Mulieres Salernitanae: a Salerno le prime donne che studiarono medicina nel Medioevo

Mulieres Salernitanae: a Salerno le prime donne che studiarono medicina nel Medioevo

Le Mulieres Salernitanae resero Salerno capitale europea della medicina. La scuola medica Salernitana, infatti, oltre ad essere la prima istituzione d’Europa, fu anche la prima istituzione scientifica ad essere frequentata da donne: erano a tutti gli effetti studenti e docenti universitari non diverse dagli uomini.

Mille anni fa era una cosa del tutto insolita ed è merito della cultura longobarda che dava dignità alla figura femminile. Anni dopo, con gli Svevi, furono poi proibiti gli studi alle donne.

Intanto furono proprio le donne a farsi promotrici di studi innovativi e a scrivere testi sull’anatomia consultati in tutta Europa per ben 500 anni. Fra tutte le mulieres salernitanae dobbiamo ricordare Trotula De Ruggiero, che con i suoi studi diventò tanto famosa in tutta Europa da assumere quasi contorni leggendari.

trotula de ruggiero
Trotula de Ruggiero e le mulieres salernitanae

Mulieres Salernitanae: scienza e cultura nel Principato di Salerno

Siamo nel XI Secolo, quando la Campania era divisa ancora fra il Ducato di Napoli, quello di Benevento e il Principato di Salerno. Erano gli ultimi anni del Sud Italia diviso: presto sarebbero arrivati i Normanni dalla Sicilia a unificare, per la prima volta, tutto il Regno. Nel frattempo ogni città viveva diverse fortune sotto il dominio longobardo e Salerno, sotto il regno dei vari Arechi, diventò un centro di cultura invidiabile, accogliendo dal mare studiosi e scienziati di ogni cultura.

In questo clima così vivace e ricco di contaminazioni dal mondo arabo, anche le donne ebbero la loro parte: le Mulieres Salernitanae erano infatti donne di buona famiglia che potevano permettersi studi che, all’epoca, erano a tutti gli effetti universitari (anche se le università nemmeno esistevano!). Moltissimi testi di medicina prodotti dalla Scuola non ci sono giunti, ma è interessante scoprire che compare tra i nomi delle mulieres anche Sichelgaita di Salerno, la moglie di Roberto il Guiscardo, uno dei protagonisti delle vicende che portarono alla creazione della prima casata reale del Sud Italia.

Alcune donne famose che frequentarono la Scuola medica di Salerno furono Abella Salernitana, che scrisse trattati sulla bile e sul seme degli uomini, Mercuriade, Costanza Calenda (figlia di un altro medico, Salvatore) Rebecca Guarna, Francesca Romana, chirurgo stimatissimo nel XIII secolo, e la leggendaria Trotula.

Scuola medica salernitana
Miniatura della Scuola Medica Salernitana

La medicina al femminile

L’opera delle mulieres salernitanae è straordinaria perché, in un’epoca medievale spesso caratterizzata da stereotipi maschilisti e bigotti, le donne di Salerno furono libere di trattare argomenti sessuali senza moralismi e condizionamenti religiosi, senza dimenticare che negli scritti delle mulieres salernitanae per la prima volta si parlò di mestruazioni.

La sensibilità tipica dell’universo femminile fu particolarmente utile anche per lo studio filosofico della medicina: era da poco anni passato l’anno 1000 e a Salerno già si parlava di valori fondamentali moderni come la prevenzione e la buona alimentazione come base per star bene. Più in generale nella scuola di Salerno le donne prediligevano trattamenti dolci, come bagni, terapie con erbe officinali e massaggi, in luogo di pratiche molto più aggressive come salassi e operazioni. E non si trova traccia di preghiere e altri metodi sovrannaturali per curare le malattie.

Più in generale, le opere di Trotula e delle altre studentesse di medicina sono i primi documenti sullo studio del corpo femminile in medicina: ci sono anche numerosi consigli sulla chirurgia, così come fu ipotizzata per la prima volta che l’infertilità potesse essere anche dell’uomo e non solo della donna.

Sulle mulieres salernitanae girarono però anche voci molto brutte: Arnaldo da Villanova, scienziato spagnolo, ad esempio spiegava che le madri di Salerno bevevano strane pozioni al momento del parto ed è per questo che le donne crescevano degeneri.

Le fantasie maligne non moriranno nemmeno 800 anni dopo: a Napoli l’astronoma Mary Somerville spiegava che, nel XVIII secolo, molti scienziati ritenevano l’apprendimento della matematica rischiava di trasformare in uomo il sesso femminile. Paese che vai, pregiudizio che trovi.

Trotula De Ruggiero Mulieres Salernitanae
Il murales con Trotula De Ruggiero a Salerno

L’arte del trucco femminile: una questione scientifica

Non c’era solo la medicina in senso stretto negli studi delle mulieres salernitanae. Lo scopriamo ad esempio nel De Ornatu Mulierum attribuito a Trotula De Ruggiero, la più famosa delle donne di Salerno.
Questo libro fu recuperato nel 1873 e ritoccato in diversi punti dall’abate Giuseppe Manuzzi: il suo titolo diventò “Il libro delle cose segrete delle donne“.

Leggiamo un piccolo passaggio.

Le donne di Salerno pongono una radice di vitalba nel miele e poi con questo miele si ungono il viso, assumendo uno splendido colore rosato. Altre volte per truccare viso e labbra ricorrono a miele raffinato e aggiungono vitalba, cetriolo e un po’ di acqua di rose. Fai bollire questi ingredienti fino a consumarne la metà, poi ungi le labbra di notte e lavale al mattino con acqua calda. Questo rassoda la pelle, la rende sottile e morbidissima e, se è screpolata, la guarisce“.

I consigli di bellezza riguardano anche i primi “rossetti”, spiegando che va creata la tintura con un’alga usata dai Saraceni, spiegando che le donne mediorientali si truccano con un unguento che regala un colore bianco e rosato.
Ci sono anche ricette di tinture per capelli “che sono usate dalle donne saracene”, per garantirsi capelli dal colore rosso intenso o nero. Non dimentichiamo anche l’arte dei massaggi, consigli per la depilazione ed altri consigli quasi tutti provenienti dall’esperienza del mondo arabo.

I canoni estetici di mille anni fa erano profondamente diversi da quelli attuali. Sentirsi bella, però, non è mai stato solo un vezzo, ma anche una questione di benessere psicologico senza tempo: Trotula lo aveva capito alla perfezione e trattò per la prima volta la cosmesi come una scienza.

Tutto il senso della femminilità ritrovato in lezioni del XI secolo.

-Federico Quagliuolo

Riferimenti:
http://ilmondodiaura.altervista.org/MEDIOEVO/MEDICINA2DONNE.htm
http://www.letteraturaalfemminile.it/trotula.htm
http://www.vesuvioweb.com/it/wp-content/uploads/Aniello-Langella-Trotula-de-Ruggiero-Monnezza-vesuvioweb.pdf
Andrea Sinno, Marcello Napoli, La scuola medica salernitana e i suoi mestieri, Ripostes, Avellino 2002
Italo Gallo, Salerno e la sua scuola medica, Guida, Napoli, 2008

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