Viale delle acacie: storia di un giardino scomparso

Viale delle acacie: storia di un giardino scomparso

Il Vomero odierno ha un aspetto completamente differente rispetto a quella che doveva essere la sua visione oltre un secolo fa: ampie distese di verde, tra coltivazioni, alberi e lussuose ville isolate dal caos del centro città. Al posto di questi paesaggi bucolici, oggi sorgono ambienti pieni di vita, che non ricordano in nessun modo l’aspetto originale di quei luoghi.

Tra le aree che hanno subito drastiche modifiche, c’è il cosiddetto “viale delle acacie“, un toponimo che oggi manca in città, ad eccezione del nome di una scuola: infatti, le vie che circondano il noto liceo classico Jacopo Sannazaro e la scuola media Viale delle acacie hanno origine da un grande giardino privato, facente parte dell’ancora esistente “villa Haas”.

Villa haas viale delle acacie foto d'epoca panorama
Panorama dal terrazzo della villa in una foto d’epoca, apprezzabile tutt’oggi dai fortunati residenti.

L’origine di villa Haas e del “viale delle acacie”

La villa, che vide la sua origine come residenza del Ministro della giustizia di Ferdinando IV (poi anche Primo Ministro) Donato Tommasi, non era come appare oggi: alcune parti dell’edificio, quali quelle che affacciano sull’attuale via Cimarosa, sono state aggiunte successivamente o modificate nell’estetica nel corso del tempo. Era presente, tuttavia, un vasto giardino di circa 38 ettari.

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:Mappa del Duca di Noja, “via del Vomero”, oggi via Cimarosa, su uno di quei terreni sarebbe sorta villa Ruffo Palazzolo Haas

Data la posizione invidiabile rispetto alle affollate vie del Centro Storico, tranquilla e con vista panoramica su tutta la città, dalla verde collina del Vomero, ancora ignara degli scempi edilizi che avrebbe subito molti decenni dopo, la Villa cambiò molte volte proprietario e ciascun nuovo acquirente vi poneva il proprio cognome.

Dopo il Ministro Tommasi, la acquistò il ricco Cardinale Fabrizio Ruffo di Calabria, fondatore dell’Esercito di Santa Fede, nonchè uno dei protagonisti degli eventi della Rivoluzione Napoletana del 1799. Alla morte del Cardinale, nel 1827, gli eredi decisero di vendere la proprietà all’allora principessa di Palazzolo.

Viale delle acacie fabrizio ruffo
Il Cardinale Fabrizio Ruffo di Calabria, secondo proprietario della villa

Quest’ultima vendette la splendida residenza, infine, agli ultimi proprietari che mantennero integra la struttura e i terreni annessi: i ricchi commercianti di origine tedesca Enrico e Clemente Haas.

viale delle acacie villa haas 1860
Mappa di Napoli del 1860, da “Harvard Library“, l’area della villa ed il giardino vicino sono invariate rispetto alla mappa del duca di Noja.

Il ‘900 ed il destino della villa

Nel ‘900, la villa divenne un condominio, preservando il suo aspetto originario solo fino al 1925, quando l’Alto Commissario della Provincia, sulla scia dei grandi lavori pubblici che stavano interessando la città di Napoli in quegli anni, ordinò al celebre architetto Adolfo Avena di restaurarla. I lavori durarono fino al 1931, quando fu ultimato il grande edificio che progettò, ad angolo tra via Cimarosa e piazza Ferdinando Fuga, donando un nuovo, imponente, ingresso all’edificio originario.

Ma il vasto giardino adiacente alla villa, che pare fosse ricco di alberi di acacia, non avrebbe avuto la stessa fortuna di quest’ultima: infatti, fu espropriato ed incluso nel grande progetto di tracciamento stradale che stava portando alla nascita del nuovo quartiere Vomero.

Viale delle acacie: storia di un giardino scomparso
Piano regolatore del 1939, l’area in rosso corrisponde ad un’ampia porzione del giardino della villa, in cui furono edificate, all’epoca, le scuole Viale delle acacie e Jacopo Sannazaro.

Il giardino fu drasticamente ridimensionato, facendo spazio alle nuove strade: via Renato Lordi (che rientra tra le vie dedicate a reduci della guerra d’Etiopia del 1936 e che conserva ancora oggi il suo nome), via Gaetano Donizetti e “viale delle acacie”.

Villa haas viale delle acacie
A destra, ciò che resta oggi del giardino della villa e uno scorcio del corpo principale di quest’ultima.
Da Google Maps

Il problema di questa via è che, dall’abbattimento della vegetazione dell’antico giardino, non è rimasta nemmeno un’acacia, il che rendeva il nome attribuito fuori contesto, sia per la mancanza di questi alberi, che rispetto agli artisti a cui le altre strade nei dintorni furono dedicate. Fu presto rinominata via Giacomo Puccini, in memoria del celebre compositore toscano, morto qualche anno prima.

Un altro motivo per il cambio di nome fu dovuto al fatto che a Posillipo fu tracciata una via omonima, ma questa volta con le acacie! Anche se furono presto “sfrattate” dai palazzi di nuova costruzione. Anche quel “viale delle acacie” divenne presto un toponimo improprio, difatti la strada di Posillipo fu dedicata al giornalista napoletano Rocco Galdieri.

La scuola media lì presente, inaugurata negli anni ’30 e ricostruita dopo la guerra, ha mantenuto il nome originario della strada tutt’oggi, rappresentando l’ultimo ricordo del bel giardino di Villa Haas e delle sue acacie scomparse.

-Leonardo Quagliuolo

Per approfondire:

Napoli millenovecento” dei professori Giancarlo Alisio e Alfredo Buccaro

Le strade del Vomero” di Antonio La Gala

Le nuove strade di Napoli” di Gianni Infusino

Mappa interattiva del Duca di Noja

Palazzi di Napoli

Comune di Napoli – piano regolatore 1939

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