Immaginate di essere a Rogoredo, alla periferia di Milano, a mezzanotte. Il 11 giugno 1932, 105 motociclisti accendono i motori per una sfida folle: 871 chilometri da percorrere in una sola notte, attraverso l’Italia intera, con arrivo a Napoli. Non è una scena da film, ma la prima edizione della Coppa Mussolini, la gara motociclistica più estrema del ventennio fascista, nata per volere del Duce in persone.


Dai Pionieri del 1919 alla Coppa Mussolini

La storia inizia molto prima del fascismo. Già nel 1919 esisteva il “Raid Nord-Sud”, una maratona motociclistica da Milano a Napoli (inizialmente con arrivo a Caserta) che attraversava Piacenza, Bologna, Firenze, Siena, Viterbo, Roma, Frosinone, Cassino e Caserta. La prima edizione fu vinta da Ettore Girardi su Garelli 350cc, con una media di soli 38 km/h e solo 5 piloti classificati su 44 partenti .

Nel 1922, a questa gara partecipò un giovanissimo Tazio Nuvolari su Sarolea 500cc, costretto al ritiro a Modena per problemi meccanici . Ma nel 1926 le gran fondo vennero sospese, e per sette anni l’Italia rimase senza questa sfida estrema.

Nel 1932, per “espresso volere di Mussolini”, la gara tornò con il nome di Coppa Mussolini. Il Duce, grande appassionato di motorismo, voleva che il coraggio e la resistenza dei piloti incarnassero i valori fascisti: disciplina, bravura, sacrificio ed eroismo.


Il Percorso: Quando la Campania Era il Traguardo dei Sogni

Il percorso della Coppa Mussolini era un viaggio attraverso l’anima dell’Italia. Partenza da Rogoredo, poi Bologna (controllo orario in viale Vicini), Firenze (dopo aver sfidato i tornanti di Futa e Raticosa, mai affrontati prima d’allora), Roma, e infine la discesa verso il Sud attraverso Frosinone, Cassino, Caserta, fino al traguardo di Secondigliano, alle porte di Napoli.

Per i piloti, raggiungere Napoli significava conquistare il Sud. Non esistevano autostrade dirette: la A3 Napoli-Pompei-Salerno era stata inaugurata solo nel 1925, ed era solo la seconda d’Italia. Le strade erano sterrate, le condizioni meteo imprevedibili, e la notte rendeva tutto più pericoloso.

Nella prima edizione del 1932, su 105 partenti solo 53 arrivarono. Vincitore assoluto: Carlo Fumagalli su Moto Guzzi 500cc, in 9 ore e 32 minuti alla media di 93 km/h .


Giovanni Feola: Il Campione Campano che Non Tornò a Casa

Tra i piloti che hanno reso la Coppa Mussolini parte della memoria storica della Campania, c’è una figura tragica: Giovanni Feola, nato nel 1909 ad Altavilla Irpina, in provincia di Avellino.

Il 23 aprile 1933, durante la seconda edizione della Coppa Mussolini, Feola partecipava alla sua prima competizione nazionale. Aveva 24 anni, si era allenato duramente e aveva investito tutti i suoi risparmi per partecipare.

A pochi chilometri dalla partenza, nei pressi di Melegnano (17 km dopo Milano secondo alcune fonti, o in una campagna lombarda secondo altre), Feola trovò la morte. La sua Norton si schiantò contro un albero. Il corpo del giovane pilota irpino fu ritrovato senza vita, in condizioni così tragiche che si diffuse la voce di un possibile attentato: qualcuno avrebbe teso un cavo d’acciaio sulla strada.

La famiglia non ebbe mai giustizia. La polizia non confermò mai la tesi dell’attentato, ma il mistero rimase. Oggi, ad Altavilla Irpina, una via porta il suo nome, e il Museo della Gente Senza Storia conserva la sua memoria


Le Edizioni della Coppa Mussolini: 1932-1936

La Coppa Mussolini come “Milano-Napoli” si disputò dal 1932 al 1936, con cinque edizioni memorabili:

