Santa Maria La Nova, iscrizione

Santa Maria la Nova: il mistero delle scritture indecifrabili

Santa Maria la Nova  è uno dei più belli e antichi complessi monumentali della città, situata nel cuore del centro storico, nascosta in un angolo e protetta da una maestosa scalinata in piperno, da dove osserva da più di 700 anni la vita frenetica della vicina Piazza Matteotti.

Essa nacque infatti nel lontano 1279 per volere del re Carlo I d’Angiò, dopo che egli aveva ordinato la demolizione della chiesa di Santa Maria ad Palatium, risalente nel 1216 e importante luogo di culto di frati minori, per poter realizzare Castel Nuovo.

Il complesso presenta due incantevoli chiostri, un Antico Refettorio e un magnifica Sagrestia riccamente decorata con un soffitto in oro zecchino, numerose cappelle e un imponente altare maggiore disegnato da Cosimo Fanzago nel 1633.         

Oltre ad essere una delle più antiche e importanti testimonianze di fede religiosa, oltre a lasciar senza fiato i visitatori per la sua infinita bellezza, Santa Maria la Nova rappresenta anche uno dei luoghi più misteriosi ed enigmatici che si possano trovare a Napoli.

Santa Maria La Nova, iscrizione

Tante sono le storie, intrecciate alla fantasia, che rendono ancor più affascinante questo complesso religioso. Secondo molti pare che sia il luogo in cui è nascosta la tomba di Vlad III, meglio conosciuto come il Conte Dracula, ma si tratta di una notizia che, per ora, non ha alcuna dimostrazione scientifica. Forse non tutti conoscono un altro incredibile mistero, rimasto tutt’oggi irrisolto da più di 500 anni!

A cosa ci riferiamo? Entrando nella chiesa monumentale di Santa Maria la Nova,  se si osserva bene la cappella di San Giacomo della Marca, con un occhio attento ci si può accorgere di una scritta su un muro posto di fianco ad un altare. A prima vista potrebbe sembrare una scritta uguale a tante altre. Niente di più sbagliato. Si trova nella chiesa di Santa Maria la Nova da centinaia di anni, almeno dal ‘5oo secondo molti, e da sempre  è stata considerata una traduzione greca di una lapide in latino, lasciata lì al suo posto senza particolari attenzioni.

Santa Maria la Nova e l’epigrafe segreta

 Poi, però, in un giorno qualunque del 2013 ecco  la svolta: un piccolo gruppo di curiosi si avvicina alla scritta e ben presto si rendono conto di come l’alfabeto dell’epigrafe davanti ai loro occhi non è né riconducibile al greco antico né tanto meno a quello moderno!


Che cosa sarà mai? Quale messaggio vorrà trasmetterci? Avrà realmente un proprio significato o è pura fantasia dell’autore? Numerosi sono gli studiosi che fino ad oggi si sono cimentati in questo nuovo mistero. Tante sono le  ipotesi e poche le certezze dietro Santa Maria la Nova, come spesso capita in questi casi. Molte sono state le lingue scartate fino ad ora, non si tratta dell’alfabeto croato, né di quello slavo, né bizantino, né greco, né macedone.

Si, ma allora cosa potrà mai essere?

Ad un certo punto però,  ha deciso di provare a sciogliere questo enigma anche un’altra giovane studiosa:  Laura Miriello.

Dopo aver condotto ricerche approfondite, provato decine e decine di codici, però, non giunse a nessuna soluzione possibile. Ma proprio quando sembrava non esserci più nulla da fare, ecco accendersi una fioca luce di speranza! Sovrapponendo uno degli infiniti codici provati dalla Miriello, il segreto avrebbe finalmente  cominciato a rivelarsi. Si tratterebbe dunque di un’iscrizione onciale , un insieme di lettere provenienti da alfabeti di lingue diverse, sulle quali sono sovrapposti disegni quali cerchi, triangoli, quadrati, pentagoni…                                                                                                                                                                                                                                           Tutt’oggi non c’è ancora una traduzione completa e ufficiale, non si sa con certezza se la strada percorsa dalla studiosa sia quella giusta; tuttavia si ritiene che quelle lettere, rimaste assolutamente indecifrabili per secoli, forse nasconderebbero il tentativo da parte di qualcuno di riavvicinarsi a Dio dopo essersene allontanato;  qualcuno, a quanto pare, sull’altare della cappella di San Giacomo della Marca secoli e secoli fa avrebbe scritto di aver compiuto gesta orribili e tremende, a tal punto da aver bisogno di un nuovo battesimo necessario alla purificazione. Una sorta di  confessione? Un atto di pentimento prima di moire ed essere giudicato da Dio? Un ultimo tentativo di tramandare ad altri un segreto cosi importante e complesso da poter essere compreso da pochissimi eletti? O forse, più semplicemente, non è scritto niente ?

Il mistero della chiesa di Santa Maria la Nova sembrerebbe ancora non essere risolto.

Andrea Andolfi

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