Nel cuore della Campania meridionale, questo angolo di territorio custodisce gelosamente tanti piccoli segreti e luoghi nascosti, piccoli tesori che offrono ai più curiosi e avventurieri tra i turisti esperienze e scorci indimenticabili. Il Cilento, questa terra antica e selvaggia della Campania meridionale, custodisce tra le sue pieghe montane e le sue vallate nascoste alcuni dei borghi più affascinanti e meno conosciuti d’Italia. Lontano dalle rotte del turismo di massa che affollano la Costiera Amalfitana, questi gioielli medievali offrono un’esperienza autentica e immersiva nella vera essenza dell’Italia meridionale.
Mentre i nomi di Paestum e Palinuro risuonano nelle guide turistiche, esistono paesi nascosti che conservano intatta l’atmosfera di un tempo passato. Sono i borghi cilento che emergono dalle nebbie della storia come custodi di tradizioni millenarie, dove ogni pietra racconta storie di civiltà antiche e ogni vicolo nasconde segreti tramandati di generazione in generazione.
1. Teggiano – L’Urbino del Sud
Teggiano, situata nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, è uno dei borghi medievali meglio conservati della Campania. Conosciuta come la “città museo”, vanta un patrimonio storico-artistico di inestimabile valore e un’urbanistica che conserva ancora oggi l’assetto tipico dell’epoca medievale. Teggiano è conosciuta come l’Urbino dell’Italia Meridionale.
Dal V secolo in poi assume il nome di Dianum, poi Diano, da cui prende il nome l’omonimo Vallo. Il massimo splendore si raggiunge nel periodo in cui la nobile famiglia dei Sanseverino la destina a luogo privilegiato. Successivamente, in zona arrivano numerose famiglie normanne, grazie alle quali, il borgo assume una decisa vocazione militare.
Passeggiando per le sue carrare medievali, si possono ammirare il Castello Macchiaroli – una delle fortezze medievali meglio conservate del Sud Italia, e la Cattedrale di Santa Maria Maggiore – costruita nel XIII secolo, con un magnifico pulpito medievale firmato dallo scultore Melchiorre da Montalbano. Teggiano è anche teatro di una splendida rievocazione storica, tra le più ricche ed accurate d’Italia: “Alla tavola della Principessa Costanza”. Questa festa medievale, sorta nel 1994 grazie alla Pro Loco locale, ha luogo nel Castello Macchiaroli.
2. Roccagloriosa – Il Tesoro Lucano
Situato su uno sperone roccioso, Roccagloriosa domina il paesaggio circostante offrendo una vista mozzafiato sulle valli cilentane, il Golfo di Policastro e il mare cristallino del Cilento. Il nome attuale del borgo deriva dalla Madonna Gloriosa, venerata nella chiesa situata tra i ruderi del castello medievale. Tuttavia, la storia di Roccagloriosa affonda le radici in tempi molto più antichi.
A cavallo tra il golfo di Policastro e la valle del Mingardo, Roccagloriosa racchiude un piccolo tesoro. Oltre trent’anni fa la scoperta del più importante sito Lucano ha riscritto la storia del Paese. Gli scavi di Fistelia, risalenti al V secolo a.C., hanno portato alla luce un complesso abitativo di grande rilevanza storica, con strutture che riflettono l’organizzazione sociale e politica dell’epoca. Tra i ritrovamenti più significativi vi sono gioielli d’alta oreficeria, vasi di bronzo etrusco-campani, ceramiche a figure rosse e un’edicola votiva.
La tradizione popolare attribuisce questo nome alle sue vicende storiche: si narra che il paese fu distrutto ben sette volte, vittima di diverse incursioni (Bizantini, Longobardi, Normanni, Aragonesi, Angioini, Mori e Borboni) e per sette volte risorse dalle sue ceneri. Dopo i diversi attacchi gli abitanti cercarono un luogo sicuro e più adatto alla difesa, il luogo prescelto fu la cima del monte roccioso.
3. Caselle in Pittari – Tra Grotte e Carsismo
Caselle in Pittari è un piccolo borgo medievale che custodisce uno dei tesori speleologici più importanti del Cilento: le Grotte del Bussento, un complesso carsico di straordinaria bellezza che rappresenta una delle attrazioni naturalistiche più affascinanti del Parco Nazionale. Questo centro storico, arroccato su una collina che domina la valle del fiume Bussento.
L’area rappresentava un punto di passaggio obbligato, attraverso la valle del Bussento, verso il Calore e quindi verso la piana del Sele a nord e verso il Vallo di Diano ad est. L’abitato di Caselle, sviluppatosi su un colle nei pressi del monte Pittari, sorse in età medioevale, forse ad opera di abitanti della zona costiera che fuggivano le incursioni saracene.