  • 1932 (I Coppa Mussolini): 105 partenti, 53 arrivati. Vincitore Carlo Fumagalli (Guzzi 500cc) alla media di 93 km/h .
  • 1933 (II Coppa Mussolini): 84 partenti, 24 arrivati. Vittoria di Aldo Pigorini (Bianchi 500cc) in una gara bagnata, dopo il ritiro di tutte le Guzzi ufficiali. Fu l’edizione della tragedia di Giovanni Feola .
  • 1934 (III Coppa Mussolini): 66 partenti, 31 arrivati. Vinse Terzo Bandini (Guzzi 500cc). Per la prima volta venne ammessa la classe 175cc .
  • 1935 (IV Coppa Mussolini): 31 partenti, 20 arrivati. Dominio totale della Guzzi, che occupò le prime quattro posizioni. Vincitore: Omobono Tenni, “il Diavolo Nero”, alla media record di 107 km/h .
  • 1936 (V Coppa Mussolini): 72 partenti, 40 arrivati. Omobono Tenni vinse di nuovo, ma con una media leggermente inferiore a causa di un serbatoio danneggiato dopo Viterbo .

Dal Lungomare di Napoli al Lungomare di Taranto: La Trasformazione

Nel 1937, la Coppa Mussolini cambiò volto. Mario D’Eintrona, dirigente tarantino della Reale Federazione Motociclistica Italiana, propose di prolungare il percorso fino a Taranto, portando la distanza a circa 1.400 km.

La gara divenne la Milano-Taranto, ma mantenne il nome “Coppa Mussolini” fino al 1950. Il percorso si allungava attraverso Avellino, Foggia, Bari, Brindisi, fino al Lungomare Vittorio Emanuele di Taranto.

Questa modifica segnò la fine dell’era “Milano-Napoli”, ma non la fine del legame con la Campania. Nelle edizioni successive, i piloti continuarono a attraversare il territorio campano, affrontando le strade dell’entroterra e le curve pericolose dell’Irpinia.


Aneddoti e Curiosità dal Circuito

Il debutto di Alberto Ascari. Nel 1937, durante la prima Milano-Taranto, un giovanissimo Alberto Ascari (futuro campione del mondo di Formula 1) fece il suo esordio assoluto nelle corse, su una Gilera 500cc.

La gara vinta… spingendo. Nel 1937, Dorino Serafini stava dominando su Bianchi 500cc, ma a pochi chilometri da Taranto ebbe problemi al motore. Arrivò al traguardo spingendo la moto, classificandosi terzo assoluto .

La vittoria della “moto di serie”. Nel 1939, per la prima volta una moto di produzione standard vinse la gara assoluta: Ettore Villa su Gilera 500 “Otto Bulloni”, battendo il tedesco Rudolf Selstam su BMW .

Il record di velocità. Nel 1940, Dorino Serafini segnò una media incredibile di 172 km/h nel tratto Milano-Bologna su Gilera 500 a quattro cilindri, prima che la sua moto esplodesse in fiamme vicino a Bari .


La Campania nel Cuore della Corsa

La Coppa Mussolini non fu mai una semplice gara sportiva: fu uno strumento di propaganda fascista che usava le strade dell’Italia come palcoscenico. E la Campania, con il suo traguardo a Secondigliano e poi con il passaggio attraverso Caserta, Avellino e il Sud, rappresentava simbolicamente l’unione del paese.

Per i giovani campani che oggi percorrono la A3 o la A16 in automobile, immaginare quei pionieri motociclistici che sfidavano la notte su strade sterrate è un modo per riscoprire un pezzo di storia locale dimenticato. La Coppa Mussolini racconta come anche il fascismo, con tutti i suoi orrori, abbia lasciato tracce nel tessuto sportivo e culturale del nostro territorio.

E mentre il nome del Duce è stato giustamente rimosso dai monumenti, la memoria di piloti come Giovanni Feola merita di essere conservata: non come eroe fascista, ma come giovane che inseguiva un sogno di velocità e finì vittima di una tragedia che la storia ufficiale ha archiviato troppo in fretta.

Fonti:
http://www.motorsportmemorial.org/update.php?db=ms&y=2005&m=10

Fonte delle foto: https://www.milanotaranto.com/

Diventa un sostenitore!

Storie di Napoli è il più grande ed autorevole sito web di promozione della regione Campania. È gestito in totale autonomia da giovani professionisti del territorio: contribuisci anche tu alla crescita del progetto. Per te, con un piccolo contributo, ci saranno numerosissimi vantaggi: tessera di Storie Campane, libri e magazine gratis e inviti ad eventi esclusivi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *