La passione per i gatti di Ferdinando Galiani

La passione per i gatti di Ferdinando Galiani

Gli intellettuali sono quasi tutti amanti dei gatti. E l’abate Ferdinando Galiani, uno dei maggiori economisti e intellettuali del XVIII secolo, occupa un posto d’onore nel mondo degli amanti dei felini.

Fu infatti uno dei primi studiosi a sollecitare e incominciare, in modo amatoriale, uno studio del linguaggio e del comportamento dei gatti.

Cardinale Richelieu gatti
Il cardinale Richelieu, uno dei più importanti uomini della storia francese, era un amante dei gatti. Ne aveva ben 14!

La passione francese verso i gatti

I tempi bui per la razza felina erano fortunatamente finiti da un po’ e, dopo roghi, torture e altre atrocità compiute fra il XII e il XVII secolo, finalmente nel XVIII secolo si cominciò a rivalutare la figura del gatto, che poi nei secoli futuri sarebbe tornato prepotente nella vita di tutti i giorni.

I felini erano infatti amatissimi nella stravagante e ricchissima nobiltà francese, in quanto il re Luigi XV era un grandissimo gattaro. Aveva infatti un Angora turco a pelo lungo, soprannominato “Brilliant“, che doveva essere trattato dai servitori con le stesse dignità di un nobile. E in ogni residenza reale era presente una colonia felina.

È così che Ferdinando Galiani, mentre era in Francia in veste di rappresentante di Stato del Regno di Napoli, decise di accogliere due gattini in casa e racconta il suo rapporto con loro nel libro “Sentenze e motti di spirito”.

Brilliant gatta luigi XV
Brilliant, il gatto di Luigi XV

I gatti dell’Abate Galiani

Per distrarmi allevo due gatti scrive – e studio i loro costumi: sappiate che è una scienza e uno studio del tutto nuovo. Sono secoli che si allevano gatti, e tuttavia non trovo nessuno che li abbia ben studiati“.

“Ho il maschio e la femmina; ho loro impedito ogni comunicazione con i gatti di fuori e ho voluto seguire il loro comportamento con attenzione; credereste una cosa? Nei mesi dei loro amori, non hanno mai miagolato; il miagolio non è dunque il linguaggio d’amore dei gatti, non è che il richiamo degli assenti. Altra scoperta sicura: il linguaggio del maschio è completamente differente da quello della femmina, come doveva essere.

Negli uccelli, questa differenza è più marcata; il canto del maschio è completamente differente da quello della femmina; ma nei quadrupedi, non so di nessuno che si sia accorto di questa differenza: inoltre sono sicuro che ci sono più di venti inflessioni differenti nel linguaggio dei gatti, e il loro linguaggio è veramente una lingua; perché impiegano sempre lo stesso suono per esprimere la stessa cosa”.

In questo piccolo scritto c’è un saggio di psicologia felina assolutamente fedele alla realtà, che racconta la sensibilità estrema di un uomo che, oltre ad essere un economista e intellettuale straordinario, fu anche attentissimo studioso dei fenomeni della natura.

Dopo questo testo, per vedere i primi studi scientifici sul comportamento felino dovremo aspettare più di un secolo. Ma i gatti non hanno mai avuto fretta di farsi scoprire.

-Chiara Sarracino


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