Salita Cacciottoli e Cupa Vecchia, storia dello scorcio superstite del Vomero antico

Salita Cacciottoli e Cupa Vecchia, storia dello scorcio superstite del Vomero antico

Possiamo scoprire le origini agricole del quartiere Vomero nelle sue scalinate che un tempo conducevano contadini e pastori in città. Se Petraio e Pedamentina di San Martino sono famossisime, Salita Cacciottoli è invece meno nota: prende il nome da una antichissima famiglia originaria di Procida che si trasferì al Vomero nel XV secolo. Lo stesso può dirsi per la vicina Cupa Vecchia.

Si tratta di una salita che parte da Piazza Michelangelo e arriva al Corso Vittorio Emanuele, ma teoricamente continuerebbe fino alla Pignasecca, passando per il semidimenticato Rione Monti.
In questa breve scalinata dimentichiamo infatti di trovarci ai piedi dei claustrofobici palazzi grigi costruiti negli anni ’60 e in alcuni scorci ci sembra di tornare a quei tempi in cui il Vomero era una collina con quattro villaggi, tanti casali sparsi e ville di artisti, nobili e altoborghesi in cui si andava a respirare l’aria buona (la zona preferita dai nobili fu invece Capodimonte, almeno fino al 1861). Gli autori che ci parlano delle origini agricole del Vomero, fra cui Summonte e Celano, ricordano che la zona era molto famosa per la vegetazione rigogliosa e molti fiori.

Una salita nel verde

Il muro di contenimento ricco di muschio e altre erbe spontanee, i gradoni lastricati con il basolato vesuviano e il suono insistente dell’acqua di un corso sotterraneo che passa sotto le grate sono le stesse sensazioni che caratterizzavano il percorso fatto dagli antichi vomeresi.

Se ci potessimo immergere in una giornata primaverile di una qualsiasi annata precedente il 1950, il panorama di Salita Cacciottoli sarebbe sempre più o meno lo stesso: magari solo con qualche villetta borghese in meno. La zona mediana della salita, invece, ospitava una villa abbandonata nel XIX secolo. Oggi sopravvive una colonnina del cancello d’ingresso, ma alle spalle è presente l’entrata posteriore del Parco Viviani.

Tutt’attorno a noi avremmo trovato gelsomini e rose; in lontananza c’erano invece lunghi filari di viti: il Vomero era famoso per la sua “uva rosa”, dal sapore particolarmente dolce. Gli ultimi terrazzamenti sono rimasti a Via Aniello Falcone fino agli anni ’60. I broccoli, che sono un po’ il trademark del Vomero, erano invece coltivati dalle parti dell’attuale Via Cilea, dove il terreno era leggermente più pianeggiante.

Salita Cacciottoli
Cupa Vecchia: suggestiva e affascinante! Foto di Federico Quagliuolo

Salita Cacciottoli, un nome che viene da Procida

L’origine del nome “Salita Cacciottoli” (da non confondere con Caccioppoli, il cognome dello straordinario matematico) ce lo racconta Carlo Celano, nel suo “Notizie del Bello dell’antico e del curioso sulla città di Napoli”. Intorno al XV secolo, infatti, una famiglia originaria di Procida costruì “un delizioso casino e villa, posseduto poi dal padre Pietro Gisolfi dei Pii Operai degli stessi Padri Pii Operaii ai quali serve per luogo di delizie e ricreazione“. Per questa ragione l’intera salita prese il nome da questa casina, di cui oggi non esiste più alcuna traccia, sostituita probabilmente dal Parco Viviani o dal palazzo costruito nelle immediate vicinanze.

Gino Doria spiega che “uno dei Cacciottoli, presidente della Camera di Cappacorta, sposò la figlia del noto magistrato spagnolo Don Diego Moles”.

A quei tempi Salita Cacciottoli era ancora intatta ed era un percorso pastorale che partiva addirittura da San Martino: all’altezza dell’attuale Via Morghen c’era infatti un bivio che portava al Petraio o a Salita Caccioppoli. Ce lo testimonia un piccolo dettaglio: la strada strettissima che oggi si percorre per arrivare a Piazza Vanvitelli da Viale Michelangelo, quella che viene prima di Via Kerbaker, si chiama “Vico Cacciottoli”. Prima degli anni ’60 era un tratto di Salita Cacciottoli, poi nel boom edilizio è stata tagliata a metà dai palazzi.

Nonostante il grigiore e il cemento che ha deturpato la collina durante il boom economico, la parte più suggestiva della scalinata si è salvata, per lasciarci volare con l’immaginazione in tempi mai vissuti: la vita era ben più difficile di quella attuale, ma i panorami dovevano essere indimenticabili.

-Federico Quagliuolo

Salita Cacciottoli e Cupa Vecchia, storia dello scorcio superstite del Vomero antico

Riferimenti:
Mario Furnari, Vecchio Vomero, Fausto Fiorentino, Napoli, 1985
Antonio La Gala, Le strade del Vomero, Guida Editore, Napoli, 2012
Gino Doria, Le strade di Napoli, Ricciardi, Milano, 1982
Romualdo Marrone, Le strade di Napoli, Newton Compton, Roma, 1997
IlVomerese.com

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Salita Cacciottoli purtroppo versa in pessime condizioni
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