Il 15 luglio 1982, Napoli fu teatro di un agguato che segnò profondamente la storia delle istituzioni italiane. In piazza Nicola Amore, il vicequestore Antonio Ammaturo, capo della Squadra Mobile di Napoli, e l’agente scelto Pasquale Paola furono assassinati da un commando delle Brigate Rosse. Questo omicidio, sebbene rivendicato dalle Brigate Rosse, nascondeva motivazioni più complesse, legate a intrecci tra terrorismo e criminalità organizzata.

Antonio Ammaturo
Nato a Contrada, in provincia di Avellino, l’11 gennaio 1925, Antonio Ammaturo intraprese la carriera nella Polizia di Stato nel 1955, dopo aver vinto un concorso per entrare nella magistratura. La sua scelta di dedicarsi alla polizia lo portò a servire in diverse città italiane, distinguendosi per il suo impegno e le sue capacità investigative. Nel 1973 raggiunse il grado di primo dirigente della Squadra Mobile, per poi essere promosso vicequestore. A Napoli, Ammaturo divenne noto per le sue operazioni contro la camorra, tra cui l’arresto di Roberto Cutolo, figlio del boss Raffaele Cutolo, nel 1981.
L’agguato in piazza Nicola Amore
Il 15 luglio 1982, mentre si recava in Questura con l’agente Pasquale Paola, Ammaturo fu raggiunto da un commando delle Brigate Rosse. I brigatisti, scesi da un’auto, aprirono il fuoco contro l’auto di servizio, uccidendo entrambi. Gli esecutori materiali dell’omicidio furono Vincenzo Stoccoro, Emilio Manna, Stefano Scarabello, Vittorio Bolognesi e Marina Sarnelli, tutti membri della Colonna Napoletana delle Brigate Rosse. Furono arrestati e condannati all’ergastolo. Tuttavia, i mandanti dell’omicidio non sono mai stati identificati con certezza.
Dietro l’omicidio: intrecci tra terrorismo e camorra
Le indagini rivelarono che Ammaturo stava indagando su un possibile legame tra le Brigate Rosse e la camorra, in particolare riguardo al rilascio del politico Ciro Cirillo, rapito nel 1981. Si ipotizza che la camorra, attraverso Raffaele Cutolo, avesse mediato con i brigatisti per la liberazione di Cirillo, in cambio di favori politici. Ammaturo, consapevole di questi intrecci, stava raccogliendo informazioni cruciali quando fu assassinato. La sua morte potrebbe essere stata una risposta a queste indagini.
Onori e memoria
In riconoscimento del suo sacrificio, Ammaturo ricevette la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria nel 1984. Inoltre, gli è stato dedicato il Premio Ammaturo, Legalità Città di Napoli, un evento annuale che celebra l’impegno delle forze dell’ordine nella lotta alla criminalità. La sua figura è anche commemorata con una lapide in piazza Nicola Amore e con l’intitolazione di una scuola a Napoli in suo onore.


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