Monte Oliveto di Tasso
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Il grande autore Torquato Tasso, di origini sorrentine, fu a lungo legato alla città di Napoli, in cui dimorò per i primi anni della sua infanzia e non solo.

Durante uno di questi soggiorni l’illustre fu ospite dei monaci olivetani, in quello che adesso è il complesso monumentale di Sant’Anna dei Lombardi. Il Monte Oliveto di Tasso è un poema religioso, purtroppo rimasto incompleto, che l’autore dedicò loro.

La storia del Monte Oliveto di Tasso

Torquato Tasso, in cattive condizioni di salute fisiche e psichiche, fu ospite nel complesso di Monte Oliveto negli ultimi tre mesi del 1588, grazie ai buoni uffici prestati da Niccolò degli Oddi, abate olivetano, suo amico e difensore in occasione della polemica con l’Accademia della Crusca.

Lui stesso lo testimonia in una lettera datata 30 settembre:

Io mi feci cavare in tre volte molta copia di sangue putrido… vorrei cavarne de l’altro fin che si rettificasse. Temo d’aver qualche offesa nel fegato e ne l’orina, e per secessum esce una spuma quasi d’argento vivo. La maninconia non diminuisce: l’immaginazione è perturbatissima e sempre con lo spavento de la morte e de l’infelicità che precede. I sogni parimente sono presagio d’infelicità, se non volessi eccettuar quello di questa notte, nel qual mi pareva di seder con Carlo quinto… La cura de la mia salute è difficile; ma non sarebbe forse disperata, s’i medici usassero gran diligenza nel risanarmi… Ora mi purgo: piaccia a Dio ch’io ne senta giovamento doppo tanto tempo che vivo con questo intolerabile travaglio.

Tuttavia, ciò non impedisce all’autore della Gerusalemme liberata di portare avanti la rielaborazione della sua opera, potendo anche attingere ai testi presenti nella biblioteca del monastero, in cui scova alcune cronache normanne che gli saranno particolarmente utili.

In segno di riconoscenza verso i frati viene composto il Monte Oliveto di Tasso, di cui l’autore parla in una lettera dei primi di ottobre:

“…non poteva negar a questi padri, i quali m’avevano raccolto… con molte infermità, di non scriver qualche cosa per lor sodisfazione… ancora infermo, e quasi disperato de la salute, cominciai, come vollero, a poetare, accioché la mia poesia fosse quasi un riconoscimento de la lor grazia e di carità… il maggior beneficio ch’io avessi potuto fare a padri di Monte Oliveto, anzi a tutta questa città, era il trattar di questa materia di pacificar gli animi”.

Tornato poi nella capitale pontificia, Torquato Tasso, però, amaramente rileva che il soggiorno a Napoli non ha prodotto i risultati da lui sperati: “Sono arrivato in Roma ritornato da Napoli, di dove ho riportato meco tutte quelle infelicità de le quali io sperava di liberarmi in quella nobilissima e splendidissima città”.

Monte Oliveto di Tasso

La bellezza e la maestosità del Complesso Monumentale di Sant’Anna dei Lombardi, unita alla gentilezza e disponibilità dei monaci olivetani, non potè che ispirare il Monte Oliveto di Tasso.

Il Monte Oliveto di Tasso è un poemetto religioso rimasto incompiuto. Il testo rimase interrotto, infatti, dopo un centinaio di ottave e venne pubblicata solo postuma, nel 1605 (Il Montoliveto, Ferrara, Vittorio Baldini).

Nel testo si possono già leggere alcuni temi che saranno poi cari alle successive opere di Torquato Tasso: vi si leggono già la tensione e gli interessi in ambito sacro che il maestro ha poi trasmetto, in una cornice meno occasionale e assai più ambiziosa, con il Mondo creato, la più impegnativa prova del Tasso nella stagione successiva a Sant’Anna.

Nel Mondo creato Tasso racconta puntualmente i passaggi della creazione e nel ripercorrere le meraviglie e l’ordine complesso instaurato da Dio nell’universo raffigura la debolezza dell’uomo a fronte della potenza divina.

Bibliografia e Sitografia

https://www.treccani.it/enciclopedia/torquato-tasso_%28Dizionario-Biografico%29/

Carlo Raso, Guida Letteraria, Il Golfo di Napoli, 2007

Tutte le foto sono del Complesso monumentale di Sant’Anna dei Lombardi

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