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Uno dei modi più diretti e affascinanti per studiare la storia di un territorio è sicuramente quello di approcciarsi ad essa attraverso oggetti fisici, ancor meglio se essi risultano acquistabili in modalità consone alle leggi per la tutela del patrimonio. Nel seguente articolo tratteremo proprio di alcuni di questi oggetti: le monete, annoverando una di esse per ogni re delle varie dinastie che governarono il Mezzogiorno. Il seguente articolo non sarà in alcun modo onnicomprensivi dell’intera monetazione del Regno, né della sua storia politica: vuole essere tutt’al più un contributo di natura divulgativa, destinato a chiunque volesse approcciarsi alla storia del Meridione e della sua economia e monetazione.

Ruggero II nel famoso mosaico presente presso la Martorana a Palermo

Il sistema monetale del regno normanno

Il regno normanno, istituito tra l’XI e il XII secolo, era caratterizzato da un’economia alquanto peculiare. Era un regno cristiano e, in linea teorica, pienamente europeo. Tuttavia si distingueva dagli altri stati cristiani per l’eterogeneità della sua popolazione e per le peculiari fattezze del suo sistema economico e monetario, fortemente legato all’Oriente bizantino e ai traffici con l’Africa settentrionale.

Le monete circolanti nel Mezzogiorno erano quindi molto diverse da quelle del resto del continente: in Europa il metallo maggiormente circolante era l’argento, spesso in monete di piccolo taglio e bassa lega, e il rame, anche qui in valute di piccolo taglio spesso soggette a malversazioni e circolanti ampiamente in contesto agricolo.

monete
Monete: denaro di Carlo Magno

Il bimetallismo argento-rame, tipico dei sistemi economici europei, era alquanto diverso da quello del Mezzogiorno che, se per le valute spicciole adottò i Follari, derivanti dai Folles bizantini e composti spesso da rame in bassa lega, quindi simili alle altre valute spicciole europee, rispetto all’argento preferì l’oro, più ricercato e principalmente utilizzato in Oriente. La valuta che caratterizzò il Mezzogiorno in questo periodo storico fu il Tarì: moneta di piccolo taglio in oro e, generalmente, distinta da una lega di buona qualità.

Rispetto ai Follari, che nelle loro fattezze imitarono per lo più monete bizantine, i Tarì ripresero invece analoghe valute circolanti nel mondo arabo-musulmano. Anche l’argento era presente nel sistema monetale del Regno, tuttavia in minori quantità. Era spesso legato a importazioni o a coniazioni clandestine di bassa qualità. Fu introdotto tra le valute del Regno solo sotto Ruggero II, tramite il Ducale, moneta dall’estetica bizantineggiante e di lega relativamente stabile, tuttavia utilizzata, probabilmente, per lo più come moneta contabile.

Mosaici a tema venatorio e naturalistico presenti presso il Palazzo dei Normanni a Palermo (fonte: https://www.uncoveredsicily.com/it/i-nostri-tour/val-di-mazara/palermo-e-il-suo-territorio/tour/13-palermo-gioiello-della-cultura-arabo-normanna.html)

Le monete dei re: alcuni esemplari

La prima moneta che qui riportiamo è un Trifollaro, multiplo quindi del sopracitato Follaro. Fu coniato da Ruggero I Gran Conte, nella città di Mileto, per lungo tempo capitale dei suoi domini. Sul dritto, rappresentata tramite canoni estetici bizantineggianti, è ritratta la Madonna in trono con Gesù bambino; sul rovescio, invece, vi è una stupenda raffigurazione di un cavaliere normanno con elmo e scudo a goccia mentre, in sella al suo destriero, reca con sé una lancia con stendardo.

Ruggero I fu tra i più grandi condottieri normanni della sua epoca e, pur non fondando egli stesso il Regno di Sicilia, pose comunque le basi territoriali del futuro Stato meridionale, propriamente nato sotto il regno di suo figlio, Ruggero II.

Monete: Gran Conte Ruggero I, Trifollaro, fonte: https://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/24807/mileto-ruggero-i-1072-1101-trifollaro-/

Di Ruggero II, tra i più grandi sovrani dell’Europa dell’epoca, riportiamo un Ducale, la già citata moneta d’argento coniata sotto il suo Regno che, pur avendo una circolazione molto limitata, fu tuttavia molto famosa per l’iconografia presente su di essa. La moneta recava il pantocratore sul dritto e, sul rovescio, Ruggero II, in vesti regali, nell’atto di condividere lo scettro regale con suo figlio.

Monete: Ruggero II, ducale, fonte: https://www.numismaticaranieri.it/archivioscheda/20302-sicilia-ruggero-ii-re-di-sicilia-1130-1154-ducale.aspx

Per i successivi sovrani, Guglielmo I, Guglielmo II e Tancredi, si riporta un esemplare di Tarì, essendo le fattezze estetiche alquanto analoghe. I Tarì, essendo imitazioni di monete arabe, riportavano sovente leggende in cufico inneggianti a Dio e al re, accostate spesso a simboli cristiani come la croce.

Silvio Sannino

Monete: Guglielmo II, Tarì, fonte: https://www.numismaticaranieri.it/archivioscheda/11034-sicilia-guglielmo-ii-re-di-sicilia-1166-1189-tari.aspx

Bibliografia

Abulafia D., I regni del Mediterraneo occidentale dal 1200 al 1500, La lotta per il dominio, Bari, Laterza, 2022.

Cantarella G. M., Ruggero II, Il conquistatore normanno che fondò il regno di Sicilia, Salerno Editrice, Salerno, 2020.

Norwich J. J., Il Regno nel sole (1130-1194), Mursia Editore, Milano, 2014.

Sambon A., Sulle monete delle provincie Meridionali d’Italia dal XII al XV secolo. L’edizione consultata per questo lavoro è parte delle prove di stampa mai pubblicate dal Sambon. Come riedizione recente si tenga presente quella del 2015 curata da Luca Lombardi.

Sambon A., Indizi numismatici del fervore artistico dei dinasti medioevali dell’Italia meridionale, Napoli, tip. della R. Accademia di Archeologia Lettere e Belle Arti, 1934.

Travaini L., Romesinas, provesini, turonenses…: monete straniere in Italia meridionale ed in Sicilia (XI-XV secolo) in Travaini L. (a cura di), Moneta locale, moneta straniera: Italia ed Europa XI-XV secolo. The Second Cambridge Numismatic Symposium: Local Coins, Foreign Coins: Italy and Europe 11th-15th Centuries, Milano, Società Numismatica Italiana, 1999, pp. 113-133.

Travaini L., La monetazione nell’Italia Normanna, Istituto Storico Italiano per il Medioevo, Roma, 2016.

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