Origine e storia della nascita del Comune di Marigliano

Marigliano e la sua etimologia: nascita, origine e storia

Per comprendere le origini e la storia dell’etimologia del comune di Marigliano, dobbiamo partire dal testo Catalogus Baronum (1150-1168). All’interno dello scritto è presente nel prefisso Marilius e non Marius e solo successivamente è stato aggiunto il suffisso -anus.

Il toponimo Marilianum

Una ricerca storiografica di alcuni scrittori di storia locale (Turboli, Remondini, Giustiniani, Merola), dimostra che le origini della città sono romane. Secondo la teoria dello storico Turboli, i Castra Claudiana, cioè gli accampamenti, che il console Caio Marcello realizzò nel III a.C. per difendere Nola dai tentativi di occupazione di Annibale, avrebbero formato il nucleo di Marigliano.

Altri storici, affermano che Marilianum o Marianum abbia avuto origine da una villa posseduta nel territorio di Marigliano dal console Caio Mario. Lo storico Ricciardi espone una tesi secondo cui la villa sia appartenuta a una Gens Maria di Nola e da qui, quindi, la derivazione del nome. Della villa non abbiamo nessuna traccia.

Recentemente, è stata ripresa l’ipotesi del Campus Romanus, che comprendeva quelle terre che si estendevano da Somma Vesuviana a Pomigliano D’Arco. Quinto Fabio Labeone avrebbe così sottratto Marigliano con un espediente ai Nolani e ai Napoletani, a favore di Roma. Solo dopo venne formato un pagus, una specie di comune di campagna alle dipendenze dell’oppidum di Nola, la città dove si svolgevano le attività amministrative ed economiche. L’origine quindi di Marigliano potrebbe derivare dalla famiglia Marilia o Mariana.

Infatti, a sostegno di questa tesi, c’è l’impianto urbanistico del centro antico, che conserva le caratteristiche del disegno ortogonale della città di epoca romana, attraversata dai decumani (le moderne via Giannone e via G. Bruno) intersecati dai cardini, che sono le vie o meglio i vicoli laterali, che vanno a delimitare le insulae, ovvero gli edifici. Delle mura e delle porte non abbiamo resti archeologici.

Sono esistite ed esistono nella città delle lapidi marmoree nelle cui iscrizioni vi erano presenti la citazione del termine Marianus, oppure in un’altra dove si cita la famiglia Fabiana, dove il nome Fagiano, rappresenta Faibano l’attuale frazione di Marigliano.

Le pergamene

Tra i più antichi documenti non lapidari che testimoniano l’esistenza di Marigliano, vi sono pergamene che attestano donazioni di fondi siti in Marilianum. Il più antico è uno strumento notarile, scritto a Napoli il 27 marzo 917, in cui c’è scritto che Giovanni, umile prete, figlio di Gregorio, dona a Giovanni, figlio di Teofilatto, un terreno situato in Marigliano.

Altre pergamene, di epoca longobarda, attestano l’esistenza del nucleo abitativo. Abbiamo testimonianze, ad esempio, con il casale di Casa-ferrea (Casaferro) e Faibanum (Faibano) che contengono atti di donazione o di convenzione di beni immobili a favore di chiese e monasteri.

Durante il Medioevo

Nell’epoca medievale, Marigliano era cinta da mura quadrate e aveva quattro porte di accesso. Durante il XII secolo, Marigliano, sotto il domino del ducato di Napoli, crebbe d’importanza come parte del feudo di Acerra e di Suessula, conosciuta come Sessuola, antica città della Campania di origine osca ed etrusca, appartenuta al normanno Roberto di Medania.

Il Palazzo Baronale

Dal punto di vista architettonico, un monumento notevole da segnalare è il palazzo baronale, costruito nel 1134 proprio da Roberto di Medania, della famiglia dei Conti di Buonalbergo, che rappresentò il fulcro principale del nuovo regime feudale.

La struttura, egregiamente conservata, al suo interno custodisce antichi dipinti. Il normanno Roberto, rappresenta il lungo elenco dei feudatari che ci furono a Marigliano e nei suoi casali: Casaferro, Faibano, S. Nicola, S. Croce, Lausdomini e S. Pietro, Cisterna, Brusciano, Scisciano, S.Martino, S.Vitaliano, Frascatoli.

Di rilevante pregio artistico sono anche la collegiata di Santa Maria delle Grazie costruita nel 1494, trasformata nel periodo barocco, la chiesa settecentesca di San Vito e la villa comunale.

Giuseppe D’Angelo

Bibliografia:

Borriello, Carlo, “Marigliano : Porte Aperte”, 2008.

Ricciardi, Raffaele Alfonso, “Storia di Marigliano e dei Comuni del suo mandamento”, 1892.

http://www.comunemarigliano.it/Citta/HomePageAllCitta.htm

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