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La chiesa di Santa Maria di Monserrato è situata in pieno centro storico a Napoli, nei pressi dell’omonima via. L’originario complesso di Monserrato, però, si trovava fra via San Bartolomeo e via Porto. La chiesa fu fortemente voluta ed edificata sulle spinte di un frate spagnolo di Barcellona proveniente dal convento di Monserrato. Il frate, riuscendo immediatamente ad attrarre le simpatie dei cittadini napoletani, raccolse abbastanza offerte da poter costruire tale chiesa in onore del suo ordine. Non è un caso, infatti, che il suo nome richiami proprio quello dell’ordine di appartenenza del frate e che la gestione spettò ai frati spagnoli dell’ordine dei Benedettini.

Per molto tempo, Monserrato costituì un importante punto di riferimento nel quartiere, ma questo solo fino al XIX secolo, quando la chiesa non riuscì a reggere il confronto con l’epoca del Risanamento.

Il tragico periodo del Risanamento, che mirava al riordino dei piani urbanistici, non provocò solamente la distruzione della chiesa di Monserrato, ma anche la dispersione del suo immenso patrimonio artistico. Vi erano, infatti, svariate tele fra cui una dedicata a San Francesco di Paola ed un’altra a Sant’Antonio. Inoltre, purtroppo, sono andate perdute anche alcune delle preziose statue contenute al suo interno, una su tutte quella raffigurante la Vergine di Monserrat, gelosamente custodita in una piccola cappella.

L’edificio venne per molto tempo dimenticato, le sue macerie sparirono e se ne perse memoria fino al 1900.

La chiesa di Monserrato, infatti, in quell’anno fu ricostruita da un privato nella zona adiacente al porto, che oggi porta il suo nome. La fortuna della chiesa, però, anche in questo caso fu piuttosto breve: durante la seconda guerra mondiale, infatti, fu completamente distrutta da un bombardamento. Tutto ciò che oggi ne rimane è un’edicola votiva per la Vergine di Monserrat e la facciata restaurata di recente nel 2011. Degli interni della chiesa, invece, nulla ancora è stato fatto. Speriamo, ovviamente, in una loro restaurazione per godere a pieno del patrimonio artistico e culturale napoletano.

-Cristina Bianco

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