La pizza sospesa...arriva oltreoceano!

La pizza sospesa…arriva oltreoceano!

La pizza sospesa…oltreoceano

 

Trasferirsi è difficile. Trasferirsi da una città come Napoli, all’altra parte dell’Oceano, in America, risulta ancor più difficile.

Anche le più piccole cose iniziano a mancarti: il lungomare napoletano, le strade affollate, il dialetto napoletano, il cibo.

Il cibo.

La pizza.

La pizza a Napoli è cultura. Ma quello su cui vogliamo concentrare la nostra attenzione è la pizza sospesa. Sulla scia della tradizione del caffè sospeso, nella nostra città, abbiamo ideato anche la pizza sospesa.

Sappiamo tutti effettivamente di che cosa si tratta: un’iniziativa solidale per i più bisognosi della città. Acquistarla per noi stessi e lasciarne una pagata per chi, purtroppo, non ha le nostre stesse possibilità, ma ha gli stessi diritti e lo stesso bisogno di sfamarsi.

Ma come può riguardare l’America una tradizione come quella della pizza sospesa?

Ci troviamo in Pennsylvania, precisamente a Philadelphia.

Rosa’s Fresh Pizza, ecco il nome della pizzeria di cui vogliamo parlare e che in qualche modo ha un collegamento speciale con Napoli.La pizza sospesa...arriva oltreoceano!

Il proprietario è un ex banchiere di Wall Street che, stanco della vita frenetica, decise di trasferirsi a Philadelphia e realizzare il suo sogno di aprire una pizzeria. Ed è proprio in questa pizzeria che prese piede quello che è un movimento di solidarietà che sembra non fermarsi mai. Fu un cliente abituale a dare il via alla tradizione della pizza sospesa. Pagò la propria e ne lasciò un trancio pagato, nel caso in cui qualcuno entrasse, bisognoso di mangiare.

Quella sospesa fu appuntata su unpost-it colorato e la curiosità, mista alla solidarietà degli altri clienti del locale, ha portato in pochissimo tempo a tappezzarne le pareti di piccoli post-it colorati. Ogni post-it corrisponde ad un gesto d’amore nei confronti di chi più ne ha bisogno. Nel giro di un solo anno sono stati donati poco meno di 10.000 tranci per i numerosi “homeless” della città (senzatetto), ognuno dei quali pagava con quei piccoli post-it colorati il proprio pranzo.

È difficile cambiare città, ma è sempre emozionante ritrovare una traccia di Napoli anche al di là dell’Oceano.

 

-Cristina Bianco

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