I Borbone c’entrano a metà con l’invenzione di questo nome, a dispetto di quanto si possa immaginare. Il primo a definirsi “Re delle Due Sicilie” fu Carlo di Borbone, ma Il Regno delle Due Sicilie è un’entità che nasce tempo dopo, dall’idea di Gioacchino Murat quando gli fu concesso il trono da Napoleone nel 1808.
Infine, per trovare la prima volta in cui compare il titolo “Rex Utriusque Siciliae dobbiamo bussare alle porte di Alfonso d’Aragona.

Fu infatti lui a riunire per la prima volta le due corone sotto il dominio di Napoli.

Facciamo un po’ di chiarezza.

Ferdinando I re del Regno delle Due Sicilie
Ferdinando I Re del Regno delle Due Sicilie, fu lui a creare l’entità statuale

Un’eredità normanna

Il problema nasce molto tempo fa e questo ci fa capire come nel mondo moderno, in espressioni, nomi e aspetti della vita comune sono presenti eredità dirette del passato lontano.

Quando nel 1140 Ruggero II riuscì a conquistare per la prima volta tutto il Sud Italia, il Papa gli conferì la corona di Re di Sicilia e la capitale fu Palermo.
Non era infatti nemmeno immaginabile all’epoca una Napoli capitale (anzi, i normanni preferivano Salerno) e il regno continentale era individuato come “Regno al di là del faro, una espressione antichissima che in realtà è rimasta di uso comune fino al 1861.

Nel XIII secolo, con l’arrivo degli Angioini che non furono affatto dolci nel conquistare il Sud Italia, la Sicilia ebbe un sussulto: per svincolarsi dalle condizioni umilianti imposte da re Carlo e furiosa per aver perso la capitale Palermo, con le rivolte dei Vespri si dichiarò indipendente e, tramite un’astuta manovra di Costanza di Svevia, si organizzò un matrimonio con gli Aragona.

Nacque così il Regno di Trinacria, che ebbe una vita indipendente per circa 150 anni, fino all’arrivo di Alfonso a Napoli.

Insomma, siamo arrivati nel XIV secolo e, fino ad ora, delle Due Sicilie non se ne parla proprio. Anzi, Napoli e Palermo erano due vicini di casa sgraditi a vicenda.

Alfonso d'Aragona Regno delle Due Sicilie
Alfonso d’Aragona, Rex Utriusque Siciliae

Nasce il Re delle Due Sicilie, ma non il Regno delle Due Sicilie

Alfonso d’Aragona era uno di quegli uomini che cambiano i destini del mondo: affascinante, elegante, colto e intelligentissimo. Non a caso si dice che il Rinascimento in Italia cominciò proprio nella corte aragonese. La sua ambizione personale era pari solamente al suo carisma e riuscì a conquistare Napoli attraverso una trovata astutissima copiata dall’invasione di Belisario che avvenne quasi 800 anni prima.

Dopo la conquista del trono di Napoli, decise di trasferirsi nel Castel Capuano (mentre faceva ricostruire il Maschio Angioino) e spostò a Napoli la capitale di tutti i suoi domini. Le due corone, quella di Sicilia e di Napoli, furono riassunte così in un nuovo titolo che fu “Rex Utriusque Siciliae“. Tutte le fonti d’epoca, però, traducono questo titolo come “Re dell’una e dell’altra Sicilia”, mentre le Due Sicilie sono un’interpretazione successiva.

Carlo di Borbone re delle Due Sicilie
Carlo di Borbone fu il primo a nominarsi Re delle Due Sicilie

Carlo di Borbone e una traduzione nuova

E qui il pasticcio. Caduti gli Aragonesi e dopo 200 anni passati sotto il dominio di imperatori stranieri e viceré dal nome spagnolo o austriaco, Napoli con Carlo di Borbone, seguito dall’onnipresente Bernardo Tanucci, cominciò un nuovo corso storico d’indipendenza: nel 1735 il nuovo re si fece incoronare a Palermo e così riunì di nuovo sotto un’unica corona tutto il Sud Italia.
Tornò in quel momento l’antico titolo di Alfonso d’Aragona: Carlo cominciò a definirsi “Rex Utriusque Siciliaeche, nei documenti redatti in Italiano, compare per la prima volta come “Re delle Due Sicilie”, forse per una traduzione sbagliata o una nuova interpretazione del termine originale.
La corona rimase però divisa fra le due capitali del Regno e all’epoca nessuno avrebbe mai osato toccare una tradizione che andava avanti dal 1282: tant’è vero che il figlio Ferdinando fu incoronato a Napoli con il numerale IV e con il numerale III a Palermo.
Sarà proprio lui a semplificare tutto qualche anno dopo.

Regno delle Due Sicilie Murat
Una moneta di Gioacchino Murat in cui compare il termine Regno delle Due Sicilie, anche se la Sicilia non c’è

Ecco il Regno delle Due Sicilie

Il primo a diventare ufficialmente “Re del Regno delle Due Sicilie è Gioacchino Murat. Ricevette infatti la nomina da Napoleone Bonaparte in persona nello Statuto di Bayonne del 1808, che fu l’atto ufficiale con il quale i francesi vollero legittimare il loro dominio sull’ex regno borbonico al di là del faro.
L’unico problema è che Murat non conquistò mai la Sicilia.

Alla fine la frittata fu completata da Ferdinando IV di Borbone che nel 1816 tornò sul trono, quando furono spazzati via i francesi di Napoleone dagli antichi imperi d’Inghilterra e di Austria.
Il nuovo re, infatti, fece una scelta che si rivelerà fatale per il destino del Sud Italia: fu il protagonista della prima unificazione dei regni italiani quando dichiarò uniti i domini “al di là del faro e al di qua del faro e si ripresentò con il nome di Ferdinando I di Borbone Re delle Due Sicilie. riutilizzando il termine di Napoleone.

Anche se quella di Ferdinando e del suo entourage era una scelta che potremmo dire razionale, dato che quella delle due capitali era una consuetudine nata 5 secoli prima e che la Sicilia già godeva di una buona indipendenza, in realtà fu un suicidio politico, dato che i malumori antiborbonici della Sicilia esplosero proprio in quel momento, dato che l’Isola si sentì improvvisamente trasformata in provincia di Napoli, perdendo anche l’ultima formalità che la legava ai tempi in cui era regina del Mediterraneo.

Il Regno delle Due Sicilie, dopo secoli di re, dinastie, guerre e vicende umane, in fin dei conti fu una delle storie più brevi della secolare vita di Napoli capitale: durò infatti solo dal 1816 al 1861, anno in cui fu ufficialmente annesso al neonato Regno d’Italia con una campagna militare che, non a caso, cominciò proprio dalla Sicilia.

-Federico Quagliuolo

Riferimenti:
Giovanni Antonio Summonte, Historia della città e Regno di Napoli, Antonio Bulifon, Napoli, 1681
Bastian Biancardi, Le vite dei re di Napoli, Venezia, 1737
Antonio Ghirelli, Storia di Napoli, Einaudi, Milano, 2015
Benedetto Croce, Storia del Regno di Napoli, Adelphi, Milano, 1992

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  1. Fabrizio Avatar
    Fabrizio

    La rivolta dei siciliani, a quanto si insegna, fu dovuta proprio al fatto che la Sicilia si ritrovò ad ereditare totalmente le leggi vigenti a Napoli, perdendo quindi tutte le specificità locali e in particolare le autonomie fiscali e legislative che aveva. Il problema non era quindi semplicemente la perdita della Capitale, ma proprio la perdita dell’autonomia statale.

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