La stazione di Piscinola Scampia, il capolinea colorato

La stazione di Piscinola Scampia, il capolinea colorato

La stazione di Piscinola Scampia, il capolinea colorato
Terminale Linea Arcobaleno

Le stazioni dell’arte della Metropolitana, sparpagliate tra la Linea 1, che ferma a Piscinola e Garibaldi, e la Linea 6, tutta di Fuorigrotta, proteggono un patrimonio di circa duecento composizioni di quasi novanta autori di fama internazionale. Ed accompagnano, mano nella mano, il visitatore nei meandri della terra (raggiungendo a volte profondità di 50 metri!) seducendolo con i suoi colori luminosi e i suoi significati più nascosti. Nulla infatti è lasciato al caso: le simmetrie, le asimmetrie e le prospettive appartengono ad una composizione studiata e soppesata, e come le luci, ogni parete ha una logica viscerale, un’intenzione precisa e perfetta. Sta a noi scoprirne il perché.

La fermata di Piscinola-Scampia, conosciuta in passato con il nome Piscinola-Secondigliano, capolinea della Linea 1, che garantisce l’interscambio con la ferrovia Napoli-Giugliano-Aversa.

La stazione è sviluppata su due piani: in quello superiore sorge il terminale della linea 1, mentre in quello inferiore si trova il capolinea della Linea Arcobaleno che allaccia la città di Napoli ad Aversa.

La stazione di Piscinola Scampia, il capolinea colorato
Capolinea

L’etimologia del quartiere Piscinola prende origine dal termine piscinula, con il quale si intende piscina o vasca, in riferimento forse ad un’antica installazione idraulica.

Tuttora però non si conosce la posizione precisa di tale vasca!

Secondo altre teorie invece, il termine Piscinola potrebbe discendere dal latino piscina-ae, cioè bagnarola e dunque abbeveratoio o serbatoio d’acqua. Una leggenda narra inoltre che al di sotto della Piazza del Plebiscito del quartiere sia seppellito uno sterminato bacino di origine etrusca o romana.

La stazione di Piscinola Scampia, il capolinea colorato
Opere Felice Pignataro

Dal 2013 la stazione di Piscinola ospita alcune produzioni dell’artista napoletano Felice Pignataro, il quale, con il suo lavoro durato una vita intera, è riuscito a tinteggiare e colorare i muri di Scampia ed i muri della metro, che collegano il rione alla città intera. Le sue opere sono un grido potente di denuncia sociale, un’invocazione a pieni polmoni di libertà e giustizia, una provocazione che ancora oggi soffia sui nostri visi quando il treno con esitazione sferraglia sui binari arrugginiti. I murales da lui realizzati sono “utopie, mosaici alla maniera di Antoni Gaudì, per dare voce ai senza voce.”

In tante occasioni queste utopie sono riuscite a far cadere, o almeno a sgretolare un po’ i muri grigi di indifferenza e mostrare, oltre di essi, tra fiori giganti, soli e lune sorridenti, l’orizzonte di un mondo migliore. “

A Felice Pignataro è inoltre riconosciuta la fondazione dell’associazione Il GRIDAS, gruppo risveglio dal sonno, che cita la frase di una delle incisioni della “Quinta del Sordo” di Francisco Goya: “el sueño de la razon produce monstros“.

L’associazione inoltre dal 1983 organizza il Carnevale di Scampia, con l’obiettivo di sradicare l’ipocrisia e l’illegalità attraverso l’uso delle maschere, della festa e della gioia. Ma di creare soprattutto una comunità in cui riconoscersi, per costruire una tradizione in un quartiere senza storia quale è la periferia napoletana.

Arianna Giannetti

Bibliografia e sitografia

[1] www.ScampiaFelix.it Distribuzione dal basso, diffondi il film.

[2] FelicePignataro.org 2005 official site.

[3] www.vienianapoli.com, Stazioni dell’arte.

[4] Le metropolitane e il futuro delle città, Ennio Cascetta e Benedetto Gravagnuolo, Clean Editore.

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