Il villaggio è noto per la presenza dell’inghiottitoio del Bussento, dove il fiume omonimo si tuffa nelle viscere della terra per riemergere più a valle, a Morigerati. Caselle in Pittari è anche custode di un’identità contadina viva, espressa nel Palio del Grano, una festa comunitaria che ogni estate celebra il raccolto come gesto rituale, collettivo, agricolo e simbolico.

4. Laurino – La Città d’Arte Cilentana
Situato nell’Alta Valle del Calore, Laurino è un affascinante borgo medievale che si erge su una rupe staccatasi dal Monte Cavallo, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento. Il suo nome potrebbe derivare dalla presenza di lauri che ricoprono le colline circostanti e la vallata sottostante. Laurino è stato un importante centro culturale e artistico, patria di letterati, giuristi e artigiani di grande pregio.
Qui venne fondata una delle prime tipografie italiane, attiva tra il XV e il XVI secolo, nota per l’accuratezza delle sue pubblicazioni. Nel Rinascimento, Laurino si distinse per la sua vivace vita culturale e per la fondazione di una delle prime tipografie del Regno di Napoli, attiva tra il XV e il XVI secolo. I libri stampati in questa stamperia erano noti per la loro qualità e precisione.
Nella piazza principale ci viene incontro Il Seggio (il Sedile), aula rettangolare aperta sulla Piazza del foro in cui gli Eletti dell’Universitas di Laurino e delle Università del Suo “Stato” (i 5 Casali) esercitavano le funzioni di governo. Ci inerpichiamo per raggiungere la sommità del colle, diretti verso i ruderi del Castello dei Lauri, fatto costruire quale presidio militare per il controllo della Via del Sale.
5. Roscigno Vecchia – La Pompei del Novecento
Roscigno Vecchia e San Severino Medievale sono i due più caratteristici e piacevoli da visitare fra i borghi abbandonati del Cilento. Dall’altra parte del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, si trova Roscigno Vecchia, un paese fantasma rimasto intatto come un’immagine congelata nel tempo. È stato abbandonato nei primi del XX secolo a causa di frane e movimenti del suolo che l’hanno reso inabitabile. Passeggiando per le sue strade, è possibile ammirare le antiche case in pietra, il mobilio, tutto come era un tempo.
Il borgo rappresenta il più vivido esempio di borgo fantasma nel Cilento. Visitare Roscigno è una esperienza magica: a oggi conta un abitante e l’aspetto è rimasto lo stesso di una volta. Partendo dalla piazza, dedicata a Giovanni Nicotera, con la sua chiesa e la sua fontana, tutto intorno è case di pietra, botteghe, portali, archi, finestre e balconcini in ferro battuto. Ci si perde volentieri nella Pompei del Novecento, come l’hanno definita.
6. San Severino di Centola – Il Borgo Fantasma
San Severino di Centola è un borgo medievale nel Comune di Centola, che sovrasta la valle del fiume Mingardo, dove è presente una stretta forra chiamata Gola del Diavolo. San Severino fu costruito intorno all’anno mille ed è considerato un capolavoro di strategia militare. In cima allo sperone roccioso si può ammirare la torre longobarda, di cui rimangono pochi resti, poi c’è il castello utile a rafforzare la capacità difensiva della rocca.
San Severino è conosciuto anche come il paese fantasma perché venne abbandonato a causa dei continui cedimenti. Il borgo è rimasto intatto ed è il regno degli appassionati di fotografia perché la vista panoramica che si distingue su tutta la valle ha un sapore quasi paradisiaco.
7. Sacco Vecchio – La Leggenda di Saccia
Si parla di Sacco paese fantasma negli anni ’80 quando a seguito del terremoto la popolazione che allora contava circa seicento unità fu costretta ad abbandonarlo. La storia di questo borgo è molto particolare perché legata alle sorti del Castello che sovrasta il paese, e di cui si possono scorgere ancora le mura.
Il nome pare derivare dal latino “Saccus”, inteso come insenatura, che nel tempo ha assunto il significato di “senza uscita”, probabilmente riferito al luogo impervio e a strapiombo dove era stato costruito il castello; altra teoria vuole che derivi da “Saccia” che era la consorte del duca Zottone di Benevento la quale fu rinchiusa fra le mura del castello a causa di un presunto adulterio. Il territorio di Sacco è ricchissimo di storia.
La leggenda narra che il duca Zottone rinchiuse la consorte Saccia in una delle stanze del castello. La vicenda fece scalpore al punto che l’abate Francesco Sacco la menziona nel suo “Dizionario Istorico Geografico del Regno di Napoli” del 1796: gli abitanti di Castel Vecchio edificarono la presente terra e la vollero chiamare Sacco in memoria di Saccia relegata nel castello.
