Sessa Aurunca, 6 meraviglie da non perdere

di Luca Fortis

Sessa Aurunca è una di quelle cittadine che meritano un viaggio anche di parecchi chilometri. È la meta ideale per chi vuole immergersi nella storia romana, medioevale, rinascimentale, ma anche novecentesca. La città, patria degli aurunci, ha una storia antichissima e tantissimi monumenti di grande interesse. Se si vuole davvero conoscere Sessa Aurunca, ecco sei mete e riti da conoscere. 

Il teatro romano di Sessa Aurunca e il Criptoportico

Il teatro romano di Sessa Aurunca è uno dei più grandi e belli della Campania, secondo solo a quello di Napoli. È stato riportato alla luce negli anni 90 e si inerpica per la rupe sotto il paese, fino a toccarne le case. 

Dai suoi spalti si vede il mare e la costa. Fu costruito sotto l’impero di Augusto e ristrutturato sotto Antonino Pio. La grandiosità dei resti e la preziosità dei decori dimostra tutto l’interesse che Roma aveva per Sessa Aurunca, l’antica Suessa Aurunca. Le mura si sono conservate per un’altezza di 20 metri, la cavea è di 110 metri di diametro, scavata nella collina e costruita su gallerie nelle parti più elevate. Aveva tre ordini di gradinate che potevano ospitare tra i 7000 e 10.000 spettatori. 

La scena del teatro, si legge sulla scheda del Ministero dei Beni Culturali, “era un vero e proprio museo a cielo aperto, dove gli artisti e gli scalpellini romani usarono molte qualità di marmi per realizzare le decorazioni architettoniche, come fregi, architravi e capitelli”. Le colonne furono realizzate con cinque diverse qualità di marmi colorati, provenienti dalle isole greche, dalla Numidia e dall’Egitto, mentre gli architravi e i capitelli vennero scolpiti in marmo bianco proveniente da Carrara e da Atene.

Nella galleria erano celebrati i membri della casa imperiale, gli imperatori Traiano e Adriano e le rispettive mogli Plotina e Sabina. Vi erano poi le statue colossali di Livia e Agrippina Maggiore. Dal saccello provengono inoltre le sculture di Matidia Maggiore, Sabina, Plotina e di Matidia Minore. 

Nel secondo secolo dopo Cristo, Matidia Minore, detta anche Vibia Matidia, sorella della moglie dell’imperatore Adriano, Vibia Sabina, fece restaurare il teatro, seriamente danneggiato da un terremoto. In cambio si fece raffigurare come la ninfa Aura. Vibia Matidia fu la mecenate più importante della storia di Sessa Aurunca e fu una donna estremamente affascinante.

A poca distanza dal teatro, sulla terrazza a Ovest della città antica, presso il foro, sorge il grandioso criptoportico, edificio probabilmente a uso pubblico. La struttura oggi non è purtroppo sempre visitabile, anche perché invasa da erbacce.  Il criptoportico si articola in tre bracci, divisi in due navate, separati da file di pilastri e coperte da volte a botte, illuminate da finestre. La scheda del monumento nel sito del Mibac ricorda come “le pareti conservano il rivestimento in stucco bianco con membrature architettoniche a rilievo, attribuibile ai primi decenni del I secolo d.C., su cui sono incisi interessanti graffiti con nomi di poeti e versi virgiliani, che suggeriscono anche un uso come scuola dell’edificio”.

In città si parla poi molto di un anfiteatro romano che sarebbe stato da poco individuato dall’alto, ma non ancora scavato. Vedremo se l’ipotesi sarà confermata da futuri scavi.

Sessa Aurunca, 6 meraviglie da non perdere
Teatro di Sessa Aurunca, foto Luca Fortis

La Cattedrale di Sessa Aurunca

La cattedrale, dedicata a San Pietro e Paolo, è un vero capolavoro medioevale. Costruita tra il 1103 ed il 1113, conserva ancora oggi il suo aspetto romanico cassinese. Secondo alcuni fu costruita su un antico tempio di Mercurio, ma oggi si tende a pensare che fu edificata sopra un edificio altomedioevale. Sicuramente per costruirla furono utilizzati tantissimi materiali romani, spogliati dai monumenti della città. Dovunque si scorgono pietre che raccontano storie, alcune volte sono pietre romane, con il loro stile classico, altre sono sculture medioevali, che rappresentano animali fantastici e altri simboli, provenienti dai bestiari medioevali. Si possono passare ore a osservare le statue della facciata e si scoprirebbero sempre dettagli nuovi. 

Splendidi sono poi l’ambone e il cero pasquale medioevali che si possono vedere all’interno del duomo. Entrambi realizzati nel VIII secolo con mosaici di pasta vitrea e sculture. Bellissima anche la scultura di Giona e il Cetaceo, opera di Peregrino. 

Il pavimento è invece integralmente mosaicato probabilmente dalle stesse maestranze bizantine che operarono nell’abbazia di Montecassino

Sessa Aurunca, 6 meraviglie da non perdere
La cattedrale di Sessa Aurunca, foto Luca Fortis

Il Castello di Sessa Aurunca

Costruito sopra un sito romano dai Longobardi nel X sec., fu concepito come luogo di difesa, ma anche come palatium dove svolgere le attività ufficiali della corte. Con Federico II di Svevia, il complesso fu consolidato e ampliato con l’aggiunta di torri quadrangolari. Le trasformazioni continuarono con gli angioini, dei quali resta la straordinaria loggia del giardino pensile. 

