Zuppa inglese, una bontà anglo-napoletana

Zuppa inglese, una bontà napoletana.

Uno dei dolci al cucchiaio più conosciuti in Italia. Base di pan di spagna, imbevuto di liquore e accompagnato con crema pasticcera.

La probabile origine della zuppa inglese

La storia ci racconta che l’ammiraglio Francesco Caracciolo venne sconfitto dal comandante inglese Nelson. Fu allora che Re Ferdinando I decise di celebrarlo organizzando una festa in suo onore, per ringraziarlo e congratularsi per il suo coraggio. Il re, infatti, aveva riavuto il trono proprio grazie alla vittoria degli inglesi.

Ma veniamo a quella che è l’origine di questo delizioso dolce.

Cosa c’entra con una battaglia navale un dolce così delicato e gustoso?

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Una prima versione della storia ha come protagonista un cuoco colto di sorpresa per la preparazione di succulenti piatti per il banchetto. Egli, proprio per questo motivo, non aveva avuto il tempo di procurarsi ingredienti freschi ed allora avrebbe deciso di utilizzare avanzi di dolci secchi con crema pasticcera ed abbastanza rum.

Qual’era il risultato di questo miscuglio? Una zuppa.

Il cuoco, quindi, avrebbe detto al cameriere di portare e da qui deriverebbe l’attuale nome di “zuppa inglese”.

Un’altra versione sulla nascita della zuppa inglese

Un’altra versione, invece, racconta che il dolce avrebbe una data di nascita precisa, cioè il 3 ottobre 1839. In questo giorno fu inaugurata la prima ferrovia d’Italia, la Napoli-Portici. La ferrovia fu realizzata dall’ingegnere inglese Bayard (la prima locomotiva è ancora conservata al museo ferroviario di Pietrarsa).

Il re del tempo, Ferdinando II, diede una grande festa proprio alla reggia di Portici, destinazione della locomotiva, per celebrare l’ingegnere inglese e dell’ospite d’onore della serata, l’ambasciatore inglese Lord Robert Cornelis Napier.

Il succulento dolce che era stato preparato dal cuoco per il banchetto era quello preferito dal re: un pan di Spagna ricoperto di naspro. Questo, però, sarebbe stato fatto rovinosamente cadere dal cameriere di turno, per questo motivo il cuoco dovette prepararne uno all’ultimo momento. Una “zuppa”, un miscuglio di ingredienti dolci che avrebbe portato poi all’attuale dolce napoletano.

Quando re Ferdinando II vide l’insolito dolce e chiese al giovane cameriere il nome della pietanza, lui rispose che si chiamava proprio zuppa inglese, creata proprio in omaggio degli ospiti d’onore della serata!

Bibiliografia:

-Mille paraustielli di cucina napoletana, Amedeo Colella.

-Cristina Bianco

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