8. Valle dell’Angelo – Il Borgo più Piccolo
Valle dell’Angelo è il borgo più piccolo del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, un autentico gioiello immerso in un paesaggio collinare e montano che incanta per la sua tranquillità e bellezza naturale. Circondato dal Monte Ausinito a sud e affacciato sulla Valle del Calore, questo piccolo paese offre un’atmosfera unica.
Le origini di Valle dell’Angelo risalgono all’VIII-IX secolo, quando il borgo fu fondato dai monaci basiliani italo-greci in fuga dalla persecuzione iconoclasta degli imperatori bizantini. Oggi, Valle dell’Angelo è un borgo che ha saputo preservare la sua storia e le sue tradizioni, trasformandosi in una meta turistica affascinante.
9. Laurito – Tra Uliveti Secolari
Adagiato ai piedi delle balze rocciose del Monte Fulgenti (1006 mt), Laurito si trova nell’alta valle del fiume Mingardo, a 475 metri di altitudine. Il suo territorio è un mosaico naturale che spazia dalla macchia mediterranea delle colline, agli uliveti secolari, ai castagneti, fino alle fitte foreste di faggi. Il centro storico di Laurito conserva ancora oggi il fascino di un antico borgo medievale.
Le origini di Laurito risalgono al X secolo, quando gruppi di coloni greco-bizantini risalirono il fiume Mingardo e si insediarono nella zona. Tra i primi nuclei abitati vi furono quelli del San Filippo e del Lammardo, il cui nome richiama le influenze longobarde. Un documento del 947 d.C. attesta che, attorno all’anno 1000, Laurito era un castrum (fortezza).

10. Trentinara – La Terrazza del Cilento
Trentinara è un borgo dall’aspetto tipicamente medievale, che si trova in posizione panoramica, a circa 600 metri di altezza, e in una giornata soleggiata la Terrazza del Cilento è il posto ideale per rifarsi gli occhi. Il centro storico, con i vicoli e le case in pietra, le piazzette e le chiese, è decisamente carino e molto tranquillo.
Passeggiando lungo la Via dell’Amore ci si imbatte in poesie scritte su maioliche affisse ai muri delle case, fino a quando ci si ritrova davanti alla statua di Saul e Isabella, protagonisti della leggenda della Preta ‘Ncatenata ambientata a Trentinara. La statua si trova nella Terrazza del Cilento, un belvedere dal quale nelle giornate soleggiate con lo sguardo si abbracciano la Piana del Sele, il Parco Archeologico di Paestum, la baia di Agropoli e il Golfo di Salerno.
Un Cilento Segreto da Scoprire
Questi paesi nascosti campania rappresentano l’essenza più autentica del cilento segreto, luoghi dove il tempo sembra essersi fermato e dove ogni pietra racconta storie di civiltà antiche. Ogni borgo ha la sua personalità, le sue tradizioni, i suoi tesori nascosti, ma tutti condividono la stessa atmosfera magica che caratterizza il Cilento più autentico.
Visitare questi dieci tesori nascosti significa intraprendere un viaggio nel tempo attraverso il turismo cilento più genuino. I borghi del Cilento mostrano il lato più autentico e affascinante della Campania, grazie agli scenari incontaminati e alle antiche tradizioni ancora vive. La regione offre la possibilità di andare alla scoperta della gastronomia grazie alle folkloristiche feste e sagre che soprattutto in estate animano i numerosi borghi.
Lontano dai circuiti turistici più battuti, questi borghi cilento custodiscono l’anima profonda di una terra che ha resistito ai cambiamenti del tempo, preservando intatte le proprie tradizioni, i propri paesaggi e la propria identità culturale unica.
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**Fonti consultate:**
– CilentoMag.com – “Cilento segreto insolito: 11 posti insoliti da visitare”
– VExPlo.com – “I borghi abbandonati del Cilento”
– CilentoDoc.com – “10 Borghi Nascosti del Cilento: Tesori Medievali Sconosciuti da Scoprire nel 2025”
– CilentoPass.it – “Teggiano: Il Borgo Medievale del Cilento, Arte e Storia”
– Touring Club Italiano – “Alla scoperta di Laurino, piccolo borgo del Cilento”
– Giornale del Cilento – “I borghi abbandonati di San Severino di Centola e Roscigno Vecchia”
– Cilento Travel Mania – “Paesi fantasma del Cilento”
– Itinerari del Cilento – “Roccagloriosa e Caselle in Pittari”


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