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“Orribili vendette, barbari selvaggi, razze civilizzate”. Oggi uno slogan simile ci farebbe rabbrividire, ma cent’anni fa il mondo occidentale impazziva e sognava dietro al Wild West Show, uno show itinerante che portò addirittura il famosissimo Buffalo Bill a Napoli.

Lo spettacolo raccontava le guerre degli Stati Uniti contro le popolazioni native americane e la prima tappa italiana fu proprio Napoli, nel febbraio del 1890. Ma proprio nella città partenopea i suoi modi spacconi e rumorosi attirarono le attenzioni degli scugnizzi, che riservarono un bruttissimo scherzo.

Buffalo Bill a Napoli vesuvio

Chi era Buffalo Bill?

Attore, militare, cacciatore. Potremmo dire che siamo davanti al pioniere degli influencer. Nacque nel 1846 nello stato dello Iowa e la sua storia è un misto tra leggenda e spettacolo: lui stesso si vantava di aver ucciso il primo indiano a 11 anni e di aver ucciso più di 5000 bisonti, alcuni addirittura a mani nude. Su di lui furono scritti numerosissimi romanzi che diventarono popolari tra i giovani americani e, in poco tempo, giunsero anche in Europa. Fu così che nacque un culto della personalità straordinario, tale da farci scoprire ancora oggi intere città americane dedicate alla memoria di Buffalo Bill.

CODY, WYOMING – Una struttura dedicata a Buffalo Bill. Fotografia di DepositPhotos

Un uomo di tale abilità istrionica e con uno spiccato senso del denaro non poteva non finire nel mondo dello spettacolo. Fu così che inventò il “Wild West Show”, uno spettacolo di circo con animali selvaggi, nativi americani ed ex militari che portarono in numerosi tour europei le storie del selvaggio West: ci basterà pensare che solo a Londra riuscì a vendere più di 2.5 milioni di biglietti!

Gli spettacoli circensi consistevano in gare di tiro, momenti teatrali che impressionavano gli europei dipingendo i nativi americani come mostri selvaggi e, infine, in esibizioni con cavalli selvaggi. Insomma, esibizioni esagerate e spaccone: “americanate” nel senso più semplice del termine.

Buffalo Bill a Napoli

Buffalo Bill a Napoli, fra biglietti falsi e cavalli “impepati”

Ed eccoci nel febbraio 1890. Le cronache del vecchio West, giunte in Europa tramite romanzi e racconti, avevano affascinato intere generazioni di ragazzi: tra questi c’era un giovane Armando Diaz, che nel 1921 realizzerà il suo sogno: diventare un capo tribù indiano.

Il Wild West Show fu realizzato in un campo paludoso alle spalle della nuova Stazione di Napoli, all’altezza del Corso Meridionale, dove oggi sorge il Centro Direzionale. L’unico problema è che la città di Napoli giocò due bruttissimi scherzi alla compagnia teatrale di Buffalo Bill: il primo fu quello dei biglietti contraffatti. Quasi il 70% degli spettatori della prima data (circa 2000 persone), infatti, si presentò con biglietti falsi. E non si sa esattamente quanti spettatori non paganti si siano imbucati per l’occasione. Ma lo spettacolo dei “barbari” indiani d’America e dei civilizzatori statunitensi incantò comunque i giovani dell’epoca.

Le spacconate di William Cody, però, non si fermarono solo allo spettacolo: invitò i napoletani a presentargli il cavallo più violento e selvaggio d’Italia, perché sarebbe riuscito a domarlo.

Fu così che il giorno dopo, a San Giovanni a Teduccio, si organizzò un secondo spettacolo. E qui finì ancora peggio: i cavalli preparati per l’occasione, infatti, furono infastiditi nelle stalle dagli scugnizzi napoletani con un lancio di pepe nel sedere, rendendoli furiosi e violentissimi. Lo spettacolo fu pericolosissimo e, umiliati, gli americani furono costretti a interrompere l’esibizione con i cavalli. Insomma: l’esordio italiano di Buffalo Bill a Napoli fu davvero brutto sul piano imprenditoriale, ma ottenne comunque un successo straordinario presso il pubblico.

Il seguito del tour andò molto meglio: William Cody fu amatissimo per intere generazioni. Dobbiamo a lui la diffusione in Italia dei pop corn e i romanzi dedicati a Buffalo Bill, stampati fra Torino e Firenze, diventarono best seller. Anche Emilio Salgari dedicò all’attore americano una sua opera. Non ci sorprenderà, quindi, che questa passione per il vecchio West porterà in tempi più vicini al fenomeno cinematografico italiano degli “Spaghetti Western”, in cui la Campania ci metterà lo zampino: mentre si esibiva Buffalo Bill a Napoli, dall’Irpinia viaggiava verso Roma il giovane Vincenzo Leone: diventerà il papà di Sergio Leone, uno dei più famosi registi al mondo.

-Federico Quagliuolo

Riferimenti:
Rydell R.W., Kroes R. (2006), Buffalo Bill show: il west selvaggio, l’Europa e l’americanizzazione del mondo, Donzelli, Roma.
William F. Cody Archive: Documenting the life and times of Buffalo Bill

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