borbone, anche sotto la nuova dinastia le sorgenti termali di Castellammare continuarono a prosperare. Con la nuova società borghese di fine ‘800 la struttura diventò anche un polo culturale e artistico e nell’antica struttura borbonica cominciarono ad essere ospitati concerti musicali, mostre d’arte e caffè culturali. Il merito fu anche dell’illuminata gestione del medico e mancato premio nobel Pietro Castellino, che amministrò il complesso nel suo periodo di maggior successo.

Castellammare di Stabia Quisisana
Castellammare di Stabia nel XIX secolo. Un quadro con la reggia di Quisisana

Nel 1921 fu anche sede di un convegno di scienziati che definirono Castellammare “la metropoli delle terme“.

Le terme continuarono a regalare benefici e cure a turisti e residenti fino agli anni del boom economico, quando la struttura borbonica fu sottoposta ad una completa ricostruzione, in contemporanea con la nascita del nuovo complesso. Se ne occupò l’architetto Marcello Canino che, qualche anno prima, aveva progettato proprio la stazione della Circumvesuviana delle Terme.

Il nuovo dualismo fra terme antiche e terme di Castellammare nuove però non fu per niente positivo per la città stabiese: negli anni ’70 furono trasferiti quasi tutti i servizi curativi nel nuovo complesso e il vecchio vide presto ridurre sempre di più la propria offerta, fino alla chiusura per bancarotta.
Così, anziché beneficiare di addirittura due complessi termali fra i più avanzati d’Italia, Castellammare di Stabia nel 1989 vide la chiusura del suo storico impianto che di antico ormai aveva solo la posizione e il nome. Da quel momento nacque un vortice di degrado che, fra progetti di rilancio mai decollati, tentativi di ristrutturazione e problemi economici, ancora oggi continua a tenerlo nel purgatorio. Anche la stazione della Circumvesuviana fu chiusa “temporaneamente” ma, come tante storie italiane, il temporaneo diventa spesso permanente.

Terme di castellammare ristrutturate
Le antiche terme di Castellammare di Stabia subito dopo la ristrutturazione

Le nuove terme di Castellammare di Stabia

Erano gli anni ’50, precisamente il 1956. L’intera Italia stava vivendo il suo boom economico e c’era nell’aria voglia di rinnovamenti, novità, un addio a tutto ciò che era considerato “vecchio“. Cominciò con questo spirito la costruzione di paradisi turistici. Proprio in quegli anni, dall’altro lato della Campania, stavano per nascere Baia Domizia e Villaggio Coppola, mentre Ischia, Capri e la vicina Sorrento diventarono il centro della “dolce vita” e delle vacanze italiane che ancora oggi sono stereotipi nelle fantasie dei turisti americani.

Castellammare di Stabia, con il suo immenso patrimonio termale, pensò bene di accodarsi e fare la sua parte nel boom edilizio di metà ‘900 con l’inaugurazione del parco termale più avanzato d’Italia, aperto il 26 luglio 1964

Le nuove terme di Stabia erano posizionate leggermente fuori dall’antico centro cittadino, sulla collina del Solaro. Il territorio era completamente vergine e permise la costruzione di un edificio gigantesco con un ampissimo giardino panoramico e servizi di prim’ordine. L’aria pura della collina, il parco e i padiglioni per le cure di ogni sorta attirarono turisti da tutta Europa al momento dell’inaugurazione.

Nuove terme di castellammare di Stabia
Le nuove terme di Castellammare di Stabia

Le 28 sorgenti termali di Castellammare di Stabia

Secondo la classificazione canonica, le sorgenti delle terme di Castellammare di Stabia hanno diverse tipologie di divisione . Proponiamo la lista per composizione dell’acqua.

Le caratteristiche dell’acqua delle fonti termali è così varia a causa del loro percorso.

  • Acque cloruro-sodiche ipotoniche: Muraglione, San Vincenzo, Magnesiaca, Media
  • Acque cloruro-sodiche lievemente ipotoniche e sulfuree (Stabia, Carbonica e Sulfurea)
  • Acque ferruginose-carboniche e bicarbonato-calciche (Ferrata)
  • Acque bicarbonato calciche medio minerali (Madonna, Acetosella, San Giacomo, Rossa)
  • Acque salso-bicarbonato-alcalino-terrose (Pozzillo)

Sballottolate fra aste andate male, progetti di rilancio effimeri come le promesse attorno alla rinascita di Bagnoli, bagarre politiche e marketing inesistente, le terme di Castellammare di Stabia rimangono uno dei più grandi patrimoni termali d’Italia sprecati, che nulla avrebbero da invidiare alle ben più rinomate e famose fonti toscane e viterbesi.

Eppure rimangono lì, fra cancelli chiusi, polemiche, eredità latine e tanta amarezza.

-Federico Quagliuolo

Riferimenti:
Giovanni Liccardo, Campania Sconosciuta, Newton Compton, Roma, 1997
Costruzioni Brancaccio, Restauro delle Terme Stabiane
Giuseppe Zingone, Le antiche terme di Castellammare, Liberoricercatore.it

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