Dal XIV secolo divenne la residenza dell’antica famiglia dei Marzano, importantissima famiglia aristocratica e feudatari di Sessa Aurunca. I nuovi proprietari per snellire l’aspetto militare del castello, lo riempierono di bifore e loggette ad archi depressi.

All’interno del castello vi è il Museo Civico con splendidi reperti archeologici, tra cui la bellissima statua di Vibia Matidia, proveniente dal teatro romano. 

Il museo è piccolo, ma le opere sono di altissima qualità. 

I reperti archeologici aurunci e romani trovati a Sessa Aurunca sono talmente tanti, che il museo potrebbe ingrandirsi moltissimo, se solo venissero tirati fuori dai depositi.

In città vi è anche una torre medioevale, la torre di Transo, eretta nel luogo in cui si ritiene un tempo vi fosse il foro. La torre ha una bellissima finestra trifora ad archi acuti. 

Sessa Aurunca, 6 meraviglie da non perdere
Castello Sessa Aurunca, foto Luca Fortis

Il ponte Ronaco o degli Aurunci

Si arriva al ponte attraverso l’antica strada che univa Sessa Aurunca alla via Appia. Oggi la strada non è praticabile in macchina, a causa di enormi e pericolose buche, ma si può raggiungerlo camminando per due chilometri. La strada non è indicata e l’unico modo di arrivarci è chiedere. Vale la pena farlo, in quanto il ponte è uno dei più belli e meno conosciuti tra i ponti romani conservati in Italia. Paradossalmente il fatto che sia in totale abbandono, in mezzo a un bosco, fa si che un turista si senta per un attimo uno di quei viaggiatori settecenteschi che intraprendevano “il grand tour” per scoprire i grandi monumenti della classicità greca e latina. 

Il ponte-viadotto è databile tra la fine del I e gli inizi del II secolo dopo Cristo. È costituito da 21 arcate e 20 piloni di altezza variabile, a seconda dell’andamento del terreno. Di notevole interesse anche il sistema di convogliamento delle acque piovane e la presenza della pavimentazione originale romana. 

I riti della settimana Santa a Sessa Aurunca

Se si vuole conoscere Sessa Aurunca, non si possono non vedere le processioni dei misteri pasquali. Culto legato alle celebrazioni della Pasqua e alle confraternite religiose nate nel 1500.

Il calendario della Settimana Santa, immutato dall’epoca spagnola, è scandito dalle processioni penitenziali delle sei confraternite, che seguendo una turnazione, dovuta probabilmente all’epoca di fondazione, partono dalle rispettive chiese per raggiungere la Cattedrale e assistere all’adorazione del Santissimo Sacramento. Sono riti che risentono dell’influenza della Semana Santa che si tiene in tante città spagnole, tra cui Siviglia.

La sera di Mercoledì Santo si tiene quello che è considerato il culmine della Settimana Santa a Sessa Aurunca, l’Ufficio delle Tenebre,  chiamato anche “O’ Terramoto”. Il rito si svolge nella Chiesa dei Frati Minori a San Giovanni a Villa. I confratelli dell’Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso, rievocano tutto il dramma e la sofferenza del mondo per la morte del Salvatore.

Centrale Nucleare del Garigliano

Anche se ha una storia controversa non si può non citare tra i monumenti della città, la centrale nucleare del Garigliano, costruita dall’architetto Riccardo Morandi, oggi dichiarata patrimonio architettonico italiano dal Mibac, il Ministero per i Beni Culturali. 

La centrale era già in disuso dopo che il referendum ambientalista proposto dai Verdi e dal Partito Radicale, aveva fatto chiudere le centrali nucleari italiane, nel 1987.

La centrale fu costruita dal 1959 al 1964 dalla Società Elettronucleare Nazionale, sotto l’egida del Cnrn, iniziò la sua attività nel 1964. 

Dal 1965 divenne di proprietà dell’Enel. Nel 1979 l’impianto venne fermato per manutenzione e visto il costo eccessivo delle riparazioni, nel 1982 venne dismesso definitivamente. Negli anni non sono mancate le controversie su possibili fughe radioattive. Oggi è in fase di smantellamento, verranno preservate solamente le parti vincolate dal Mibac.

Bibliografia

Parco regionale Roccamonfina, foce del Garigliano, progetto editoriali e testi Zelig, fotografia Rossella Guarracino.

Sessa Aurunca, Città d’Arte. Comune di Sessa Aurunca – Assessorato al Turismo e Beni Culturali. Impaginazione e grafica: Maurizio Volante. Stampato nel 2022 da Flying Print – Sessa Aurunca.

Sergio Cascella, Matidia Minore, la Biblioteca Matidiaana e il Foro di Suessa. (Sessa Aurunca-Ce): considerazioni preliminari sullo scavo del cosiddetto “Aerarium”. Studi sulla Campania nell’antichità, 2023. pp. 8-13.

Sitografia

https://catalogo.beniculturali.it/search/City/sessa-aurunca

https://beweb.chiesacattolica.it/percorsitematici/la-cattedrale-di-sessa-aurunca-monumento-di-arte-e-fede/lambone-ed-il-candelabro-per-il-cero-pasquale/

https://www.pub.iaea.org/MTCD/Publications/PDF/RDS-2-38_web.pdf

https://www.settimanasanta.com

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