La chiesa di santa Maria delle Grazie a Procida costituisce uno degli elementi paesaggistici più caratteristici dell’isola. La storia dei questo piccolo complesso cultuale risulta profondamente legata ad alcuni degli avvenimenti più importanti che ebbero luogo nella piccola isola campana, apparentemente centro di minore rilevanza tuttavia luogo di grande importanza strategica per il controllo del golfo di Napoli.

Non a caso l’isola di Procida fu tradizionalmente sede di alcune delle più grandi famiglie armatrici della Campania, nonché teatro di violenti scontri durante le lotte per la supremazia navale che interessarono l’ultimo periodo di vita della Repubblica Partenopea. Su tali eventi ritorneremo in seguito, poiché essi interessarono profondamente la chiesa di santa Maria delle Grazie.

santa Maria delle Grazie
chiesa (oggi santuario) di santa Maria delle Grazie presso Procida. foto fornita dal sito https://www.visitprocida.com/luoghi/luoghi-di-interesse/santa-maria-delle-grazie/

La chiesa di Santa Maria delle Grazie: storia e architettura

La chiesa, di matrice seicentesca, ha una classica struttura a croce greca sovente usata in periodo barocco. Molto probabilmente l’odierno santuario sorgeva su un’antica cappella precedente, forse cinquecentesca, ampliata successivamente durante il 600′. Per conoscere i primordi dell’odierna chiesa, nonché il suo aspetto passato, ci affideremo alle sapienti parole di Michele Parascandola, autore del saggio Cenni storici intorno alla città ed all’isola di Procida edito nel 1892, tuttavia ancora oggi uno dei testi più approfonditi rispetto alla storia dell’isola:

“Dalla terra Murata si discende a questa Chiesa e Piazza per la via nuova, detta così o perché rinnovata o piuttosto perché fu sempre così riconosciuta per distinguerla dalla via antica che dal mare adiacente al monte, su cui è edificata la Badiale Chiesa ascendevasi. Al piano di questa via havvi la Chiesa della Madonna delle Grazie, distante dalla Badiale passi 358. Questa Chiesa è succursale, eretta nel 1679 canonicamente dall’Abbate Innico Caracciolo.

Oggi questa è stata decorata di pitture, indorature ed altri fregi che la rendono bellissima. Vi si veggono due nuovi altari di marmo aggiunti ai tre che aveva, dedicati a M. SS. della Salette ed a San Francesco d’Assisi, l’una e l’altra statua è prodotto dell’arte moderna e sono bellissime; l’altare maggiore di sceltissimi marmi e con un magnifico ciborio, ornato di fregi di rame indorati, fu consacrato il 26 giugno 1803 da Monsignor Cilento […] Questa chiesa ha un orologio che segna non solo le ore, ma il mezza notte”.

il santuario visto dalla costa. foto fornita dal sito https://www.ischiareview.com/santuario-di-santa-maria-delle-grazie-procida.html

Gli altari ad oggi si sono conservati, tuttavia le pitture parietali e le decorazioni pittoriche sono quasi del tutto scomparse, come sovente accade per le chiese barocche, spesso decorate con materiali effimeri e quindi facilmente deperibili. Sono tuttavia ancora presenti numerosi stucchi settecenteschi, gli altari in marmi policromi e molti arredi sacri dalla fondazione della struttura sacra ad oggi. Tra di essi la tela raffigurante la Madonna delle Grazie è stata, nel corso dei secoli, oggetto di particolare devozione.

Il culto Mariano risulta sovente presente in comunità soggette a numerosi rischi, come doveva essere quella Procidana nel corso del 600′, attanagliata dalla continua paura delle incursioni barbaresche nonché dai continui rischi che le professioni marittime comportavano, specialmente per i ceti più indigenti. Il culto della chiesa della Madonna delle Grazie si configurava a Procida, così come in molte altre comunità del meridione e non solo, come un elemento catartico nella psiche collettiva della suddetta comunità.

Tela rappresentante la Madonna delle Grazie presso la chiesa di santa Maria delle Grazie a Procida. Foto fornita dal sito https://www.procida.biz/Chiese/madonnadellegrazie.asp

La bellissima cupola è frutto di un ampliamento compiuto negli anni 20 del 900′. Anche i bellissimi affreschi che la decorano risalgono al 900′. Degno di nota è un avvenimento che interessò la chiesa nel corso dei concitati eventi che videro il tramonto della Repubblica Partenopea: nel piazzale antistante alla chiesa, ove fu posto nello stesso anno l’albero della libertà, fu posizionato un patibolo per le esecuzioni.

L’isola, riconquistata dalla flotta anglo-borbonica coadiuvata da un fronte “sanfedista” ad essa interno, subì in piccola scala ciò che successe anche sul continente: i maggiori esponenti della parentesi repubblicana furono impiccati, mentre le loro famiglie subirono espropri e confische. I corpi dei 16 repubblicani furono seppelliti subito dopo l’esecuzione nella sagrestia della chiesa di santa Maria delle Grazie, dove ancora oggi riposano. la piazza antistante alla chiesa, per tal motivo, fu rinominata nel 1864 “piazza Martiri”. Essa serba ancora oggi tale nome.

Silvio Sannino

santa Maria delle Grazie, affreschi interni, foto fornita dal sito https://www.prontoischia.it/articoli/isola-ischia/chiese/la-chiesa-della-madonna-delle-grazie-di-procida

Bibliografia

Michele Parascandolo, Cenni storici intorno alla città ed isola di Procida, 1892, Napoli

Alba Garinzio, Procida: storia, cultura e natura: tre itinerari turistici, 2021

Michele Parascandolo, Procida dalle origini ai tempi nostri, Benevento, 1893

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