Domenico Sepe, lo scultore innamorato di Napoli

Domenico Sepe, lo scultore innamorato di Napoli

Il 2020 si è concluso con la morte di uno dei personaggi più noti del panorama calcistico mondiale: Diego Armando Maradona. Il grande campione è stato omaggiato in tutto il mondo e a Napoli non c’è stato cittadino che non ha dedicato almeno un pensiero al Pibe de Oro. Tra i tanti napoletani sconvolti dalla notizia c’è stato Domenico Sepe uno scultore che ha reagito realizzando in pochissimi giorni un’opera in bronzo. Noi abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo, abbiamo visitato il suo atelier e trascorso insieme al Maestro una piacevole mattinata alla scoperta della sua storia.  

L'artista nel suo atelier Domenico Sepe
L’artista Domenico Sepe nel suo Atelier

Un amore nato giocando

Domenico Sepe si avvicina alla scultura per gioco, da bambino andava col nonno in campagna e si divertiva a creare forme col fango. Dal contatto con la terra nasce l’amore per l’argilla che diventerà in seguito il materiale prediletto per le sue creazioni. Un’altra esperienza molto importante fu quella di un viaggio in Grecia, fatto all’età di 12 anni, durante il quale restò molto affascinato dall’arte classica. Al rientro in Italia iniziò a studiare ed approfondire l’arte e il mondo greco, trascorreva giorni e giorni a disegnare personaggi della mitologia e fu quello il momento in cui modellò un busto di Zeus. Fu questa la sua prima creazione ad essere fusa in bronzo:  “al ritorno dal viaggio in Grecia modellai un busto di Zeus. Lo feci in argilla e dopo qualche mese, al rientro da scuola i miei genitori mi fecero una sorpresa, trovai il busto in bronzo”.  

A quel punto il destino di Domenico Sepe era chiaro: doveva diventare una scultore!  Frequenta prima il liceo artistico, poi l’accademia di belle arti e a soli 23 anni arriva la prima commissione di un’opera pubblica. Domenico viene contattato dal comune di Afragola per la realizzazione di un monumento equestre di San Giorgio Martire. La realizzazione dell’opera è stata molto complessa in quanto bisognava modellare tre tipologie di personaggi differenti: un cavallo, un santo e un drago. Una vera e propria sfida superata col massimo dei voti.

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Opere nate da emozioni

Grande talento, passione e umiltà: queste sono tre grandi caratteristiche che rendono Domenico Sepe un grande uomo e un grande artista. Le sue opere da un lato rispecchiano appieno i canoni dell’arte classica, dall’altro hanno sempre un tocco di modernità. La maggior parte delle sue creazioni sono plasmate in argilla e poi fuse in bronzo. L’input arriva quasi sempre da un evento, una notizia. L’emozione guida i gesti dello scultore che modella l’argilla e crea il modello definitivo a grandezza naturale: “ Il bozzetto l’ho eliminato da subito. Perché l’energia che tu spendi nel bozzetto ti toglie il 50% di ciò che fai nell’opera definitiva. Chi lavora con l’argilla nel modello ci mette tutto, anche un’esitazione, un tocco, un’imperfezione. Sono tutti gesti dettati dall’emozione del momento e l’artista deve lasciare questi segni nell’opera“. Terminata la prima fase, si passa alla fusione in bronzo con la tecnica della cera persa. Il risultato ottenuto è un opera in bronzo vuota al suo interno, uno spazio che solo apparentemente resta tale in quantoquel vuoto è lo spazio che l’artista destina all’anima”.

Particolare della statua di Maradona
Statua di Maradona – particolare

L’omaggio a Maradona di Domenico Sepe

Il 25 novembre del 2020, Domenico ascolta in tv la notizia della morte di uno dei suoi idoli d’infanzia: Maradona. La notizia riporta alla memoria diversi ricordi e nasce subito il desiderio di omaggiare Diego con qualcosa di eterno. “L’ho immaginato come un dio greco, in bronzo, perché immaginavo l’atleta. Una persona che sotto il punto di vista sportivo ha dato certezze di vittoria ad una comunità di tifosi”. La base della scultura è la piantina dell’Argentina. In quel punto poggia il piede sinistro del calciatore che si da la spinta in avanti. “L’idea è stata quella di realizzare Maradona che parte da Buenos Aires e fa uno scatto verso il tetto del mondo, il tutto grazie alle sue capacità e la sua forza” dichiara l’artista. Al momento l’opera è ancora nell’atelier di Domenico Sepe, ma la volontà del maestro è di vederla esposta nel luogo dove Maradona ha fatto sognare i napoletani: allo stadio Diego Armando Maradona.

Noi speriamo che il desiderio dello scultore venga esaudito e che tutti i napoletani possano avere l’opportunità di ammirare da vicino il suo omaggio al grande Pibe de Oro, Maradona.

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