Un pomeriggio di sangue ha segnato la città il 27 aprile 1993, quando un detenuto in permesso premio ha compiuto una brutale esecuzione nel cuore del centro cittadino.

Evaso durante un permesso temporaneo
Il protagonista della vicenda è Giovanni Carola, 35 anni, originario di Casoria, già condannato all’ergastolo per omicidio, evaso durante un permesso temporaneo.
Un momento di distrazione
I fatti si sono svolti in via Medina, a pochi passi dalla Questura. Carola si trovava all’interno di un’auto della polizia, ammanettato e accompagnato da due agenti: Michele Del Giudice, 30 anni, e Gennaro Autuori, 42, sovrintendente esperto. Secondo le ricostruzioni ufficiali, Carola, approfittando di un momento di distrazione, è riuscito a estrarre una pistola nascosta e ha esploso diversi colpi a bruciapelo all’interno dell’abitacolo.
Interrogativi inquietanti
Del Giudice è morto sul colpo, colpito alla testa. Autuori è rimasto gravemente ferito e trasportato in condizioni disperate all’ospedale Cardarelli, dove è spirato cinque giorni dopo, senza mai riprendere conoscenza. La dinamica dell’agguato ha scatenato interrogativi inquietanti, come sia stato possibile che un detenuto sottoposto a sorveglianza così stretta potesse introdurre un’arma da fuoco in un’auto della polizia, rimanendo peraltro ammanettato. La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta interna.
Maggior tutela e sicurezza
Carola, dopo la sparatoria, è riuscito a darsi alla fuga, scatenando una gigantesca caccia all’uomo. Rintracciato e arrestato giorni dopo, è stato nuovamente condannato all’ergastolo con l’aggravante della recidiva e della premeditazione.
Il duplice omicidio ha scosso profondamente l’opinione pubblica e il corpo di Polizia. Le famiglie delle vittime, devastate dal dolore, hanno denunciato la superficialità del sistema di concessione dei permessi premio, chiedendo giustizia e maggiore tutela per gli agenti di pubblica sicurezza.
Un sistema sotto accusa
L’intera vicenda ha riaperto il dibattito sulla gestione delle misure alternative alla detenzione, specialmente per soggetti con precedenti per reati gravi. Carola, già noto per la sua violenza e la freddezza criminale, non avrebbe dovuto beneficiare di alcuna misura premiale, secondo molti esponenti sindacali delle forze dell’ordine.
“È come se gli avessero dato una licenza per uccidere”, commentò amaramente un collega di Del Giudice il giorno dei funerali, tenutisi in forma solenne con la partecipazione delle più alte cariche dello Stato.


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