Il panuozzo di Gragnano è una recente tradizione gastronomica campana. Inventato nella celebre Città della Pasta, si è diffuso abbastanza rapidamente in un territorio già costellato di innumerevoli specialità, tanto da diventare una vera e propria alternativa alla pizza. Come suggerisce il nome, il panuozzo si ispira proprio alla pizza, costituendo una sorta di fusione tra questa e il semplice pane. Il panuozzo infatti altro non è che pane preparato con l’impasto della pizza.

La ricetta originale

La specialità gragnanese consiste praticamente in un panino di grandi dimensioni, può arrivare infatti fino a 30 cm di lunghezza, la cui pasta è costituita da farina di grano tenero, acqua, lievito di birra fresco e sale marino, lievitata per due volte e successivamente cotta in un forno a legna. Una volta tagliato e farcito viene poi effettuata una seconda cottura, necessaria per amalgamare il pane con gli ingredienti e renderlo croccante. La farcitura classica prevede mozzarella e pancetta, ma ogni ristorante offre le più svariate alternative.

Si differenzia dal saltimbocca napoletano, prodotto tipico della vicina Vico Equense che pure unisce il pane e la pizza, proprio per la doppia cottura oltre che per le maggiori dimensioni.

Ph. Angela Michela Aprile

La storia del panuozzo

Il panuozzo fu inventato nel 1983 dalla famiglia Mascolo, precisamente dal capostipite Giuseppe durante la preparazione della cena per i figli all’interno della sua pizzeria. Fu Tommaso da Napoli, abitudinario cliente del locale, a ordinare il primo panuozzo, incuriosito dal pasto dei bambini. L’invenzione fu subito proposta nel menù del ristorante di famiglia, sito in Via Marianna Spagnuolo a Gragnano.

Negli anni Ottanta a Gragnano erano presenti meno di dieci pizzerie. L’avvento del panuozzo generò in seguito un grande afflusso di clienti dall’area metropolitana di Napoli e dall’Agro Nocerino Sarnese, tanto da stimolare l’apertura di numerosi nuovi ristoranti. In due decenni le pizzerie superarono infatti le 50 unità e la Sagra del Panuozzo, organizzata a partire dal 1996, contribuì ulteriormente ad accrescere la fame del prodotto. Oggi è riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale dalla Regione Campania.

Ph. Angela Michela Aprile

Una nuova tradizione

Il nome di Gragnano si lega in tutto il mondo ai prodotti d’eccellenza realizzati dai pastifici locali. La città è inoltre famosa per la produzione di vino.

In una terra già nota, anche in campo internazionale, nel settore enogastronomico, non ha faticato a farsi spazio la novità del panuozzo. Il croccante panino che sa di pizza è un prodotto giovanissimo, ma fa già parte a tutti gli effetti delle tradizioni culinarie di Gragnano, nonché dell’intera Campania.

Se si prova a passare per Gragnano si noteranno decine di insegne di esercizi commerciali che sottolineano l’offerta del panuozzo. Camminando tra le vie del paese dei Monti Lattari la parola “panuozzo” si legge più spesso di quanto si leggano “pasta” o “vino”. Il panuozzo è insomma un prodotto che ha una forte connotazione territoriale e che ha dato un grande impulso allo sviluppo economico recente della città.

Anche all’estero si trova ormai spesso il panuozzo nei menù dei ristoranti napoletani, sia in quelli autentici, rispettosi della tradizione e della qualità. sia in quelli che scimmiottano i prodotti agroalimentari campani puntando solo sull’Italian sounding.

Centro di Gragnano.

Gragnano meta di turismo domestico

Il panuozzo ha avuto e continua ad avere una grande diffusione tra la popolazione locale in quanto si è imposto come un innovativo prodotto di street food, molto più di quanto possano ovviamente essere la pasta o il vino. La pasta gragnanese può essere facilmente acquistata in tanti supermercati italiani, mentre per gustare un panuozzo originale bisogna recarsi necessariamente a Gragnano.

Andare a Gragnano per il panuozzo è così diventato rapidamente un po’ come andare a Napoli per mangiare una pizza verace. Giovani e meno giovani della zona scelgono Gragnano come meta delle grandi abbuffate del sabato sera. La consumazione di un panuozzo gragnanese è inoltre diventata con facilità la prima tappa di molti diciottenni neopatentati dei paesi limitrofi, che, desiderosi di far bella figura con gli amici, scorazzano la comitiva in una passeggiata fuori città per gustare la rinomata prelibatezza.

Mentre la pasta e il vino richiamano a Gragnano un turismo internazionale, quasi d’élite, è il panuozzo a generare un grande afflusso di turismo domestico.

L’innovazione che diventa tradizione

Il panuozzo ben descrive l’evoluzione di una tradizione, ben ripercorribile data la sua recente nascita. Il cibo, come il linguaggio e più in generale la storia, è in continua evoluzione ed è quindi difficile per una terra legare il proprio nome a una tradizione culinaria. Gragnano però ci è riuscita più volte, grazie alla creatività del suo popolo e alla voglia di sperimentare continuamente. Le tradizioni, i prodotti di un territorio e quindi l’economia locale dipendono anche dalla capacità di non accontentarsi di quello che già si ha, per inventare le nuove storie che diventeranno i classici del futuro.

Riferimenti:

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