Via San Giacomo dei Capri, origine del nome della strada pastorale fra Vomero e Rione Alto

Via San Giacomo dei Capri, origine del nome della strada pastorale fra Vomero e Rione Alto

Via San Giacomo dei Capri è una di quelle strade tranquille e residenziali che collega il Rione Alto e il Vomero. Eppure il suo nome tradisce un passato che racconta una storia agricola che arriva fino all‘Isola Azzurra e la tradizione pastorale che caratterizzava il Rione Alto.
Sull’origine del nome della strada ci sono infatti diverse teorie.

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San Giacomo dei Capri inteso proprio come “capra”

A suggerirla è Gino Doria, il primo è più famoso storiografo delle strade di Napoli. Stando ai suoi studi, probabilmente l’andamento irregolare della strada suggerisce la presenza antica di un sentiero pastorale che portava.

Era notorio, fino agli anni del primo dopoguerra, che i pascoli del Rione Alto fossero particolarmente graditi alle caprette e fino agli anni ’50 sopravvisse la tradizione della pasquetta al Rione Alto, dove al Villaggio dei Cangiani i napoletani acquistavano formaggi, ricotte e frutti delle campagne dei Colli Aminei. C’è addirittura chi si spinge oltre: San Giacomo dei Capri si chiamerebbe così perché c’era in passato un’edicola votiva per San Giacomo nel sentiero in cui, per l’appunto, passavano gli ovini.

L’ipotesi di Gino Doria, quindi non è affatto ingenua come può sembrare, ma non ha sicuramente prove documentali.

Via San Giacomo dei Capri anni '70
Via San Giacomo dei Capri negli anni ’70, un post di Luigi Zaccaria su Napoli Retrò

San Giacomo dei Capri per l’isola di Capri

Romualdo Marrone dice che Doria era “ingenuo” nel pensare che il nome della strada sia figlio di una tradizione pastorale. Più probabilmente -e qui ci aiutano le carte- il terreno era di proprietà dei monaci della certosa di San Giacomo a Capri, che poi lo alienarono ai vari proprietari nel corso dei secoli. La zona fu occupata da diverse ville di vacanza fra il XVIII e il XIX secolo (Villa Tammaro, Villa Clemenza, Villa Tafuri, Villa Giordano e Villa Valentino solo per fare alcuni esempi), ma solo pochissime strutture sono sopravvissute. Villa Valentino e la vicina Cappella Marsiglia, che si vedono dalla curva di Via San Giacomo dei Capri alla fine della salita, sono un esempio perfetto del passato di questa strada. E questo testimonia anche il fatto che la strada esiste sicuramente da almeno 500 anni.

Ciò non toglie, aggiunge Gianni Infusino, che potrebbe essere possibile un’unione fra le due interpretazioni etimologiche: probabilmente Via San Giacomo dei Capri si chiama così perché nacque come terreno dei monaci di San Giacomo di Capri, ma è anche certo che la zona fu frequentata da pastori prima del ‘900. E probabilmente davvero poi fu associata ai capri intesi come bestiame. D’altronde, in fin dei conti, anche l’isola di Capri ha preso questo nome proprio per la presenza dei caratteristici ovini.

Così, fra un ponte incompiuto in una vallata e un’antica reminiscenza delle origini antiche del Rione Alto nella masseria nascosta e nella villa che si trova nella curva che precede l’incrocio con Via Domenico Fontana, Via San Giacomo dei Capri è una piccola fotografia di quella Napoli collinare e agricola che non c’è più.

-Chiara Sarracino

Riferimenti:
Gino Doria, Le strade di Napoli, Ricciardi Editore, Milano, 1982
Romualdo Marrone, Le strade di Napoli, Newton Compton, Roma, 1992

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